Just transition in the factory. Workers' mobilizations and participatory innovation in emergent Italian experiences

PRIN 2022 Chicchi

Abstract

Finalità generale del progetto Il progetto intende analizzare criticamente le traiettorie della transizione ecologica nel settore industriale italiano, focalizzandosi sul ruolo del lavoro e delle mobilitazioni collettive nei processi di riconversione produttiva. In particolare, si propone di indagare esperienze in cui lavoratori e soggetti locali si attivano in prima persona per immaginare e costruire forme di produzione sostenibili, in grado di coniugare giustizia ambientale e giustizia sociale. La ricerca prende le mosse dalla constatazione che la transizione ecologica, così come viene attualmente promossa, tende a seguire una logica prevalentemente tecnocratica e top-down, nella quale le decisioni sono assunte da attori politici, corporate e tecnico-scientifici, mentre i territori e il lavoro organizzato sono spesso relegati a un ruolo passivo, subendo gli effetti – talvolta drammatici – delle trasformazioni in atto. In controtendenza rispetto a questo scenario, il progetto si concentra su esperienze emergenti di innovazione partecipativa, dove gruppi di lavoratori, sindacati, tecnici, associazioni e comunità locali tentano di orientare la transizione verso esiti più equi, duraturi e condivisi. L’ipotesi è che queste esperienze possano costituire un terreno privilegiato per riflettere sui limiti dell’attuale paradigma industriale e sulle possibilità concrete di una riconversione che tenga insieme tutela occupazionale, sostenibilità ambientale e democrazia economica. Il progetto esplora quindi le dinamiche della transizione ecologica nel contesto industriale italiano, concentrandosi sul contrasto tra due approcci principali: Top-down (elite-driven): Guidato da attori politici, corporate e tecnico-scientifici, presuppone la continuità del modello industriale esistente, accettando costi sociali inevitabili (es. perdita di posti di lavoro). Bottom-up (partecipativo): Basato su mobilitazioni sociali e collaborazione tra lavoratori, tecnici, sindacati e attori locali, mira a una transizione "giusta" che ridisegni mezzi, relazioni e scopi della produzione, salvaguardando occupazione e competenze. Obiettivi specifici 1. Comprendere i meccanismi di esclusione e inclusione nella governance delle transizioni industriali in Italia. 2. Analizzare le pratiche di mobilitazione prefigurativa che propongono modelli alternativi di produzione e organizzazione del lavoro. 3. Studiare le forme di cooperazione tra lavoratori, esperti, sindacati e attori territoriali che cercano di reinterpretare il nesso tra fabbrica e ambiente. 4. Sviluppare un nuovo quadro teorico e analitico, basato sul concetto di forma-di-vita, per interpretare l’innovazione partecipativa in ambito produttivo. 5. Offrire strumenti pratici – analitici, comunicativi e formativi – per accompagnare processi di transizione giusta in altri contesti industriali. Metodologia e articolazione operativa Il progetto adotta una metodologia qualitativa, interdisciplinare e comparativa, articolata attorno a quattro casi studio selezionati in due settori strategici – energia e automotive – per la loro rilevanza nel contesto della transizione ecologica: Settore energia • Ravenna (approccio top-down): riconversione promossa da Eni ed Enel tramite tecnologie come la cattura del carbonio (CCS) e l’eolico offshore, in un contesto di ambivalenza sindacale e partecipazione limitata. • Civitavecchia (approccio partecipativo): coalizione tra lavoratori, ambientalisti e cittadini per proporre un’alternativa fondata su energie rinnovabili e occupazione sostenibile. Settore automotive • Bari (Bosch, approccio top-down): transizione verso la produzione di componenti per biciclette elettriche, con sindacati poco incisivi e mancanza di un piano alternativo. • Campi Bisenzio (ex-GKN, approccio partecipativo): occupazione della fabbrica, sviluppo di un piano industriale condiviso, proposta di riconversione in chiave ecologica e con forme di controllo dei lavoratori. Strumenti e tecniche di ricerca • Analisi della documentazione disponibile (media, letteratura grigia, materiali sindacali e istituzionali). • Circa 30 interviste semi-strutturate per ciascun caso rivolte a lavoratori, attivisti, dirigenti sindacali, amministratori, esperti tecnici. • Focus group all’interno di ciascun caso (“within”) e tra i casi (“between”), per attivare confronto e riflessività. • Osservazione partecipante in assemblee pubbliche, convegni, momenti decisionali locali. • Utilizzo di strumenti dell’Actor-Network Theory per mappare le relazioni materiali e simboliche tra attori, dispositivi tecnici, infrastrutture e narrazioni. Risultati attesi Contributi conoscitivi e teorici • Superare la separazione tra letterature su movimenti sociali, relazioni industriali e transizioni socio-tecniche. • Elaborare il concetto di forma-di-vita industriale come strumento per analizzare la politicizzazione della riconversione ecologica. • Offrire il primo studio sistematico sulle mobilitazioni partecipative per la transizione industriale in Italia, con analisi comparativa tra settori e territori. Impatto sociale e politico • Promuovere una riflessione pubblica e istituzionale sulla giustizia climatica e sul ruolo attivo del lavoro nella transizione. • Costituire un Osservatorio italiano sulla transizione giusta, con funzione di monitoraggio, documentazione e consulenza. • Pubblicare un Vademecum sintetico, accessibile anche a stakeholder non accademici, per diffondere buone pratiche e approcci partecipativi alla transizione. Disseminazione scientifica • Organizzazione di workshop e convegni nazionali e internazionali. • Produzione di un volume collettaneo e di un numero speciale in rivista peer-reviewed. • Collaborazione con un Advisory Board internazionale, composto da studiosi e studiose esperti/e (es. Max Koch, Ulrich Brand, Stefania Barca, Nora Räthzel). Innovatività • Sul piano empirico: primo studio sistematico sulle esperienze italiane di riconversione partecipata in ambito industriale. • Sul piano teorico: proposta originale di integrazione tra studio dei movimenti, analisi organizzativa e teoria socio-tecnica. • Sul piano applicativo: strumenti utili per l’elaborazione di politiche pubbliche e pratiche sindacali orientate alla transizione giusta, capace di conciliare esigenze ambientali e diritti sociali.

Dettagli del progetto

Responsabile scientifico: Federico Chicchi

Strutture Unibo coinvolte:
Dipartimento di Sociologia e Diritto dell'Economia

Coordinatore:
Università di PISA(Italy)

Contributo totale Unibo: Euro (EUR) 49.248,00
Durata del progetto in mesi: 24
Data di inizio 15/10/2023
Data di fine: 28/02/2026

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