New technologies, biometric data and criminal proceedings

PRIN 2022 Camon

Abstract

Oggetto della ricerca sono l’analisi e la riduzione a coerenza sistematica del fenomeno riguardante accumulo ed elaborazione dei dati biometrici, consentiti dalle tecnologie di ultima generazione, per giungere a una riforma del diritto delle prove penali che coniughi esigenze di accertamento, tutela dei diritti fondamentali e rispetto dei canoni del giusto processo. Se è vistoso il fenomeno dell’adeguamento lentissimo della legislazione processuale all’evoluzione vertiginosa delle nuove tecnologie, nel campo della raccolta e dell’uso dei dati biometrici esso assume proporzioni preoccupanti, in assenza di un’adeguata cornice di regole apposite. In quest’ambito, infatti, l’evoluzione tecnologica registra alcuni tra i progressi più significativi e accelerati, combinati con un impiego sempre più ampio nella vita quotidiana dei singoli o nelle attività delle pubbliche autorità: si pensi ai dati biometrici registrati da wearables o smart assistants, o all’uso ormai diffuso dei droni dotati di dispositivi di riconoscimento facciale per la sorveglianza del territorio o l’identificazione di sospettati. Si tratta di uno strumentario di fatto divenuto comune, benché radicato in un vuoto normativo allarmante e connotato dall’estrema delicatezza dei dati raccolti, stoccati, messi in circolazione e utilizzati. Nel panorama dei dati acquisibili e circolanti nelle società del mondo globalizzato, quelli biometrici costituiscono il sottoinsieme più spinoso: rivelatori delle componenti più intime dell’individuo, necessiterebbero di una tutela avanzata. Gli strumenti impiegati per raccoglierli, del resto, si distinguono dagli altri per attitudine intrusiva, sia perché idonei a cogliere informazioni riservatissime, sia per le modalità con cui possono farlo; droni capaci di inseguire un target predeterminato e identificarlo ovunque, dispositivi materialmente agganciati al corpo umano per registrarne le reazioni, intelligenze artificiali che rispondono alla nostra voce per assecondarne le richieste, sono esempi eclatanti delle peculiarità dello strumentario di riferimento di questo settore delle tecnologie avanzate. Stoccaggio e circolazione di simili dati, poi, presentano specifiche criticità. La rapida evoluzione dell’architettura gestionale dei database, capace di rendere interoperabili i sistemi di informazione, pone problemi oramai ineludibili, ad esempio, quanto a limiti d’uso delle informazioni archiviate nelle piattaforme di ultima generazione, costruzione di adeguate catene di custodia, modalità sicure di stoccaggio e circolazione dei dati. Nel momento in cui, dunque, i dati biometrici raccolti tramite applicazioni tecnologiche avanzate vanno a costituire una miniera di informazioni, inevitabilmente a disposizione delle agenzie della giustizia penale, nasce l’esigenza di una riflessione matura sulle regole che a questo fenomeno devono presiedere.

