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Durata
3 anni
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Sede didattica
Campus Forlì
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Lingua
Italiano
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Classe di corso
L-36 - SCIENZE POLITICHE E DELLE RELAZIONI INTERNAZIONALI
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Tipo di accesso
Numero programmato locale - TOLC-E
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Anni Attivi
II, III
Obiettivi formativi
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Il corso di Laurea in Scienze Internazionali e Diplomatiche offre ai propri laureati le conoscenze e le capacità per maturare un approccio professionale alla analisi delle istituzioni, dei sistemi socio-politici ed economici in cui queste sono inserite, nonché delle modalità di interazione tra tali sistemi, anche affrontate nelle loro evoluzione storica. Suo obiettivo è formare competenze che: a) costituiscano una piattaforma adeguata per quanti intendano proseguire gli studi e affinare ulteriormente le conoscenze e le capacità già acquisite; b) possano essere utilmente inserite in organizzazioni pubbliche e private, la cui attività sia orientata all’orizzonte sovranazionale, in particolare in ruoli orientati a coadiuvare figure professionali più mature nel ricercare e sistematizzare materiale documentale (tecnico delle pubbliche relazioni) o nell’organizzazione, anche in via autonoma, di eventi, convegni e conferenze di particolare importanza e visibilità (organizzatore di convegni e ricevimenti). Il corso di studi prevede insegnamenti obbligatori che hanno lo scopo di fornire agli studenti le competenze necessarie per interpretare e valutare con sufficiente autonomia di giudizio i singoli oggetti di analisi, si tratti di sistemi sociali e politici, singole istituzioni, specifici eventi o fenomeni di portata nazionale e transnazionale. Per queste ragioni, il primo anno di corso e parte del secondo guidano gli studenti ai 'fondamentali' delle discipline che congiuntamente delineano una visione d’insieme, consapevole della intrinseca complessità degli oggetti di studio e refrattaria alle spiegazioni mono-causali. Gli insegnamenti obbligatori insistono pertanto nelle aree giuridica, economica, storico-sociale e politologica. Le rispettive materie, oltre agli elementi metodologici, forniscono agli studenti le basi teoriche ed empiriche per impostare l’analisi, con una costante apertura alla dimensione comparata e/o internazionale. Il terzo anno di corso è precipuamente rivolto ad approfondire quest’ultima, lasciando inoltre agli studenti la possibilità di scegliere sia tra un congruo numero di insegnamenti relativi agli assetti storici, politici ed istituzionali delle diverse aree geopolitiche del pianeta, sia entro un congruo numero di insegnamenti opzionali, così da assecondare interessi, preferenze ed obiettivi personali maturati nel corso del biennio. Una serie di laboratori prepara all’acquisizione delle competenze trasversali relative agli aspetti metodologici della ricerca sociale, bibliografica e giuridica, alle capacità di lettura critica delle fonti, di testi complessi e di documenti diplomatici, alle capacità di scrittura, segnatamente accademica, e alle tecniche di presentazione in pubblico Il consistente investimento sugli insegnamenti linguistici (oltre all’inglese, francese, russo, spagnolo e tedesco), che costituisce uno degli elementi di pregio del corso, permette allo studente di integrare la propria formazione e di dotarsi di un vantaggio specifico, quali che siano le sue mete, se affacciarsi al mercato del lavoro o proseguire gli studi.
Il percorso formativo prevede insegnamenti obbligatori sia in lingua italiana, sia in lingua inglese, secondo le modalità specificate dal piano didattico pubblicato sul sito del corso per ciascuna coorte di studenti. -
CONOSCENZA E CAPACITÀ DI COMPRENSIONE (KNOWLEDGE AND UNDERSTANDING)
Il laureato conosce:
- i fenomeni di politica internazionale, in forma teorica ed empirica, osservati sia sul piano sistemico sia con riguardo alle politiche estere di singoli stati; il sistema internazionale e le sue dinamiche; le teorie delle relazioni internazionali; i principali processi politici a livello nazionale, transnazionale e sovranazionale;
- il funzionamento delle varie forme di mercato; il problema dei fallimenti di mercato e i possibili rimedi; il funzionamento generale di un sistema economico, chiuso ed aperto, e delle politiche macro-economiche; gli strumenti di analisi statistica dei dati in ambito sia descrittivo sia inferenziale; le relazioni economiche ed i processi di integrazione internazionali, sotto il profilo storico e nella quotidianità degli eventi economici globali; alcuni modelli micro- e macroeconomici per comprendere il malfunzionamento di istituzioni, politiche e mercati;
- i fenomeni politici, il funzionamento e le trasformazioni dei sistemi politico-istituzionali, democratici e non; il sistema politico italiano e la sua evoluzione istituzionale; le interazioni tra attori, privati e pubblici, individuali e non, attraverso le quali si formano i programmi d'azione collettiva, i correlati processi decisionali e i loro possibili esiti; il funzionamento della Ue, le sue principali istituzioni, i processi politico-decisionali che portano alla revisione dei trattati e all’approvazione di atti normativi; le principali tradizioni del pensiero politico in epoca moderna e contemporanea.
