Abstract
Abstract Il progetto SACre-D ha indagato, attraverso un approccio interdisciplinare che integra semiotica, scienze cognitive, filosofia del linguaggio e digital humanities, il nesso tra creatività e follia, che configura una delle mitologie più pervasive e persistenti della cultura contemporanea. Lo stereotipo del “genio folle” istituisce infatti un rapporto di implicazione tra la follia e la creatività, associando la creatività a un pensiero svincolato dalle norme della ragione, dunque assimilabile alla follia, e attribuendo così alla follia una capacità generativa costitutivamente creativa. Tale configurazione discorsiva, ancora attiva in ambiti diversi – dalla cultura mediale al discorso scientifico, dalla filosofia alla critica artistica – risulta problematica sia per una corretta comprensione della creatività, sia per la rappresentazione socioculturale di condizioni come la schizofrenia e l’autismo. Il progetto ha quindi mirato a ricostruire criticamente le basi storiche, filosofiche e culturali del mito del genio folle, analizzando i modi in cui i concetti di creatività e follia sono stati definiti, correlati e mobilitati nei diversi domini socioculturali. Parallelamente, SACre-D si è proposto di superare l’idea secondo cui le produzioni espressive di persone schizofreniche o autistiche sarebbero manifestazioni di un pensiero distorto e per questo creativo. Tali produzioni vengono invece considerate come tracce di differenti forme di esperienza, di esistenza e di organizzazione del senso. In questa prospettiva, il progetto ha inteso contribuire a una ridefinizione semiotico-culturale, fondata su una concezione incarnata ed estesa, della creatività, attenta alle sue condizioni materiali, cognitive, relazionali e simboliche.
Risultati raggiunti
Nel corso del progetto sono stati raggiunti diversi risultati scientifici, metodologici e disseminativi. Le unità operative dell’Università di Bologna e dell’Università di Messina hanno sviluppato un lavoro congiunto volto a indagare, da prospettive complementari, la relazione tra creatività, psicopatologia e neurodivergenza, con particolare attenzione alla schizofrenia e all’autismo. L’unità di Bologna ha realizzato una ricostruzione semiotico-culturale dei processi attraverso cui si è costituita la figura del genio folle e delle modalità con cui tale figura è stata ripresa, trasformata e rafforzata in diversi ambiti del discorso sociale. La ricerca ha permesso di chiarire come la creatività sia stata spesso concepita come produzione di novità derivante da un pensiero altro, non conforme o sottratto alla razionalità, e come la follia sia stata conseguentemente convocata quale figura emblematica di tale alterità. Sono state inoltre condotte analisi semio-linguistiche sui termini che articolano il campo semantico della creatività e sulle narrazioni culturali che ne sostengono la mitologia. Tra gli output principali del progetto rientra il Lessico della Creatività, prodotto attualmente in fase di pubblicazione, che propone un’analisi semiotico-culturale dei lemmi che gravitano attorno alla mitologia della creatività folle – tra cui ispirazione, genio, talento, improvvisazione e altri termini affini – mostrando come essi vengano convocati, trasformati e valorizzati nei diversi domini socioculturali. La ricerca ha inoltre consentito di analizzare opere e prodotti mediali, in particolare cinematografici, che riproducono, reinterpretano o problematizzano il nesso tra genialità, creatività e follia. A ciò si è affiancata un’attività di indagine semiotico-cognitiva sulle forme dell’esperienza che caratterizzano condizioni schizofreniche e autistiche, con l’obiettivo di comprendere le produzioni espressive non come sintomi di irrazionalità, ma come manifestazioni di specifiche modalità di costruzione del senso. In quest’ottica, l’unità di Messina ha sviluppato analisi teoriche e neurocognitive dedicate al rapporto tra condizioni psicopatologiche, neurodivergenza e processi creativi. La ricerca ha assunto una concezione estesa e incarnata della creatività, mettendo in relazione le caratteristiche fenomenologiche, esperienziali e corporee di schizofrenia e autismo con i processi di significazione e produzione espressiva. Sono stati inoltre esaminati strumenti e modelli psicologici impiegati per misurare la creatività, tra cui test di personalità, Torrance Tests of Creative Thinking e test di pensiero divergente. Sul piano delle digital humanities, il progetto ha consentito di avviare un lavoro di modellizzazione computazionale dei rapporti tra creatività e psicopatologia. In particolare, sono stati utilizzati dati e materiali provenienti dall’archivio