Risultati raggiunti

A seguito di un’approfondita analisi della letteratura scientifica, dell’evoluzione del quadro normativo e della giurisprudenza riguardante le banche dati biometriche utilizzate a livello dell’Unione europea, le unità di ricerca coinvolte nel progetto hanno elaborato un quadro giuridico e concettuale organico sui temi loro assegnati, tra i quali: l’utilizzo probatorio dei dati prodotti dai dispositivi indossabili (wearable devices); i confronti biometrici effettuati mediante banche dati di grandi dimensioni; l’impiego dei sistemi di riconoscimento facciale nelle indagini e nel processo; il rapporto tra attività di pubblica sicurezza e procedimento penale; le problematiche relative alla ricerca, all’ammissione e alla valutazione della prova; l’impatto dell’AI Act sul quadro normativo nazionale in materia di biometria e giustizia penale. Speciale attenzione è stata dedicata, da tutte le unità, al livello di affidabilità dei dati biometrici e dei software impiegati per il loro trattamento, anche grazie al contributo di consulenti esperti nei settori della medicina legale, della bioingegneria e dell’ingegneria. Più in particolare, nel corso del progetto sono stati conseguiti i seguenti risultati. SITO WEB È stato realizzato il sito web del progetto (https://biometrics.biometa.it), concepito come piattaforma per la condivisione dei materiali scientifici e la diffusione delle attività di ricerca. PROPOSTA DI RIFORMA LEGISLATIVA È stata predisposta una proposta organica di innovazione normativa concernente la disciplina dei dati biometrici nel procedimento penale italiano. Il documento finale contenente le Linee di intervento legislativo è stato trasmesso ai parlamentari Giglio, Costa, Maschio, Madia, Rotondi, Cafiero De Raho e ai senatori Basso, Rosa, Fazzone, Naturale, Terzi, Sisler e Cucchi, rispettivamente Presidenti e Vicepresidenti delle Commissioni parlamentari competenti in materia di Giustizia, Politiche europee, Riforme, Ambiente e Digitalizzazione. RELAZIONI SPECIALISTICHE Sono stati acquisiti due rapporti tecnici specialistici: Tecniche e metodologie di riconoscimento e identificazione facciale e fisionomica (24 giugno 2025), a cura della Dott.ssa Chantal Milani; Benchmarking e stato dell’arte degli strumenti di riconoscimento delle emozioni per il contesto giuridico (4 novembre 2025), a cura del Dott. Andrea Generosi. CORSO MOOC DESTINATO ALLE FORZE DI POLIZIA E AI PROFESSIONISTI È stato realizzato un MOOC (Massive Open Online Course) rivolto alle Forze dell’Ordine e ai professionisti del settore. Il corso è articolato in quattro aree tematiche, suddivise in moduli, lezioni e test di autovalutazione. Modulo 1 – Introduzione e quadro generale • Introduzione • Tecnologia e affidabilità dei risultati • Genesi del Regolamento europeo sull’Intelligenza Artificiale (AI Act) • Ambito di applicazione, finalità e oggetto dell’AI Act • Il riconoscimento biometrico nella disciplina europea sull’intelligenza artificiale Modulo 2 – Prova penale e sistemi di riconoscimento facciale • Bias algoritmici ed errore • Riconoscimento facciale e categorie probatorie • Riconoscimento facciale e identificazione • Impatto degli strumenti di riconoscimento biometrico sull’accertamento penale • Il riconoscimento facciale nelle indagini preliminari Modulo 3 – Dispositivi indossabili • Introduzione • Strumenti di acquisizione dei dati • Sblocco dei dispositivi • Affidabilità delle rilevazioni: prospettiva bioingegneristica • Affidabilità delle rilevazioni: prospettiva giuridica • Il dispositivo indossabile imposto dall'autorità ("wearable di Stato") Modulo 4 – Banche dati e circolazione transnazionale • Origini ed evoluzione della banca dati Eurodac • Procedure di accesso a Eurodac • Dal Trattato di Prüm al Regolamento UE • Consultazione e scambio automatizzato dei dati biometrici nell’ambito del Regolamento Prüm Il corso comprende complessivamente 20 lezioni, tenute da 14 docenti, per un totale di sei ore di videolezioni. SEMINARI E WORKSHOP Tra le principali iniziative organizzate si segnalano: • tavola rotonda presso l’Università di Bologna con Jan Peter van Zandwijk (NIF), tra i maggiori esperti internazionali nell’utilizzo forense dei dispositivi indossabili; • seminario presso l’Università di Pisa dal titolo "Il riconoscimento facciale automatizzato tra (falsi) miti e realtà" (24-25 settembre 2024); • convegno presso l’Università di Pisa "Logiche ed esperienze del processo penale per Enrico Marzaduri" (7-8 marzo 2025); • workshop presso l'Università di Macerata "Facial Recognition Technologies. Struttura, applicazioni, quadro normativo" (26 giugno 2024). CONVEGNI Sono stati inoltre organizzati i seguenti convegni scientifici: 1. Università di Bologna, con la partecipazione dei membri del gruppo di ricerca, di Jan Peter van Zandwijk e della Prof.ssa Silvia Signorato, cui hanno preso parte studenti, ricercatori, avvocati, appartenenti alle Forze dell’Ordine e magistrati (circa 100 partecipanti in presenza e 45 collegati tramite Microsoft Teams). 2. Università di Pisa, convegno "On the Threshold of the Metaverse. Challenges and Opportunities for Criminal Proceedings", tenutosi il 28 novembre 2025. 3. Università di Ferrara, convegno "Dati biometrici e procedimento penale. Tra profili operativi ed esperienze giudiziarie", svoltosi il 24 marzo 2025. 4. Università di Macerata, convegno conclusivo del progetto "Biometrics and Criminal Proceedings", tenutosi il 20 febbraio 2026, aperto al pubblico, agli studenti e riconosciuto quale evento formativo dall'Ordine degli Avvocati locale. PUBBLICAZIONI • Bartoli – Camon, Dispositivi elettronici indossabili e prova penale, La Legislazione Penale (25 febbraio 2026); • Cesari (a cura di), Nuove tecnologie, dati biometrici e procedimento penale, Wolters Kluwer Italia, 2026; • Cotti, Accesso ai dispositivi elettronici e principio nemo tenetur se detegere: passwords biometriche ed alfanumeriche, ordini di decrittazione e di produzione, Archivio Penale (17 luglio 2025); • Dei Cas, Il ruolo dell'Internet of Things nell'accertamento penale. Riflessioni sull'apprensione di dati biometrici "ceduti" tra tecnica, garanzie e diritti; • Dei Cas, Quale futuro per la prova biometrica? Riflessioni al crocevia tra garanzie dell'individuo e accertamento penale; • Nicolicchia, Tecniche di riconoscimento biometrico e fisionomia dell'accertamento: i caratteri dell'istruttoria nella procedura penale algoritmica; • Sicbaldi, Bartoli, Albites Sanabria, D'Ascanio, Silvani, Chiari, Camon, Palmerini, Is my smartwatch a valid witness? A systematic review and meta-analysis, Forensic Science International, luglio 2026.

Dettagli del progetto

Responsabile scientifico: Alberto Camon

Strutture Unibo coinvolte:
Dipartimento di Scienze Giuridiche

Coordinatore:
Università  degli Studi di MACERATA(Italy)

Contributo totale Unibo: Euro (EUR) 53.223,00
Durata del progetto in mesi: 24
Data di inizio 28/09/2023
Data di fine: 28/02/2026

Loghi degli enti finanziatori