Abstract
Breve descrizione del progetto TAIA-Transnational Aging Between Africa and Europe riunisce antropologhe e antropologi delle Università di Pavia, Milano-Bicocca e Bologna per esplorare le intersezioni tra invecchiamento e migrazione nello spazio transnazionale che collega l'Italia al continente africano. Concentrandosi sia sugli anziani italiani residenti in Tunisia e in Senegal, sia sugli anziani membri delle diaspore tunisine e senegalesi in Italia. TAIA colma un'importante lacuna nella letteratura, poiché lo studio della diaspora italiana in Africa è ancora raramente affrontato nel dibattito accademico e spesso disconnesso dagli studi sulle diaspore africane in generale. Esplorando le traiettorie migratorie in età anziana, raccogliendo storie familiari e biografie di vita, e conducendo ricerche sul campo in aree urbane e “interne”, TAIA fornirà materiale etnografico originale sull’invecchiamento e la migrazione, rilevante sia a livello accademico sia politico. Più nello specifico, TAIA si concentrerà su: 1. modelli di mobilità e radicamento degli anziani appartenenti alle diaspore; 2. modalità di accesso alla cura formale e informale; 3. strategie economiche di sussistenza e accumulazione (pensioni, risparmi, lavoro, investimenti, ecc.); 4. relazioni familiari e sociali che sostengono l’invecchiamento transnazionale. TAIA analizzerà inoltre le politiche migratorie e di cittadinanza che facilitano o ostacolano la (im)mobilità dei soggetti anziani, così come il loro accesso ai servizi di welfare in Italia, Tunisia e Senegal. Un approccio intersezionale e transnazionale, capace di mostrare come genere, classe e origine influenzino le traiettorie migratorie degli anziani delle diaspore, costituirà un pilastro teorico e metodologico fondamentale del progetto. Il confronto tra diversi studi di caso mira a evidenziare la molteplicità delle esperienze di vita e di (im)mobilità nella terza età all’interno delle comunità diasporiche, ma anche similitudini inaspettate tra diaspore e categorie di migranti differenti. Oggi invecchiamento e migrazione sono tra le principali forze di cambiamento sociale a livello globale. Le analisi etnografiche e teoriche di TAIA alimenteranno il dibattito pubblico e aiuteranno le amministrazioni e le comunità diasporiche a progettare politiche efficaci in termini di sistemi di welfare e sostenibilità sociale ed economica. Attraverso approcci collaborativi e partecipativi, TAIA coinvolgerà attori istituzionali e professionali, associazioni di migranti, diversi membri delle diaspore e altri stakeholder locali, nel tentativo di promuovere una prospettiva “dal basso” sull’invecchiamento transnazionale e sulla sua governance. Finalità Il lavoro sul campo condotto nel contesto italiano, tunisino e senegalese, insieme alla raccolta delle storie di vita degli anziani migranti e all’analisi dei movimenti e dei radicamenti transnazionali, permetterà ai membri del team TAIA di alimentare il dibattito accademico e pubblico su tre sottotemi interconnessi, ciascuno sviluppato principalmente da un’unità di ricerca diversa: 1. L’unità di ricerca dell’Università di Pavia (UNIPV – P.I. Marco Gardini) esplorerà come la mobilità (o immobilità) degli anziani, sia di origine italiana che africana, appartenenti a classi sociali, generi, origini geografiche differenti e con traiettorie migratorie diverse, emerga come fattore cruciale nella ridefinizione della condizione anziana in un contesto transnazionale. I casi studio comprenderanno la diaspora tunisina residente in aree urbane e interne dell’Italia e gli anziani di origine italiana residenti in Tunisia. 2. L’unità di ricerca dell’Università di Milano-Bicocca (UNIMIB – P.I. Luca Rimoldi) affronterà il modo in cui gli anziani membri di queste diaspore diventino (o meno) figure centrali nelle reti transnazionali di rimesse e investimenti e creino nuove attività economiche nei paesi di origine o di arrivo. I casi studio comprenderanno gli anziani della diaspora senegalese in Italia e gli anziani di origine italiana residenti in Senegal. 3. L’unità di ricerca dell’Università di Bologna (UNIBO – P.I. Paolo Gaibazzi) completerà i casi studio italo-tunisini e italo-senegalesi esaminando il contesto istituzionale dell’invecchiamento transnazionale. Analizzerà in che modo le politiche e le normative che regolano l’accesso, altamente differenziato, alla mobilità nello spazio euro-africano incidano sugli anziani e sulle loro famiglie che vivono tra l’Italia, il Senegal e la Tunisia. Valuterà inoltre le politiche e le misure di welfare nazionali e transnazionali/bilaterali, e come queste influenzino le dinamiche spaziali, sociali ed economiche dell’invecchiamento transnazionale. Risultati attesi TAIA mira a ottenere un impatto sostenibile su diversi livelli attraverso la diffusione, lo scambio e la valorizzazione dei risultati della ricerca. A livello accademico, l’impatto scientifico del progetto è triplice: 1. TAIA amplia la base empirica e concettuale degli studi sulla