Abstract
Abstract Obiettivo della ricerca è analizzare, in chiave comparata, le pratiche che tra XIX e inizio XX secolo hanno scandito l’allargamento del diritto di voto al di fuori dei contesti istituzionali, accademici e intellettuali. Si tratta, quindi, di un progetto che, lasciando in secondo piano i discorsi teorici e le prese di posizione ideologiche, intende verificare se e a che livello c’è stata un’attiva partecipazione popolare alla richiesta di allargamento del suffragio. Dove e come la cittadinanza politica è stata conquistata partendo dal basso e non solo concessa dall’alto. Per tale ragione la ricerca dovrà concentrarsi sulle forme dell’agire pubblico – spontaneo (es. mobilitazioni di piazza) e organizzato (es. petizioni, meeting, contro-elezioni) – rimaste in gran parte inesplorate dalla storiografia sui processi di democratizzazione del suffragio. Seguendo un approccio bottom-up le unità di Bologna, Pisa, Salerno svolgeranno uno studio dei movimenti e delle iniziative che, tra le due sponde dell’Atlantico e in diversi contesti nazionali (a partire da quello italiano, trasversale alle tre unità) hanno segnato un’attiva partecipazione civica e popolare a favore dell’allargamento del voto. Analisi che sarà condotta ponendo attenzione al tema della lotta per il voto portata avanti da tutti gli esclusi a cominciare dalle donne e, sul fronte statunitense, dagli afro-americani. L’obiettivo è quello di giungere a una ricognizione sia di tipo quantitativo sia di tipo qualitativo dei diversi percorsi che hanno caratterizzato l’allargamento del suffragio nell’area euro-atlantica, nell’arco cronologico preso in considerazione. Gli esiti di questa ricerca – svolta principalmente attraverso l’analisi di giornali, volantini, riviste dell’epoca, anche sotto il profilo iconografico, nonché mediante consultazioni del materiale archivistico (fondi di movimenti e associazioni, verbali di polizia, carteggi) – dovranno infatti trovare spazio e visibilità sia nell’ambito di pubblicazioni a stampa sia all’interno di un database digitale appositamente pensato e declinato tenendo conto delle molte piattaforme di disseminazione online oggi esistenti. Ciò allo scopo di rendere fruibili a un più vasto pubblico i dati, anche statistici, raccolti sulle diverse pratiche di mobilitazione all’epoca sperimentate in contesti politici differenti ai fini dell’allargamento del voto e della realizzazione di un concetto.
Risultati raggiunti
BOLOGNA: Per l'Italia, la ricerca ha mostrato che gli anni precedenti la riforma del 1882 segnano una cesura rispetto alle lotte del Risorgimento, rappresentando l'ultima manifestazione di un'effervescenza politica destinata a esaurirsi. È stata ricostruita, per la prima volta, l'effettiva portata della partecipazione pubblica alla campagna per l'estensione del diritto di voto, evidenziando anche il ruolo dei teatri come luoghi di mobilitazione popolare. Tale stagione costituì l'ultimo esempio di pressione dal basso, mentre la riforma elettorale del 1912 fu concessa dall'alto, in assenza di una significativa mobilitazione popolare. PISA: L'Unità di Ricerca dell'Università di Pisa ha articolato il lavoro in due aree: la prima dedicata alle pratiche di mobilitazione in prospettiva comparata tra Italia, Francia e Belgio; la seconda ai discorsi e alle narrazioni generate dal movimento suffragista, dal XIX secolo fino a oggi. Le attività hanno incluso due seminari preparatori (novembre 2024), due conferenze (giugno 2025) e la preparazione di due volumi previsti entro il 2026. Questa unità ha fatto emergere non solo la partecipazione pratica, visiva e discorsiva a favore del suffragio, ma anche il disordine della mobilitazione contro il voto, se non addirittura il rifiuto esplicito del voto stesso, in particolare in specifici momenti di improvvisa, temporanea (e talvolta extralegale) democratizzazione rivoluzionaria