DiJust: DIGITAL FOOD AND JUST TRANSITION. SUSTAINABILITY AND LABOUR IN AGRICULTURE 4.0

PRIN 2022 PNRR Leonardi

Abstract

Descrizione del progetto La digitalizzazione, in particolare sotto forma di agricoltura di precisione, commercio elettronico e agricoltura intelligente, è considerata una soluzione innovativa fondamentale per i sistemi agroalimentari. Il suo obiettivo è promuovere la transizione verso l'agricoltura 4.0. Il PNRR italiano abbraccia pienamente questa definizione, ponendo l'agricoltura 4.0 come componente chiave della Missione 2 “Rivoluzione verde e transizione ecologica”. Di conseguenza, la transizione verso un'economia 4.0 è vista come un'opportunità per i sistemi agroalimentari di intraprendere una trasformazione efficace ed efficiente che aumenti la produttività, promuovendo al contempo la sostenibilità e la sicurezza alimentare. Questi obiettivi sono ancora più cruciali nel contesto delle molteplici crisi globali, dalla crisi alimentare e finanziaria del 2008 alla pandemia di COVID-19 e alla più recente guerra in Ucraina. Di fronte a sfide così critiche, le politiche si sono orientate verso una visione triplice, in cui lo sviluppo dei sistemi agricoli guida una transizione integralmente vantaggiosa: per il clima, per la sicurezza alimentare e per il benessere sociale. La digitalizzazione dell'agricoltura può essere descritta come un ulteriore passo avanti nell'integrazione della tecnologia nei sistemi agroalimentari. Tuttavia, questo processo non si limita all'introduzione di artefatti tecnologici, ma consiste anche in una serie di pratiche attraverso le quali entrano in gioco nuovi attori, si stabiliscono nuove interazioni e sorgono nuovi assetti, trasformando la struttura sociale ed ecologica della produzione agroalimentare. Sono necessarie ricerche per comprendere meglio come il rapporto tra produzione, innovazione e territori influenzi le numerose variabili della sostenibilità alimentare. Questo progetto mira a esaminare le crescenti interconnessioni tra l'economia digitale e il sistema agroalimentare italiano. Esso presta particolare attenzione alle trasformazioni nell'organizzazione del lavoro e alle dinamiche attraverso le quali diversi tipi di innovazione influenzano la filiera agroalimentare: dalla selezione degli input alla raccolta, alla logistica e alla distribuzione. Una conoscenza più solida dovrebbe rafforzare il processo decisionale pubblico, interconnettendo diversi livelli e tipi di informazioni sugli impatti e sui possibili compromessi dei processi di digitalizzazione. Esse è altresì necessaria per collegare tali processi alla prospettiva della Transizione Giusta (Just Transition - JT), la cui adozione si sta rapidamente diffondendo in tutto il mondo. Il progetto si basa quindi sul presupposto che il settore agroalimentare offra un punto di vista privilegiato per comprendere il ruolo dell'economia digitale nei processi di transizione socioeconomica sostenibile, nonché gli ostacoli e le opportunità ad essi correlati. Teoricamente, il progetto attinge a diverse fonti bibliografiche: a) studi sulla JT, la giustizia climatica e il nesso lavoro-ambiente; b) sociologia rurale e studi agrari; c) sociologia dell'innovazione e scienze della transizione sostenibile. Dal punto di vista metodologico, il progetto combina diversi approcci qualitativi: analisi secondaria dei media e della letteratura grigia; analisi delle politiche e dei dataset; casi di studio approfonditi. Il progetto applica la mappatura dei sistemi di conoscenza settoriali; inoltre, si basa su interviste e osservazione partecipata. Risultati attesi L'obiettivo principale del progetto è valutare l'impatto della digitalizzazione sul sistema agroalimentare, in Italia, dal punto di vista della JT. In particolare, mira a sviluppare e testare una serie di indicatori qualitativi per anticipare i rischi e le opportunità della digitalizzazione in specifiche filiere e sottosettori dei sistemi alimentari. Fornirà ai responsabili politici criteri per affrontare l'innovazione digitale in diverse categorie di lavoro e comunità. A tal fine, il progetto raccoglie e combina diversi tipi di conoscenze - tecniche/specialistiche e pratiche/esperienziali – per indagare la logica, le pratiche e gli impatti dei processi di digitalizzazione nel sistema alimentare. In questo senso, il progetto mira a sviluppare efficaci “epistemologie civiche” in grado di garantire la qualità delle affermazioni di conoscenza per la transizione e gli impatti della digitalizzazione. La qualità, in una prospettiva di transizione giusta, si basa sull'inclusività dei processi di produzione della conoscenza in termini di rappresentanza degli attori direttamente interessati dalle conseguenze delle decisioni prese sulla base di tali affermazioni. Ciò è particolarmente rilevante quando le decisioni riguardano innovazioni tecnologiche con un forte impatto sui modelli organizzativi e di lavoro. Tenendo conto di questi ultimi aspetti, una questione centrale che il progetto intende affrontare riguarda le connessioni tra diverse figure (ad esempio agricoltori e lavoratori migranti, precari, salariati) e forme di lavoro - nei campi, nelle stalle, nei magazzini, nelle serre, negli impianti di trasformazione - e l'obiettivo della sostenibilità ambientale nell'ambito dei mutamenti 4.0 del settore agricolo e le conseguenti riconfigurazioni di tale lavoro. Il progetto raccoglierà un campione di casi di studio che riflette diversi scenari di transizione, percorsi lavorativi e stili di azienda agricola. Questi saranno analizzati attraverso indicatori precedentemente identificati, che saranno poi testati e resi operativi attraverso studi empirici. Tali indicatori saranno inclusi in un Policy Brief che sintetizza i risultati del progetto e offre raccomandazioni, integrando la scienza sostenibile e gli approcci JT. La metodologia adottata (cioè casi di studio e indicatori qualitativi) si basa su intuizioni chiave di studiosi di scienze sostenibili che sostengono che la complessità delle questioni socio-ecologiche per la trasformazione dei sistemi produttivi comporta l'incommensurabilità tra le molteplici percezioni delle opportunità e degli ostacoli. Ciò rende impossibile comprimere le conoscenze rilevanti in un’unica “ricetta per la transizione” senza perdere informazioni preziose. In altre parole, le questioni socio-ecologiche sono complesse nel senso che possono essere percepite e rappresentate solo utilizzando diverse narrazioni, dimensioni e scale analitiche non equivalenti.

Dettagli del progetto

Responsabile scientifico: Emanuele Leonardi

Strutture Unibo coinvolte:
Dipartimento di Sociologia e Diritto dell'Economia

Coordinatore:
Università di PISA(Italy)

Contributo totale Unibo: Euro (EUR) 74.727,00
Durata del progetto in mesi: 24
Data di inizio 30/11/2023
Data di fine: 31/12/2025

Loghi degli enti finanziatori