- le fonti del diritto in una prospettiva comparata, l'evoluzione storica delle forme di stato e di governo, gli assetti costituzionali dei sistemi europei ed extra-europei; l'ordinamento giuridico della Comunità internazionale, con approfondimenti su temi sensibili, quali l'uso della forza; l'ordinamento giuridico della UE e il relativo sistema di tutela giurisdizionale.
- la storia politico-istituzionale europea ed extra-europea, le principali trasformazioni intervenute dopo la seconda metà dell'ottocento, i collegamenti tra politica interna ed estera dei paesi analizzati; le tappe salienti e i nodi critici del processo di integrazione europea; gli elementi essenziali della dinamica economica europea; l'evoluzione degli assetti storici, politici ed istituzionali delle aree geopolitiche prescelte; il ruolo della cultura, quale risorsa di gruppi, popoli e nazioni, nelle relazioni sociali e nei processi istituzionali; i grandi temi – geopolitici, economici, religiosi – che dominano lo scenario internazionale.
- la lingua inglese, utilizzando lessico e sintassi non inferiore a livello B1 e, idealmente, pari almeno al livello B2; una ulteriore lingua straniera, utilizzando lessico e sintassi non inferiore al livello B1 e, idealmente, pari almeno al livello B2.
Le conoscenze negli ambiti coperti dal corso di laurea sono acquisite tramite la partecipazione a lezioni frontali, esercitazioni, laboratori, seminari, attività in aula che si richiamano al modello della classe invertita, studio personale guidato e studio indipendente. La verifica del raggiungimento dei risultati di apprendimento avviene principalmente attraverso esami orali e scritti, prove intermedie, redazione di paper su temi assegnati ed esposizioni orali dei medesimi.
CAPACITÀ DI APPLICARE CONOSCENZA E COMPRENSIONE (APPLYING KNOWLEDGE AND UNDERSTANDING)Il laureato sa:
- applicare le nozioni e i concetti acquisiti, anche in congiunzione con altre discipline, a specifici fenomeni di politica internazionale; interpretare, a partire dalle varie teorie, i principali processi politici a livello internazionale, transnazionale e sovranazionale; raccogliere le informazioni per analizzare i casi diplomatici, proiettarli sulla realtà internazionale contemporanea e comprenderne nodi e crisi attuali.
- partecipare al dibattito politico-economico con sufficiente precisione ed autonomia di giudizio; orientarsi tra le varie forme di mercato e fornirne una valutazione in termini di efficienza; procedere ad una raccolta autonoma delle informazioni necessarie per valutare criticamente i principali problemi macro-economici; analizzare, e in certa misura elaborare, dati economici relativi ad eventi globali, specie quelli legati ai fenomeni di integrazione; suggerire interventi socialmente utili per ovviare al malfunzionamento di alcune istituzioni o politiche pubbliche.
- decodificare il discorso politico nei paesi democratici; utilizzare gli strumenti linguistici e logici per elaborare i risultati della propria analisi, teorica ed empirica; analizzare le politiche pubbliche lungo il loro intero ciclo, ricostruirne attori e processi, valutarne l'impatto complessivo e in particolare stimarne efficacia ed efficienza; riconoscere le diverse tipologie d'azione europea, ricondurle agli attori istituzionali che ne sono responsabili, distinguere vincoli e opportunità per interagire con tali istituzioni; analizzare i nessi che legano l'elaborazione delle dottrine politiche allo sviluppo storico delle dinamiche sociali e delle istituzioni politiche, sia statuali sia internazionali.
- reperire ed organizzare fonti giuridiche e documentarie; applicare i principali modelli offerti dalla scienza comparatistica ai grandi tempi del diritto pubblico comparato, all'interno di singoli ordinamenti o nell'ambito di studi internazionalistici; interpretare dal punto di vista giuridico i fenomeni più significativi in ambito internazionale; compiere una analisi di base della Ue, attingendo a repertori normativi e giurisprudenziali.