dell’elettorato. Inoltre è stato preso in esame il suffragismo femminile, come fenomeno simbolico e mediatico attraverso fonti testuali, visive e audiovisive, evidenziandone il ruolo nella costruzione della memoria pubblica. SALERNO: L'Unità di Ricerca dell'Università di Salerno ha studiato le forme di mobilitazione politica e sociale legate all'espansione del suffragio tra Otto e Novecento, con particolare attenzione ai casi spagnolo e messicano in confronto con quello italiano. La ricerca ha analizzato pratiche di partecipazione pubblica – assemblee, petizioni e mobilitazioni civiche – che accompagnarono le riforme elettorali e la ridefinizione della cittadinanza politica, chiarendo il ruolo dei conflitti sociali e delle iniziative dal basso nei processi di democratizzazione del voto. Per quanto concerne la diffusione dei risultati della ricerca sono state prodotte pubblicazioni presentate in seminari aperti al pubblico. Le opere realizzate sono: Dire, fare, votare. L’età del suffragio tra Italia ed Europa (1819-1920), a cura di Carmine Pinto, Alice De Matteo, Angelica Zazzeri; Dire, fare, votare. Dalle piazze alle urne. Pratiche sociali per la rappresentanza politica (XIX e XX secolo), a cura di Silvia Benini, Affinità Elettive, 2025; Dire, fare, votare. Nei teatri per il suffragio. La mobilitazione del 1880-1881 in Italia a favore della riforma elettorale, a cura di Salvatore Botta, Fulvio Cammarano, Gian Luca Fruci, Affinità Elettive, 2025; Plebiscito 1860. Unificazione, legittimazione, reazione nel Mezzogiorno e in Sicilia, a cura di Carmine Pinto, Rubbettino, 2025. Sono invece in corso di pubblicazione le seguenti opere: Dire, fare votare e … raccontare. Il suffragismo narrato dall’Ottocento al tempo presente, a cura di Emanuela Minuto e Sheyla Moroni, Viella; Dire e fare per votare? La mobilitazione pro e contro il suffragio nell’Ottocento belga, francese e italiano, a cura di Cristina Cassina e Gian Luca Fruci, Edizioni ETS. È stato inoltre realizzato un database digitale (http://soloist.ai/direfarevotare), articolato in quattro sezioni: una raccolta di fonti digitalizzate e native digitali organizzate per percorsi tematici, geografici e storiografici; sei cronologie nazionali dedicate allo sviluppo dell'età del suffragio tra il 1819 e il 1920; l'Atlante del Suffragio come Patrimonio Culturale, sviluppato con piattaforme cloud e software GIS per la rappresentazione cartografica dei fenomeni legati al suffragio; una sezione di video e podcast destinata alla divulgazione dei risultati della ricerca. Inoltre, la ricerca ha evidenziato il ruolo delle petizioni come uno dei principali strumenti di mobilitazione politica nell'età del suffragio. L'analisi comparata ha mostrato come esse costituissero una forma di partecipazione collettiva capace di collegare società civile, associazionismo e istituzioni rappresentative, favorendo la costruzione di reti di consenso attorno alla richiesta di ampliamento del diritto di voto. I risultati contribuiscono a ridefinire il peso delle petizioni nei processi di democratizzazione dell'Europa tra XIX e XX secolo. Di notevole rilevanza è stato il contributo allo studio del suffragio femminile in prospettiva transnazionale, che ha favorito una comprensione più ampia della circolazione di pratiche, linguaggi e modelli di mobilitazione politica. Tale approccio ha consentito di superare letture esclusivamente nazionali, mettendo in luce la complessità dell'"età del suffragio" come processo storico condiviso ma differenziato.Dettagli del progetto
Responsabile scientifico: Fulvio Cammarano
Strutture Unibo coinvolte:
Dipartimento delle Arti
Coordinatore:
ALMA MATER STUDIORUM - Università di Bologna(Italy)
Contributo totale di progetto: Euro (EUR) 187.025,00
Contributo totale Unibo: Euro (EUR) 74.965,00
Durata del progetto in mesi: 24
Data di inizio
28/09/2023
Data di fine:
28/02/2026