Reframing Italian Film Festivals: Histories, Politics, Cultures (RIFF)

PRIN 2022 Menarini

Abstract

Abstract Il principale obiettivo di “Reframing Italian Film Festivals. Storie, politiche, culture” (RIFF) è cominciare a gettare le basi per la ricostruzione storiografica dei festival cinematografici italiani, sviluppando sia paradigmi teorici e metodologici adeguati sia strumenti digitali capaci di sostenere la ricerca in questa direzione. Il progetto ruota attorno ad alcune domande-guida: Quali sono le specificità dei festival cinematografici italiani? In che modo possono essere studiati, raccontati e valorizzati? Quale impatto hanno avuto nella definizione di paradigmi storiografici, ma anche nel rafforzamento della filiera produttiva/distributiva e nella promozione di culture, reti e territori? Come valorizzare le storie orali, la dimensione etnografica, i portati di memoria, le testimonianze e, più in generale, il patrimonio immateriale generato da tali manifestazioni? Pertanto, gli obiettivi del progetto sono tre: l’allargamento della base documentale relativa alle storie dei festival, facendo convergere in un unico spazio virtuale fonti primarie e secondarie (testimonianze orali, documenti istituzionali, documenti digitali, materiali effimeri, etc.); la costruzione e messa alla prova di un modello storiografico, applicato a tre tipologie di festival e ad altrettanti casi studio – quello tematico-geografico (Far East Film Festival), quello di ricerca (Mostra Internazionale del Cinema Libero), quello turistico (Taormina Film Fest); un significativo ampliamento della conoscenza sia nell’ambito dei Film Festival Studies, connettendo le realtà italiane con quelle internazionali, sia nella più generale storia culturale del cinema. Per realizzare questi obiettivi, parte del finanziamento verrà impiegato per creare una banca dati informatica, in cui verrà raccolta e organizzata la vasta mole di documenti necessari a sostenere l’attività storiografica. La partnership con AFIC e il coinvolgimento attivo dei tre festival studiati (TFF, MICL, FEFF) garantiscono l’accesso a materiali di difficile reperibilità e offrono le condizioni per raccogliere dati e allestire le interviste. A livello di impatto scientifico la ricerca intende raggiungere i seguenti risultati:1. fornire una piattaforma digitale aggiornata e interdisciplinare per lo studio dei festival cinematografici in ambito italiano, con l’articolazione di materiali e documenti utili per individuare assi di pertinenza e linee di ricerca; 2. ricostruire la ricchezza di tre tipologie di festival (di ricerca, tematico-geografico, turistico) che, a partire da una prima applicazione su tre casi studio (TFF, MICL, FEFF) e un allargamento successivo su realtà di analoga portata, consentano di osservare i festival come soggetti attivi di un ecosistema culturale complesso; 3. porre le basi per la creazione di un osservatorio permanente utile agli studiosi per predisporre una prima storia dei festival italiani e agli operatori del settore per aggiudicarsi finanziamenti europei, nazionali e di privati. RISULTATI RAGGIUNTI Il progetto “Reframing Italian Film Festivals. Storie, politiche, culture” (RIFF) ha consentito di avviare e sviluppare in modo significativo un percorso di ricerca volto alla ricostruzione storiografica dei festival cinematografici italiani, affrontando un ambito di studio di grande rilevanza ma ancora non sufficientemente sistematizzato all’interno del panorama nazionale e internazionale. Nel corso delle attività, il gruppo di ricerca ha progressivamente definito e consolidato un quadro teorico e metodologico capace di mettere in relazione storia culturale del cinema, Film Festival Studies, pratiche archivistiche, fonti orali e strumenti digitali, rendendo possibile una prima articolazione coerente di problemi, oggetti e prospettive di ricerca. Uno dei risultati principali del progetto è consistito nell’ampliamento della base documentale relativa ai festival cinematografici italiani. Attraverso il reperimento, la raccolta, la selezione e l’organizzazione di fonti eterogenee, la ricerca ha contribuito a creare un database che funga da esempio di possibile ricerca storiografica, utile a far emergere la ricchezza e la complessità di un patrimonio disperso, spesso frammentario e di difficile accesso, composto non solo da documenti istituzionali e materiali a stampa, ma anche da testimonianze orali, documenti digitali, materiali effimeri, memorie professionali e tracce di pratiche culturali sedimentate nel tempo. In questo senso, il progetto ha favorito una più ampia consapevolezza del valore storiografico e culturale dei festival, intesi non soltanto come eventi, ma come nodi fondamentali di un ecosistema che coinvolge produzione, distribuzione, critica, promozione territoriale e costruzione di reti culturali: attraverso “mixed methods” di catalogazione, classificazione, archiviazone. La costruzione di questo spazio digitale ha mostrato la possibilità di far convergere in un ambiente