Il Tetano e la vaccinazione antitetanica (ATT)

Il tetano è una malattia infettiva acuta non contagiosa causata dal batterio Clostridium tetani, un batterio che si trova soprattutto nel terriccio, nel letame, nell’asfalto e nel tratto digerente di alcuni animali (soprattutto equini ed ovini). Il batterio del tetano può sopravvivere per lunghi periodi di tempo in condizioni sfavorevoli poiché si conserva in forma di spora, si circonda cioè di un involucro protettivo molto resistente.

Una ferita banale ma anche l’uso di siringhe infette, morsi di animali, ustioni/abrasioni, possono rappresentare la porta d’ingresso del Clostridium nell’organismo. Una volta penetrato, il batterio, se si trova in ferite profonde e poco ossigenate, germina e produce una tossina che tramite le giunzioni neuromuscolari e i nervi raggiunge il midollo spinale dove svolge la propria azione tossica causando la paralisi spastica dei muscoli, provocando, un caso su dieci, la morte per interessamento dei muscoli respiratori e per conseguente arresto cardio-respiratorio.

Il periodo di incubazione va da 3 a 21 giorni, sebbene possa oscillare da 1 giorno a diversi mesi, in base al tipo, all’estensione e alla localizzazione della ferita, mediamente 10 giorni. La maggior parte dei casi si manifesta entro 14 giorni.

La malattia di per sé non è infettiva. In Italia, ogni anno, si registrano circa 100 morti, tra adulti ed anziani.

La prevenzione si attua principalmente attraverso la somministrazione di un vaccino con tossoide tetanico adsorbito che conferisce una protezione duratura per almeno 10 anni, oltre che ad una attenta valutazione dello stato dell’eventuale ferita in relazione allo stato vaccinale dell’infortunato.

La vaccinazione antitetanica, generalmente ben tollerata, consiste in una semplice iniezione praticata per via intramuscolare nel braccio; gli effetti indesiderati più comuni sono le reazioni infiammatorie di breve durata nel punto di iniezione, ivi compresa la dolenzia; la febbre, per lo più modesta, compare in circa il 5% dei casi.

Il ciclo di base comprende tre dosi, di cui le prime due praticate a distanza di circa due mesi l’una dall’altra e la terza a distanza di 6-12 mesi dalla seconda. Ulteriori richiami devono essere effettuati con cadenza decennale. E’ sufficiente una sola dose di richiamo anche al superamento dei 10 anni di calendario. La somministrazione di tre dosi di vaccino antitetanico, effettuata di norma nei nuovi nati a partire dal 1963, conferisce una protezione molto elevata, con un’efficacia del 100%.

Nel caso in cui si ignori la propria situazione vaccinale e non si disponga di un libretto vaccinale, è possibile richiedere gratuitamente, presso l’Anagrafe Sanitaria del comune di residenza il rilascio del certificato delle vaccinazioni eseguite. In mancanza di queste informazioni è possibile effettuare un esame ematico (tramite il proprio medico curante) con ricerca di anticorpi anti tetano. Il confronto con i valori limite permetterà di capire il grado di copertura.

La vaccinazione antitetanica è obbligatoria per alcune categorie di lavoratori e lavoratrici più esposti ai rischi dell’infezione e per gli sportivi (Legge 5 marzo 1963 n. 292).  Il rischio biologico negli ambienti di lavoro è disciplinato dal D.Lgs 81/2008, che prevede la somministrazione a cura del Medico Competente.