- leggere e valutare i mutamenti storico-politici sopravvenuti sulla scena mondiale, decodificare i nessi tra politica interna ed estera applicandoli a singoli casi di studio; scomporre i fattori critici di mutamento nello scenario europeo, al contempo individuandone attori e problemi; applicare le conoscenze acquisite per avanzare ipotesi esplicative sulle grandi trasformazioni economiche e sociali susseguitesi in Europa a partire dalla seconda metà dell'ottocento; utilizzare chiavi di lettura idonee a tracciare crisi di regime, transizioni democratiche, processi adattivi a choc esterni e trasformazioni dello Stato-nazione delle aree geopolitiche prescelte; analizzare processi politico-istituzionali, utilizzando l'angolo visuale delle dinamiche culturali che si sviluppano su scala locale e internazionale.
- esprimere in forma scritta e orale un pensiero complesso in inglese; esprimere in forma scritta e orale un pensiero complesso in una seconda lingua.
Il raggiungimento della capacità di applicare le conoscenze sopraelencate avviene tramite la riflessione critica sui testi proposti per lo studio individuale, sollecitata dalle attività in aula, lo svolgimento di prove intermedie, esercitazioni, attività di approfondimento di carattere seminariale in aula, attività che si richiamano al modello della classe invertita, lo studio di casi presentati anche da docenti o esperti provenienti dal mondo del lavoro. Le verifiche (esami scritti e orali, relazioni, esercitazioni) prevedono lo svolgimento di specifici compiti in cui lo studente dimostra la padronanza di strumenti, metodologie, autonomia critica.
AUTONOMIA DI GIUDIZIO (MAKING JUDGEMENTS)Il laureato consegue autonomia di giudizio grazie:
- al possesso di una preparazione multidimensionale – negli ambiti giuridico, economico, storico-sociale e politologico – che gli permette di muoversi con sufficiente agilità tra molteplici tematiche, avvalendosi di analisi concettualmente articolate e sorrette da buone basi empiriche;
- al possesso delle necessarie competenze metodologiche che gli permettono di raccogliere e selezionare dati e informazioni, attingendo a fonti diverse, e di esprimere pareri ragionati e logicamente guidati a supporto delle proprie analisi, anche in contesti specifici;
- al possesso delle necessarie competenze, in particolare trasversali, per avvicinarsi ai fenomeni osservati, coniugando le conoscenze e le nozioni acquisite con un adeguato spirito critico;
- al possesso di una formazione multidisciplinare che gli permette la comprensione della complessità dei fenomeni socio-politici ed economici e di formulare opinioni avvalendosi di espressioni distinte del sapere.
L'autonomia di giudizio viene verificata stimolando per quanto possibile la partecipazione attiva degli studenti alle lezioni, ai laboratori per l'acquisizione delle competenze trasversali, alle eventuali esercitazioni, ai seminari organizzati nel corso dell'intero anno accademico. Un apporto significativo in questo senso proviene dalla prova finale, concepita per sollecitare un impegno che rifugge dal puro apprendimento mnemonico e per invitare lo studente a letture di ampio respiro, dalle quali può trarre riflessioni autonome. Queste ultime sono valutate positivamente, se il momento descrittivo è chiaramente distinto da quello prescrittivo e laddove sia dato riconoscere nessi logici tra queste due parti del discorso.
ABILITÀ COMUNICATIVE (COMMUNICATION SKILLS)Il laureato:
- è in grado di esporre oralmente dati, informazioni e idee – su singole aree tematiche pertinenti al corso di studi – in modo chiaro, con lessico appropriato e rispettando il rapporto tra i livelli di generalità del discorso;
- in certa misura, è in grado di modulare il registro comunicativo in base ai propri interlocutori;
- in contesti di media complessità, può interagire con soggetti competenti nei principali settori in cui si articola il corso di studi;
- riesce ad esporre il pensiero in forma scritta ed orale, con un discorso adeguatamente strutturato e riconoscibile nelle sue parti logiche, ed è pertanto capace di comunicare contenuti di media difficoltà;
- conosce l'inglese ed un'altra lingua straniera europea (conoscenza a livello minimo B1), è in grado di leggere testi complessi e può condurre una conversazione su temi scientifici.