unitario documenti di natura diversa, facilitando l’emersione di linee di ricerca trasversali e rendendo più agevole la comparazione tra casi, contesti e periodi differenti. In tal modo, il progetto ha contribuito a definire una infrastruttura di lavoro suscettibile di ulteriori implementazioni e utile per futuri sviluppi della ricerca. Particolarmente importante è stato il lavoro dedicato alla valorizzazione della dimensione immateriale connessa alle storie dei festival. Il progetto ha riconosciuto un ruolo centrale alle storie orali, alle interviste, alle testimonianze dirette e alle pratiche di memoria, considerandole non come fonti accessorie ma come elementi essenziali per comprendere la fisionomia storica e culturale di queste manifestazioni. Ciò ha consentito di integrare la documentazione tradizionale con una prospettiva più attenta agli attori, alle relazioni, alle esperienze e ai processi di costruzione identitaria che attraversano i festival e ne determinano la persistenza nel tempo. In questo quadro, la ricerca ha posto le basi per un modello di studio capace di connettere analisi documentaria, osservazione etnografica e ricostruzione memoriale. Un secondo risultato di rilievo riguarda la messa a punto e la verifica di un modello storiografico applicabile allo studio dei festival italiani. Il progetto ha infatti permesso di riflettere sulle specificità delle diverse tipologie di festival, mettendo in evidenza come tali manifestazioni possano essere lette non solo come contenitori di programmazione cinematografica, ma come dispositivi culturali complessi, in grado di incidere sulla definizione dei canoni, sulla circolazione delle opere, sulla formazione dei pubblici e sulla valorizzazione simbolica dei territori. Il lavoro svolto ha dunque contribuito a costruire un approccio interpretativo flessibile ma rigoroso, capace di tenere insieme la dimensione storica, quella politica e quella culturale dei festival, e di restituire la pluralità delle funzioni che essi hanno assunto nel corso del tempo. Ciò è emerso chiaramente nei convegni di Bologna 2024, Trieste 2025, Pesaro 2025, Trieste 2026 (convegno finale “Reframing European Film Festivals: Transnational Histories, Cultures and Identities”, 19-20 gennaio). Dal punto di vista scientifico, il progetto ha prodotto un significativo avanzamento delle conoscenze nell’ambito dei Film Festival Studies, rafforzando il collegamento tra il contesto italiano e il dibattito internazionale. La ricerca ha infatti evidenziato come il caso italiano presenti caratteristiche peculiari, ma al tempo stesso pienamente inserite nelle trasformazioni globali che hanno interessato i festival cinematografici come istituzioni culturali, piattaforme di mediazione e luoghi di negoziazione simbolica. In questa prospettiva, RIFF ha contribuito a ridefinire il ruolo dei festival italiani all’interno della storia culturale del cinema, sottraendoli a una visione episodica o meramente celebrativa e restituendoli come oggetti di studio complessi, dinamici e strategici. La collaborazione con i partner istituzionali e con i soggetti coinvolti (Cineteca di Bologna, Associazione italiana di Storia Orale, Far East Film Festival, Pesaro Film Festival, Il Cinema Ritrovato, Cineteca Lucana, Porretta Film Festival) nel progetto ha rappresentato un valore aggiunto decisivo. Essa ha infatti consentito di accedere a materiali rari, di costruire interlocuzioni stabili con gli operatori del settore e di rafforzare il dialogo tra ricerca accademica e pratiche professionali. Questo aspetto ha avuto una ricaduta importante anche sul piano dell’impatto, poiché ha mostrato come lo studio dei festival possa produrre strumenti utili non solo alla comunità scientifica, ma anche ai soggetti che operano nella progettazione culturale, nella valorizzazione del patrimonio e nelle strategie di finanziamento. Tra le uscite editoriali, si segnala il volume Festival e critica. Una storia incrociata (Meltemi, 2026) a cura di Dalla Gassa, D’Asero, Tosi, Zecca. Nel complesso, il progetto ha raggiunto risultati rilevanti sia sul piano della produzione di conoscenza sia su quello della costruzione di un metodo e di una infrastruttura di ricerca. Esso ha posto basi solide per ulteriori approfondimenti, per un’estensione comparativa ad altri casi e per la possibile creazione di un osservatorio permanente dedicato ai festival cinematografici italiani. In tal senso, RIFF ha mostrato con chiarezza come lo studio dei festival possa costituire un terreno privilegiato per interrogare la storia culturale del cinema, le politiche della mediazione audiovisiva e le forme di relazione tra eventi, territori, istituzioni e memorie.

Dettagli del progetto

Responsabile scientifico: Roy Menarini

Strutture Unibo coinvolte:
Dipartimento delle Arti

Coordinatore:
Università degli Studi di Bari Aldo Moro(Italy)

Contributo totale Unibo: Euro (EUR) 59.426,00
Durata del progetto in mesi: 24
Data di inizio 17/10/2023
Data di fine: 28/02/2026

Loghi degli enti finanziatori