U.d.r. – University dispute resolution

PRIN 2022 Zucconi Galli Fonseca

Abstract

I. Descrizione del progetto, finalità e risultati attesi. – Il progetto University Dispute Resolution – U.d.r. è stato ideato con l’obiettivo di sviluppare un modello innovativo di gestione dei conflitti tra studenti all’interno delle università italiane, fondato sui principi della giustizia consensuale, della mediazione e della partecipazione attiva della comunità accademica. Il progetto è stato coordinato dall’Università di Bologna, sotto la responsabilità scientifica della Prof.ssa Elena Zucconi Galli Fonseca (PI del progetto), in collaborazione con l’Università di Verona (Prof. Alberto M. Tedoldi). Le attività sono state ideate e svolte da un team interdisciplinare composto da studiosi di diritto processuale civile, diritto comparato, pedagogia e metodologia della ricerca sociale, affiancati da assegnisti di ricerca, dottorandi ed esperti di mediazione, al fine di integrare competenze giuridiche, pedagogiche, empiriche e operative nella progettazione del modello sperimentale. L’iniziativa nasce dalla constatazione dell’assenza, nel sistema universitario italiano, di strumenti strutturati dedicati alla gestione consensuale dei conflitti tra studenti, nonostante tali conflitti siano idonei ad incidere significativamente sulla qualità dell’esperienza universitaria, sul benessere individuale e sul funzionamento delle comunità accademiche. Diversamente da quanto già sperimentato in numerose università statunitensi e in alcune recenti esperienze europee, come quella spagnola, la mediazione universitaria rappresenta nel contesto italiano un ambito ancora largamente inesplorato sia sul piano scientifico sia su quello organizzativo. Il progetto ha quindi inteso colmare tale lacuna attraverso un approccio interdisciplinare capace di integrare ricerca giuridica, analisi empirica, formazione e sperimentazione organizzativa. Più segnatamente, l’obiettivo generale è stato quello di progettare, sperimentare e validare un sistema di peer mediation adattato al contesto universitario italiano, nel quale studenti adeguatamente formati svolgono il ruolo di mediatori nei conflitti tra pari, favorendo il dialogo, la responsabilizzazione delle parti e la ricerca condivisa di soluzioni. Tale modello si distingue dalla mediazione civile e commerciale (disciplinata dal d.lgs. 28/2010) sia per la natura dei conflitti affrontati (prevalentemente legati alla vita universitaria, alle attività didattiche collaborative, alla convivenza e alle relazioni interpersonali), sia per la figura del mediatore, appartenente alla stessa comunità studentesca e pertanto in grado di comprendere dall’interno le dinamiche proprie dell’ambiente universitario. Per raggiungere tale ultima finalità, il progetto ha perseguito tre obiettivi principali. Il primo è consistito nella diffusione della cultura della mediazione e degli strumenti di Alternative Dispute Resolution (ADR) attraverso attività di formazione, ricerca, divulgazione scientifica e public engagement rivolte a studenti, docenti, professionisti e stakeholder istituzionali. Il secondo ha riguardato la progettazione e la sperimentazione di un servizio di mediazione tra pari, accompagnato dalla formazione di studenti mediatori, dalla predisposizione di strumenti organizzativi, regolamentari ed etici e dalla sperimentazione concreta di uno sportello di mediazione universitario. Il terzo obiettivo ha previsto la realizzazione della prima ricerca empirica sul conflitto nella comunità studentesca italiana, finalizzata a comprendere caratteristiche, frequenza dei conflitti tra studenti, modalità di gestione degli stessi e atteggiamento degli studenti verso strumenti consensuali di risoluzione delle controversie. Tra i risultati attesi sono stati previsti, in sede di redazione della proposta progettuale, la costruzione di un modello innovativo di gestione dei conflitti universitari replicabile presso altri Atenei italiani, previa raccolta di dati empirici sul fenomeno del conflitto tra studenti nell’ambito delle università coinvolte nel progetto; la produzione di linee guida, strumenti organizzativi e materiali didattici per la mediazione tra pari; il rafforzamento della cultura del dialogo e della gestione collaborativa dei conflitti nella comunità universitaria. II.