Le abilità comunicative scritte ed orali vengono verificate, oltre che con la didattica, attraverso le modalità di svolgimento degli esami per ciascuna materia e la frequenza dei laboratori per l'acquisizione delle competenze trasversali. Per quanto riguarda le modalità di svolgimento degli esami, sin dal primo anno gli studenti sono fortemente incoraggiati a sostenere prove scritte intermedie per ciascun insegnamento, seguite da un esame orale conclusivo, così da stimolare tanto l’espressione scritta quanto quella orale. Nel corso del terzo anno, una delle prove scritte somministrate nell’ambito delle materie opzionali ricalca nelle sue caratteristiche principali – impostazione, struttura e grado di difficoltà – la prova finale, così da familiarizzare gli studenti con questo strumento di esposizione scritta del pensiero e favorire lo sviluppo delle correlate abilità. Sempre al terzo anno, nell’ambito di singole attività formative, i frequentanti possono essere chiamati a partecipare ad esercitazioni, presentazioni in aula, preparazione di relazioni e documenti, intesi a promuovere capacità comunicative scritte ed orali. Per quanto riguarda i laboratori sull'acquisizione delle competenze trasversali, gli studenti sono stimolati a sviluppare le proprie capacità in materia di lettura e scrittura critica, di public speaking, di uso delle fonti e degli strumenti di ricerca empirica mediante un insieme di attività specificamente predisposte allo scopo.
CAPACITÀ DI APPRENDIMENTO (LEARNING SKILLS)Il laureato:
- è consapevole della necessità di aggiornamento e formazione continua, grazie alla impostazione dei singoli insegnamenti che portano gli studenti a compiere percorsi che giungono sino alla contemporaneità;
- denota una spiccata propensione in questo senso, incoraggiata da un ambiente accademico che offre seminari su molteplici questioni di attualità;
- è in grado di applicare metodi e strumenti acquisiti per aggiornare ed approfondire i temi trattati, sia entro contesti professionali, sia per intraprendere studi di II ciclo.
Tali capacità sono verificate attraverso una varietà di strumenti didattici. In particolare, le prove intermedie sono concepite anche per segnalare al singolo un eventuale ritardo di apprendimento e metterlo in condizione di recuperarlo, così da sollecitarlo fin dove possibile a tenere il passo con l’aula. Strumenti specifici per stimolare le capacità di apprendimento sono previsti per gli studenti lavoratori, ai quali vengono offerti appositi supporti tutoriali. L’ampia gamma di scambi internazionali, grazie ai quali gli iscritti possono svolgere periodi di studio all’estero, incoraggia il confronto con altre esperienze nazionali e plausibilmente contribuisce a rafforzare sia la volontà sia la capacità di apprendere. Infine, i laboratori sulle competenze trasversali riguardano specificamente l'acquisizione di una serie di strumenti (capacità di lettura e scrittura critica, public speaking, ricerca e utilizzo delle fonti, uso degli strumenti della ricerca empirica) utili per rafforzare la capacità di apprendimento degli studenti e delle studentesse.
Profili professionali
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Funzione in un contesto di lavoro
L’addetto alle relazioni internazionali: - collabora a definire, predisporre ed attuare progetti internazionali nell’ambito di istituzioni sia pubbliche sia private; - contribuisce allo sviluppo e all’espansione su scala transnazionale dell’organizzazione in cui opera, formulando idee e proponendo progetti corredati da un adeguato dossier; - ricerca, seleziona ed analizza i dati a tal fine rilevanti, avvalendosi sia di aggiornati strumenti informatici (es. banche dati) sia di appropriate tecniche di elaborazione e trattamento dei dati; - coadiuva i funzionari nelle attività volte a: inquadrare i contesti normativi e istituzionali di riferimento, identificare gli attori rilevanti in tali contesti, analizzare i correlati processi di decisione, prospettare soluzioni funzionali agli obiettivi perseguiti.
Competenze associate alla funzione
L’addetto alle relazioni internazionali: - dispone di una buona padronanza dell’inglese e di una seconda lingua straniera; - è in grado di interagire in contesti di media complessità con esperti di diritto, politica ed economia; - possiede conoscenze interdisciplinari grazie alle quali sa leggere ed interpretare fenomeni ed accadimenti in aree geografiche diverse, cogliendone aspetti sociali, culturali, giuridici ed economici, anche proiettandoli nella loro dimensione diacronica; - sa applicare i principali metodi di trattamento qualitativo e quantitativo delle informazioni; - è capace di flessibilità operativa perché consapevole della complessità; - può fare affidamento su buone capacità comunicative e relazionali.
