Abstract
Obiettivo del progetto è investigare l’evoluzione delle condizioni di salute mentale, in particolare dei disturbi psicologici legati a depressione e di comprendere meglio come fattori economici contribuiscano ad influenzarle. Il tema della salute mentale sta raccogliendo una crescente attenzione sia da parte dei decisori pubblici che da parte dei ricercatori per le sue rilevanti conseguenze, tanto da essere considerata un elemento fondamentale del benessere individuale e collettivo, oltre che una determinante di lungo termine della salute fisica e della longevità. L’esplosione della pandemia da SARS-2 COVID19 ha contribuito a rendere il tema prioritario per le politiche sanitarie di tutti i paesi sviluppati. Dal lato della domanda, le evidenze disponibili suggeriscono che lo shock del Covid-19 abbia contribuito ad aumentare il disagio psicologico, incrementando la richiesta di cure per la salute mentale. Si manifestano tuttavia effetti eterogenei, a seconda delle diverse capacità individuali di affrontare depressione, ansia e stress. Dal lato dell’offerta, la pandemia ha posto ulteriori sfide all’accesso alle cure e alla continuità dei servizi per le patologie mentali, minando la capacità dei sistemi sanitari di rispondere tempestivamente ai bisogni in rapido aumento. Un elemento di particolare interesse in tale contesto è la relazione fra salute mentale e variabili economiche. L’esigenza di fornire risposte adeguate alle sfide poste dalle modalità con le quali le variabili economiche influiscono sul disagio mentale, mette in evidenza la necessità di comprenderne meglio i meccanismi sottostanti. Da tale comprensione scaturiscono importanti implicazioni per le politiche pubbliche finalizzate ad assicurare la resilienza dei sistemi sanitari e la loro capacità di rispondere efficacemente alle conseguenze a breve e medio termine degli shock economici su ansia, depressione e benessere complessivo. Un gruppo di studi esplora se le caratteristiche individuali fungano da protezione (o assicurazione) del benessere contro gli shock economici e finanziari negativi. La letteratura mostra che i cambiamenti nelle condizioni economiche possono avere conseguenze diverse sulla salute a seconda dei gruppi socio-demografici considerati, a seconda del diverso grado di vulnerabilità individuale. I risultati empirici evidenziano che alcune persone sono più resilienti di altre e che vi sono particolari fasi della vita in cui gli shock economici e finanziari risultano più critici. Nel nostro progetto studiamo il legame tra insicurezza finanziaria e salute mentale, concentrandoci sugli effetti di breve termine. Per quanto riguarda l’ambito della salute mentale, ci basiamo su informazioni tratte da questionari che indagano i sintomi della depressione. L’insicurezza finanziaria è un concetto psicologico caratterizzato dalla percezione soggettiva di non avere risorse economiche sufficienti per far fronte alle esigenze (Shah et al., 2012). Ai fini di identificazione sfruttiamo lo shock imprevisto causato dallo scoppio della pandemia di Covid-19 per fornire evidenze sul legame causale tra variazioni nella percezione dell’insicurezza finanziaria e punteggi di autovalutazione della depressione. Utilizzando dati panel provenienti dal Regno Unito (ELSA), rileviamo che un aumento della percezione di insicurezza finanziaria ha causato a un peggioramento della salute mentale nel breve periodo. Il deterioramento della salute mentale in risposta ai cambiamenti nelle prospettive finanziarie durante il periodo 2019–2020 varia tra i diversi gruppi socio-demografici. La nostra strategia empirica, basata su variabili strumentali (IV) derivate dallo shock plausibilmente esogeno indotto dal COVID-19, ci consente di trarre implicazioni causali sull’impatto dell’insicurezza finanziaria sulla salute mentale. In particolare riscontriamo che la depressione tra i non pensionati e gli individui appartenenti a famiglie più agiate e non composte da una sola persona è quella maggiormente influenzata dai cambiamenti nelle prospettive finanziarie durante il periodo 2019–2020. Ciò fornisce indicazioni utili ai programmatori sanitari per disegnare i propri interventi.