migrazione, intrecciandoli con i dibattiti sempre più rilevanti sulle società che invecchiano; 2. rafforza l’impegno dell’antropologia politica rispetto ai temi dell’invecchiamento e dei sistemi di welfare; 3. offre prospettive nuove e innovative sulla storia delle diaspore. Attraverso l’analisi delle storie intrecciate delle migrazioni italiane e africane, il progetto contribuirà a una comprensione diacronica del legame tra migrazione e invecchiamento nel contesto italiano, ad oggi ancora scarsamente documentato. Il confronto tra le esperienze degli anziani delle diaspore africane in aree urbane e “interne” dell’Italia permetterà di analizzare il ruolo sociale, economico e politico che le comunità diasporiche stanno giocando in diverse regioni italiane. Inoltre, l’attenzione agli anziani italiani residenti in Africa offrirà nuove prospettive su una tendenza storica della diaspora italiana finora poco considerata in letteratura. TAIA diffonderà i suoi risultati scientifici attraverso workshop e conferenze nazionali e internazionali, coinvolgendo interlocutori significativi (membri del mondo accademico, studenti universitari e rappresentanti delle associazioni diasporiche) per condividere e discutere i dati etnografici raccolti. I risultati saranno anche diffusi attraverso la redazione e pubblicazione di opere collettive e articoli scientifici su riviste nazionali e internazionali, con una preferenza per le pubblicazioni ad accesso aperto. La partecipazione a conferenze e l’organizzazione di un workshop internazionale rafforzeranno la rete accademica dei membri del team TAIA, in particolare dei ricercatori neoassunti, per i quali il progetto rappresenterà un ambiente intellettuale stimolante e un’occasione per consolidare la carriera nel campo degli studi sulle diaspore e sull’Africa. A livello pubblico, TAIA promuove la partecipazione dei ricercatori italiani alle strategie e iniziative chiave nell’ambito dei partenariati rinnovati tra UE e Africa. Si è spesso dato per scontato che l’aumento degli scambi e della convivenza tra africani ed europei avrebbe favorito una maggiore comprensione reciproca. Tuttavia, le pratiche quotidiane di discriminazione sociale dimostrano la necessità di un impegno forte e coordinato per contrastare il razzismo quotidiano e istituzionale. Una maggiore consapevolezza dell’opinione pubblica su questi temi è una risorsa fondamentale per combattere razzismo e ageismo, favorendo l’inclusione degli anziani delle diaspore nei contesti di arrivo e stimolando nelle comunità locali una riflessione critica su forme di invisibilizzazione e marginalizzazione sociale. La collaborazione con associazioni della diaspora africana e italiana contribuirà a rafforzarne le opportunità di partecipazione politica e a creare percorsi di scambio tra mondo accademico e società civile, con un impatto virtuoso sulla sfera pubblica italiana. Questo approccio partecipativo aiuterà a creare soluzioni responsabili e inclusive per superare forme di discriminazione ed esclusione legate a razzismo e ageismo. Per comunicare i risultati a un pubblico più ampio, TAIA diffonderà le sue iniziative e attività attraverso il sito web del progetto, Facebook ed eventi pubblici. L’impatto socio-culturale sulla sfera pubblica sarà perseguito anche attraverso la produzione di materiali di divulgazione scientifica, come workshop partecipativi con anziani membri delle diaspore, operatori locali dei settori del welfare (sanità, invecchiamento, migrazione, assistenza sociale) e altri possibili stakeholder (associazioni migranti, politici, soggetti del terzo settore). Queste iniziative mirano ad aumentare la consapevolezza pubblica sulle politiche migratorie e di cittadinanza che facilitano o ostacolano la (im)mobilità degli anziani e il loro accesso ai servizi di welfare nei diversi paesi. A livello operativo, le unità di ricerca realizzeranno attività formative rivolte ai servizi socio-sanitari italiani, per rispondere alla crescente transnazionalità dell’invecchiamento. Parallelamente, si costruiranno reti con stakeholder locali, associazioni di migranti e membri delle diaspore, coinvolgendo attori istituzionali e professionali per rafforzare una prospettiva dal basso sulle traiettorie soggettive, politiche e sociali dell’invecchiamento transnazionale. In questa prospettiva, saranno sviluppate raccomandazioni politiche chiave basate sui risultati dei workshop partecipativi per supportare i decisori nell’affrontare le disuguaglianze sociali insite nelle strutture istituzionali del welfare e nel ripensare i modelli frammentati e statici di erogazione dei servizi alla luce della transnazionalità dell’invecchiamento.
Dettagli del progetto
Responsabile scientifico: Paolo Gaibazzi
Strutture Unibo coinvolte:
Dipartimento di Scienze Dell'Educazione "Giovanni Maria Bertin"
Coordinatore:
Università degli Studi di PAVIA(Italy)
Contributo totale Unibo: Euro (EUR) 85.456,00
Durata del progetto in mesi: 24
Data di inizio
30/11/2023
Data di fine:
28/02/2026