Sbocchi occupazionali
- Ufficio estero di imprese e società operanti sul mercato internazionale - Ufficio relazioni internazionali di enti pubblici nazionali, regionali e locali - Organizzazioni non governative, nazionali ed internazionali
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Funzione in un contesto di lavoro
L’addetto all’ufficio studi e ricerche: - ha un ruolo nel costruire le piattaforme conoscitive utili a definire le linee di azione della organizzazione nella quale opera; - a tal fine, concorre ad elaborare rapporti e dossier sui temi che l’organizzazione ritiene rilevanti in vista del proprio consolidamento ed ulteriore sviluppo; - contribuisce ad individuare linee tematiche non ancora esplorate, ritenute meritevoli di attenzione per le finalità perseguite dall’organizzazione di appartenenza; - identifica fonti, raccoglie dati ed informazioni, li inserisce nel quadro sovranazionale ed internazionale, contribuisce alla loro interpretazione, li organizza in documenti e collabora alla stesura dei testi di accompagnamento.
Competenze associate alla funzione
L’addetto all’ufficio studi e ricerche: - dispone di una buona padronanza dell’inglese e di una seconda lingua straniera; - è in grado di interagire in contesti di media complessità con esperti di diritto, politica ed economia; - possiede conoscenze interdisciplinari grazie alle quali sa leggere ed interpretare fenomeni ed accadimenti in aree geografiche diverse, cogliendone aspetti sociali, culturali, giuridici ed economici, anche proiettandoli nella loro dimensione diacronica; - sa applicare i principali metodi di trattamento qualitativo e quantitativo delle informazioni; - è capace di flessibilità operativa perché consapevole della complessità; - può fare affidamento su buone capacità comunicative e relazionali.
Sbocchi occupazionali
- Associazioni di categoria - Amministrazioni pubbliche, nazionali e regionali - Enti pubblici economici, aziende speciali ed aziende di pubblici servizi - Organizzazioni nazionali ed internazionali non governative
Accesso a ulteriori studi
Dà accesso agli studi di secondo ciclo (laurea specialistica/magistrale) e master universitario di primo livello.
Insegnamenti
Requisiti di accesso
Per essere ammessi al corso di laurea è necessario il possesso di Diploma di scuola media superiore di durata quinquennale o di altro titolo di studio conseguito all'estero, riconosciuto idoneo.
E' necessario inoltre il possesso delle essenziali competenze logico-matematiche e delle necessarie competenze linguistiche come specificato dal Regolamento didattico del corso di studio.
Le modalità di verifica delle conoscenze richieste per l’accesso sono definite nel Regolamento didattico del corso di studio.
Se la verifica non è positiva vengono indicati specifici obblighi formativi aggiuntivi.
L’assolvimento dell’obbligo formativo è oggetto di specifica verifica.
La relativa modalità di accertamento è indicata nel Regolamento didattico del corso di studio.
Gli studenti che non assolvano agli obblighi formativi aggiuntivi entro la data stabilita dagli Organi competenti e comunque entro il primo anno di corso non potranno sostenere esami degli anni successivi.
Maggiori dettagli nel Regolamento del Corso di Studio
Elenco dei docenti
- Leonardo Allodi
- Linda Altieri
- Valentina Antoniol
- Andrea Bassi
- Matteo Battistini
- Simona Berardi
- Gregorio Marino Doimo Bettiza
- Francesca Biancani
- Marco Borraccetti
- Rossella Bozzon
- Michela Ceccorulli
- Davide Chinigò
- Carmelo Danisi
- Matteo Dian
- Marco Fabbri
- Francesca Fauri
- Fabien Marc Michel Gibault
- Domenico Guzzo
- Doris Anita Hoehmann
- Renata Lizzi
- Hugo Edgardo Lombardini
- Sonia Lucarelli
- Nicola Mastrorocco
- Giorgio Giovanni Negroni
- Antonio Jerry Palma
- Giorgia Pavani
- Patrizia Pederzoli
- Roberta Pederzoli
- Lucio Picci
- Bruno Pierri
- Andrea L. P. Pirro
- Andrea Pritoni
- Francesco Privitera
- Marco Puleri
- Francesco Raschi
- Rachele Raus
- Rosella Rettaroli
- Matteo Scheda
- Paolo Soave
- Luisa Stracqualursi
- Christian Klaus Thomas Wehlte
- Loris Zanatta
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