dell’ex ospedale psichiatrico Mandalari per proporre un modello computazionale capace di organizzare testi, lettere e produzioni iconografiche in forma di modello/prototipo di archivio digitale. La complessità dell’accesso, della selezione e della digitalizzazione di materiali sensibili e altamente eterogenei ha richiesto una rimodulazione metodologica, che ha rafforzato gli obiettivi scientifici complessivi del progetto. Tra i risultati editoriali e scientifici si segnalano la realizzazione di una Special Issue della Rivista Italiana di Filosofia del Linguaggio (classe A, ANVUR) dedicato a Creativity and Madness, con contributi di membri delle unità di ricerca e di studiosi esterni, e la pubblicazione di diversi articoli, capitoli e saggi sui rapporti tra creatività, follia, schizofrenia, autismo, corporeità ed esperienza da parte dei membri del progetto. Il progetto ha prodotto anche un significativo avanzamento sul piano della disseminazione scientifica, della terza missione e del public engagement. Sono stati organizzati seminari, conferenze, lezioni e comunicazioni in convegni nazionali e internazionali, tra cui il ciclo SACre-D Seminars: Semiotica della creatività. Miti, stereotipi, significati, la giornata di studi Follia e Creatività. Tra rappresentazioni, stereotipi e forme dell’esperienza, il convegno Schizophrenia, Autism and the Myth of Creativity. An Interdisciplinary Perspective on Psychopathological Expression and its Digitalization, la Summer School Narrazioni, creatività e confabulazioni, il podcast Idea sbagliata. Creatività e follia e l’iniziativa Creatività e follia. La Storia, le storie. Quest’ultima ha previsto una mattinata di disseminazione dedicata ai risultati del progetto e l’inaugurazione di una mostra, durata tre giorni, presso la Collezione delle Cere Anatomiche “Luigi Cattaneo” dell’Università di Bologna, nella quale sono state esposte e valorizzate opere provenienti da ex istituzioni psichiatriche. La quasi totalità di queste iniziative sono state considerate notiziabili e hanno avuto un’importante risonanza sui media locali e nazionali. La mostra Creatività e follia. La Storia, le storie è stata annunciata e approfondata su tutti i giornali e le sono state dedicate iniziative alla radio e in televisione con interviste al PI e programmi dedicati, tanto che ha finito per coinvolgere tutti i maggiori stakeholder sul tema. Il podcast Idea sbagliata. Creatività e follia è adottato come tema di studio sul tema in diverse classi dei licei nelle province di Bologna, Modena e Rimini (ore di Filosofia). Particolare attenzione è stata inoltre dedicata ai principi di Open Access, pari opportunità, inclusione e DNSH. La natura teorica, analitica e disseminativa delle attività ha garantito l’assenza di azioni con impatto ambientale significativo. Le attività di ricerca e divulgazione hanno inoltre promosso una rappresentazione più critica e inclusiva della neurodivergenza e della psicopatologia, contrastando lo stereotipo secondo cui le persone schizofreniche o autistiche sarebbero necessariamente creative, oppure creative in quanto “folli”. In questa direzione si collocano, tra le altre iniziative, gli interventi realizzati in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale, dell’evento The Politics of Disability and Autism, della Brain Awareness Week 2025 e delle iniziative che hanno coinvolto associazioni e istituzioni legate alla memoria degli ex ospedali psichiatrici. Di particolare rilevanza è stata l’ospitare in università diverse associazioni dei familiari di persone affette da schizofrenia e autismo che lavorano con l’arte-terapia e i mestieri della creatività, imbastendo uno scambio fruttuoso che si protrarrà nel tempo. Nel complesso, SACre-D ha permesso di chiarire la natura mitologica e stereotipica del nesso tra follia e creatività, di proporre una lettura alternativa della creatività come processo embodied, relazionale e culturalmente situato, e di costruire strumenti teorici, lessicali, editoriali e digitali utili a future ricerche interdisciplinari sul rapporto tra espressione, psicopatologia, neurodivergenza e cultura. Le sue iniziative hanno avuto una particolare risonanza fuori dall’accademia e il progetto è stato oggetto di attenzione e generosità da parte di molti media, vecchi e nuovi.Dettagli del progetto
Responsabile scientifico: Claudio Paolucci
Strutture Unibo coinvolte:
Dipartimento di Filosofia
Coordinatore:
ALMA MATER STUDIORUM - Università di Bologna(Italy)
Contributo totale di progetto: Euro (EUR) 167.775,00
Contributo totale Unibo: Euro (EUR) 105.195,00
Durata del progetto in mesi: 28
Data di inizio
05/10/2023
Data di fine:
28/02/2026