Risultati raggiunti
L’Unità di ricerca dell’Università di Bologna ha sviluppato due linee di analisi complementari, entrambe finalizzate a valutare le conseguenze della pandemia da COVID-19 sulla salute mentale e a individuare i principali meccanismi economici e sanitari attraverso cui tali effetti si sono manifestati. La prima linea di ricerca ha analizzato il ruolo dell’insicurezza finanziaria percepita nel deterioramento della salute mentale durante la pandemia. Lo studio utilizza tre rilevazioni longitudinali dell’English Longitudinal Study of Ageing (ELSA), su un campione rappresentativo della popolazione di età pari o superiore a 50 anni prima e durante l’emergenza sanitaria. La disponibilità di informazioni dettagliate su condizioni economiche, aspettative relative al reddito pensionistico e alla ricchezza, situazione lavorativa, composizione familiare e sintomi depressivi ha consentito di costruire un’analisi microeconometrica basata su modelli panel con effetti fissi e variabili strumentali. La pandemia è stata utilizzata come shock esogeno alle aspettative economiche individuali, così da identificare l’effetto dell’aumento dell’insicurezza finanziaria sulla salute mentale, misurata attraverso la scala CES-D. I risultati mostrano che un peggioramento delle aspettative sulla capacità futura di far fronte ai bisogni economici determina un aumento significativo dei sintomi depressivi e della probabilità di superare la soglia comunemente utilizzata per individuare le persone ad alto rischio di depressione clinica. Gli effetti stimati mediante variabili strumentali sono più ampi di quelli ottenuti con i soli modelli a effetti fissi, indicando che le associazioni convenzionali possono sottostimare il fenomeno a causa di errori di misurazione e causalità inversa. L’impatto risulta inoltre essere eterogeneo: è più marcato tra i non pensionati e tra gli individui appartenenti a nuclei familiari non unipersonali e con condizioni patrimoniali inizialmente più favorevoli. Il risultato principale è che gli shock macroeconomici possono incidere sulla salute mentale non soltanto attraverso perdite economiche già realizzate, ma anche modificando le aspettative e la percezione di sicurezza finanziaria. Ciò evidenzia l’importanza di politiche di protezione sociale capaci di ridurre l’incertezza e di offrire sostegno tempestivo nelle fasi di crisi. La seconda linea di ricerca ha esaminato l’evoluzione dell’utilizzo di farmaci psicotropi in una popolazione particolarmente vulnerabile, costituita da oltre 70.000 pazienti diabetici residenti nel territorio dell’AUSL della Romagna. Sono stati utilizzati dati amministrativi mensili relativi al periodo 2017-2023, aggregati a livello comunale, distinguendo una fase pre-pandemica, una fase pandemica e una fase successiva alla conclusione dell’emergenza. L’analisi ha considerato sia i volumi di consumo, espressi in dosi giornaliere definite per 1.000 abitanti, sia la quota mensile di pazienti che acquistano almeno un farmaco psicotropo. L’applicazione di modelli di interrupted time series, stimati sia sulla serie complessiva sia su dati panel comunali, ha permesso di verificare la presenza di cambiamenti nei livelli e nei trend di utilizzo. Dopo una lieve riduzione all’inizio dell’emergenza, durante la pandemia si osserva una significativa accelerazione della crescita dei volumi di consumo. Nella fase post-pandemica il tasso di crescita torna su una traiettoria simile a quella precedente, ma i livelli rimangono superiori a quelli che si sarebbero registrati in assenza dello shock. Anche la quota di utilizzatori aumenta più rapidamente durante la pandemia; in questo caso, tuttavia, l’accelerazione non mostra una chiara inversione nel periodo successivo, suggerendo una maggiore persistenza della diffusione dei trattamenti. Le conclusioni sono confermate da diverse specificazioni econometriche e dall’analisi del sottogruppo di pazienti già diagnosticati prima dell’inizio del periodo osservato. Nel complesso, il progetto ha prodotto nuova evidenza sui costi psicologici della pandemia, mostrando da un lato il ruolo causale dell’insicurezza finanziaria e delle aspettative economiche, dall’altro un cambiamento duraturo nella domanda di trattamenti farmacologici per il disagio mentale in una popolazione fragile. Le due linee di ricerca sono confluite in due articoli scientifici in fase di finalizzazione per la sottomissione a riviste internazionali.Dettagli del progetto
Responsabile scientifico: Matteo Lippi Bruni
Strutture Unibo coinvolte:
Dipartimento di Scienze Economiche
Coordinatore:
Università degli Studi di CAGLIARI(Italy)
Contributo totale Unibo: Euro (EUR) 87.368,00
Durata del progetto in mesi: 29
Data di inizio
28/09/2023
Data di fine:
28/02/2026