Risultati raggiunti

Gli obiettivi previsti dal progetto sono stati pienamente raggiunti, consentendo di ottenere risultati significativi sul piano scientifico, educativo, organizzativo e di impatto sociale. Un primo risultato riguarda la diffusione della cultura della mediazione e degli strumenti ADR all’interno e all’esterno della comunità universitaria. Le Università di Bologna e Verona hanno organizzato workshop, seminari, conferenze internazionali, percorsi di formazione e iniziative di public engagement rivolte a studenti, docenti, professionisti e cittadini. Particolare rilievo assumono la conferenza internazionale Group Conflict Resolution tenutasi presso UNIBO, i corsi di formazione sulla peer mediation realizzati nei due Atenei, le iniziative di terza missione nelle scuole del territorio bolognese, i seminari interdisciplinari promossi dall’Università di Verona e le attività di divulgazione attraverso i siti web del progetto, BlogMediazione, UNIBO Magazine e UNIVR Magazine, nonché sulla stampa locale. Tali iniziative hanno contribuito a diffondere la cultura della gestione consensuale dei conflitti, promuovendo il dialogo interdisciplinare e la conoscenza degli strumenti di mediazione ben oltre il contesto accademico. Un secondo risultato fondamentale consiste nella progettazione e sperimentazione del primo modello italiano di mediazione universitaria tra pari. Presso entrambe le Università partner sono stati sviluppati percorsi strutturati di formazione basati su metodologie esperienziali, simulazioni, role-play e tecniche di conflict coaching. Complessivamente è stata formata una prima generazione di studenti peer mediators, dotati di competenze in ascolto attivo, comunicazione efficace, negoziazione, gestione delle emozioni e facilitazione del dialogo. Contestualmente sono stati progettati due sportelli sperimentali di mediazione universitaria, corredati da regolamenti interni, codici etici, procedure operative, strumenti informativi e documentazione organizzativa sviluppati attraverso processi partecipativi che hanno coinvolto direttamente gli studenti mediatori. Presso l’Università di Bologna è stato inoltre gestito il primo caso pilota di mediazione, consentendo di verificare concretamente il funzionamento del modello e di sperimentare strumenti di conflict coaching. In tale prospettiva, l’attuazione della sperimentazione è stata portata avanti attraverso il coordinamento con gli strumenti di tutela già presenti nell’Ateneo, prevedendo forme di collaborazione con il Garante degli Studenti e con la Consigliera di Fiducia, al fine di garantire un sistema integrato di gestione e orientamento delle situazioni conflittuali. In generale, l’esperienza ha dimostrato la concreta fattibilità dell’integrazione della peer mediation nei sistemi universitari di gestione dei conflitti e ha posto le basi per una futura istituzionalizzazione del servizio. Un ulteriore risultato di particolare rilievo è rappresentato dalla ricerca empirica condotta presso le Università di Bologna e Verona, che ha consentito di colmare una significativa lacuna nelle conoscenze sui conflitti all’interno della comunità studentesca universitaria. Attraverso un questionario sviluppato congiuntamente dalle due unità di ricerca sono stati raccolti 4.763 questionari, costituendo uno dei più ampi dataset nazionali sul tema. I risultati mostrano che i conflitti tra studenti sono prevalentemente di natura relazionale e interpersonale, spesso rimangono sommersi e vengono affrontati mediante strategie informali, mentre emerge una diffusa apertura verso la mediazione e altri strumenti consensuali di gestione dei conflitti. Tali evidenze hanno fornito una solida base empirica per la progettazione del modello di peer mediation sviluppato dal progetto. Inoltre, i dati raccolti e le riflessioni elaborate dai membri del team di ricerca sono confluiti in numerose pubblicazioni, contributi a convegni internazionali e un volume collettaneo in open access dedicato alla risoluzione dei conflitti nei gruppi e alla mediazione universitaria, nel quale sono confluiti i principali risultati teorici ed empirici della ricerca. Complessivamente il progetto ha sviluppato un modello interdisciplinare che integra dispute system design, ricerca empirica, formazione esperienziale e innovazione organizzativa, proponendo una metodologia replicabile anche in altri Atenei italiani ed europei. Nel loro insieme, i risultati conseguiti dimostrano come la mediazione tra pari rappresenti non soltanto uno strumento efficace di gestione delle controversie, ma anche un dispositivo educativo capace di promuovere competenze trasversali, responsabilizzazione, inclusione e benessere organizzativo all’nterno delle istituzioni universitarie. Il progetto ha così posto le basi per lo sviluppo di servizi permanenti di mediazione universitaria e per l’avvio di nuove linee di ricerca dedicate alla gestione dei conflitti nelle organizzazioni complesse, contribuendo al perseguimento degli obiettivi del PNRR e del programma dell’Unione Europea “NextGerneration EU” in materia di innovazione, qualità della formazione e valorizzazione della ricerca.

Dettagli del progetto

Responsabile scientifico: Elena Zucconi Galli Fonseca

Strutture Unibo coinvolte:
Dipartimento di Scienze Giuridiche

Coordinatore:
ALMA MATER STUDIORUM - Università di Bologna(Italy)

Contributo totale di progetto: Euro (EUR) 207.153,00
Contributo totale Unibo: Euro (EUR) 104.784,00
Durata del progetto in mesi: 24
Data di inizio 28/09/2023
Data di fine: 28/02/2026

Loghi degli enti finanziatori