DAISI. Anastilosi digitale e interpretazione interattiva degli spazi: nuove metodologie per la Storia dell’arte. Tre laboratori esemplari sulle chiese mendicanti italiane tardo-medievali (secc. XII-XV). DAISI. Digital Anastylosis and Interactive Spat

PRIN 2022 Massaccesi

Abstract

Abstract L’unità bolognese del progetto comparativo DAISI (PI Andrea De Marchi, Università di Firenze) è stata incentrata sulla sfida della ricostruzione tridimensionale della chiesa di San Domenico a Bologna, completamente riedificata su progetto di Carlo Dotti tra il 1727 e il 1732. Il progetto ha posto particolare attenzione alla restituzione del pontile medievale e della cappella dell’Arca del Santo, due elementi fondamentali dell’assetto originario della basilica, la cui ricostruzione virtuale non era mai stata finora tentata. Tale operazione ha richiesto una revisione sistematica delle fonti archivistiche, documentarie e iconografiche disponibili, finalizzata alla definizione di un modello ricostruttivo fondato su dati verificabili e criticamente vagliati.

Risultati raggiunti

Nel primo anno di attività l’unità bolognese ha proceduto alla sistematizzazione della bibliografia, delle fonti edite e della documentazione archivistica relativa alla basilica di San Domenico, con particolare attenzione alle trasformazioni dell’impianto architettonico tra Medioevo ed età moderna. Parallelamente, è stato realizzato il rilievo tridimensionale dell’intero edificio mediante laser scanner e fotogrammetria da drone, ottenendo una base metrica ad alta precisione per le successive elaborazioni ricostruttive. L’integrazione dei dati di rilievo con le evidenze archeologiche e con una sistematica campagna di sopralluoghi nei sottotetti, dove sono ancora conservati ampi tratti delle originarie volte duecentesche, ha consentito di rilevare e misurare le murature medievali superstiti, permettendo di ricostruire con elevato grado di attendibilità l'ingombro della chiesa medievale. Nell’arco del secondo anno, è stato così possibile definire un edificio caratterizzato da una copertura a volte a crociera in muratura nel transetto, nella testata e in parte della navata, mentre la restante porzione era coperta da capriate lignee, secondo una configurazione perfettamente coerente con quanto attestato dagli atti del Capitolo generale domenicano di Treviri del 1249. Le ricerche sono quindi proseguite nella ricostruzione documentaria e nella ricomposizione indiziaria del pontile che delimitava il coro dei frati, seguendo al contempo le successive traslazioni della tomba di san Domenico fino alla realizzazione, conclusa nel 1413, della cappella sopraelevata dell'Arca del Santo, posta a circa cinque metri dal piano pavimentale e collegata al livello del pontile mediante un andito. Parallelamente è stata elaborata una ricostruzione diacronica dell'Arca di san Domenico, evidenziandone le progressive trasformazioni spaziali e monumentali, dall'opera originaria di Nicola Pisano fino all'aggiunta del coronamento scolpito da Niccolò dell'Arca nel 1473. L'attività di ricerca è stata accompagnata da un'intensa azione di disseminazione scientifica, attraverso la partecipazione a convegni internazionali, seminari e conferenze, nonché da iniziative di divulgazione rivolte a un pubblico più ampio. Tra queste si segnalano gli interventi nell'ambito de I Mercoledì di Santa Cristina (Bologna, 2026), ai quali si affiancheranno ulteriori incontri previsti per l'autunno 2026 nella basilica di San Domenico, promossi in collaborazione con la comunità domenicana. Tali iniziative rappresentano un'importante attività di valorizzazione e di terza missione, finalizzata a condividere con la cittadinanza e con i fedeli i risultati della ricerca.

Dettagli del progetto

Responsabile scientifico: Fabio Massaccesi

Strutture Unibo coinvolte:
Dipartimento delle Arti

Coordinatore:
Università  degli Studi di FIRENZE(Italy)

Contributo totale Unibo: Euro (EUR) 25.000,00
Durata del progetto in mesi: 24
Data di inizio 17/10/2023
Data di fine: 28/02/2026

Loghi degli enti finanziatori