Abstract
Breve descrizione del progetto Il progetto PRIN 2022 NADIHO risponde alla sfida transnazionale di rafforzare le conoscenze scientifiche sulle implicazioni molteplici delle migrazioni di ritorno e sulle politiche di aiuto che orientano interventi di rimpatri volontari assistiti attraverso un processo di ricerca multi-situata che riunisce l’analisi di casi studio selezionati dall’Africa occidentale, dall’Italia e da contesti europei particolarmente significativi. Basato su una metodologia comparativa ed etnografica, che si estende dallo studio dei contesti locali all’analisi dei programmi e modelli emergenti, delle loro continuità e delle discontinuità, il progetto si propone, in primo luogo, di esplorare come le esperienze soggettive di ritorno dei migranti influenzino processi e traiettorie successive, producendo un impatto a lungo termine (‘reintegrazione’, ‘marginalizzazione’, ‘nuove partenze’). In secondo luogo, intende contribuire alla comprensione critica degli effetti locali delle politiche europee contemporanee, dei programmi di aiuto e degli interventi che mirano a prendere di mira le migrazioni che da una prospettiva eurocentrica vengono costruite e naturalizzate come “irregolari”. La conoscenza scientifica elaborata sulle migrazioni di ritorno sarà infatti accompagnata da un’analisi empirica delle politiche di aiuto che orientano interventi di ritorno e rimpatri volontari assistiti, radicati nel sistema di gestione della migrazione internazionale, con la finalità ultima di produrre un impatto socio-culturale potenzialmente benefico in questo campo di studio e di intervento umanitario. L’esplorazione etnografica di specifici contesti socio-economici, politici e culturali, delle esperienze e significati dei difficili ritorni in Africa occidentale sarà dunque integrata con l’analisi approfondita dei programmi di “Ritorno Volontario Assistito e Reintegrazione” attivi in Italia e in altri paesi europei. Gli interventi vengono qui intesi come un'arena politica in cambiamento in cui attori istituzionali e sociali, pratiche organizzative, repertori culturali, discorsi e significati sono concettualizzati all'interno di quadri d’analisi, narrazioni politiche e azioni di cambiamento pianificate, a diversi livelli, per gestire la mobilità all'interno e fuori dell’Africa occidentale. In questo quadro, l’unità di ricerca di Bologna è stata incaricata di esplorare in Italia e in Europa gli aspetti infrastrutturali ed esperienziali dei programmi di AVRR (Assisted voluntary return and reintegration), perno del nuovo corso delle politiche migratorie UE. Finalità L’unità ha individuato fra i casi-studio significativi la Romania, che in quanto membro dell’UE costituisce un contesto in cui la circolarità migratoria ha potuto svilupparsi con più agio negli ultimi decenni, e, d’altra parte, quello della Bosnia Erzegovina (BiH), paese situato ai confini e margini dell’UE e luogo di transito e sosta forzata di migranti lungo la direttrice nota come Rotta Balcanica. La Bosnia, luogo apparentemente periferico, fornisce un osservatorio per esplorare i recenti sviluppi della politica di “esternalizzazione dei confini”, che assegna un ruolo chiave ai Paesi Terzi in materia di rimpatri e per analizzare gli effetti locali dei programmi di identificazione e di rientro volontario assistito (AVRR) sponsorizzati da agenzie quali IOM come perno delle politiche migratorie UE. In quest’ottica il progetto adotta una metodologia etnografica che si articola in osservazioni sul campo, interviste semi-strutturate e in profondità con attori locali e internazionali significativi, conversazioni condotte sia in Romania, sia in Italia, sia nel contesto bosniaco. Su questo sfondo, il progetto interroga le dimensioni spaziali, temporali, sociali e affettive dei ritorni a casa e persegue la finalità innovativa di produrre in modo partecipativo indicazioni pratiche come alternativa alle comuni “raccomandazioni politiche” dall’alto verso il basso che spesso si trovano negli attuali progetti di ricerca legati alla migrazione. Essendo l'analisi qualitativa un processo riflessivo e non 'meccanico', l’approccio etnografico consentirà ai partecipanti NADIHO di sollevare nuove domande ed esplorare connessioni impreviste, approfondendo la comprensione dei loro contesti di ricerca. Con questo obiettivo generale il progetto si propone di 1) rafforzare la collaborazione tra Universita italiane e istituti di ricerca privati nel campo della ricerca di base sulle migrazioni; 2) sostenere le carriere dei ricercatori junior in uno scambio collaborativo con intellettuali, istituzioni e organizzazioni del terzo settore in Africa occidentale e in Europa. I partecipanti a NADIHO si impegnano in un approccio sensibile al genere, che tiene conto della produzione di marginalita all’intersezione delle disuguaglianze di potere basate su sesso, razza, classe, origini sociali. Risultati attesi Scandito da partecipazione convegnistica nazionale (Forme Bergamo; SIAA Messina; ESCAPES Milano) e internazionale (ECAS Praga) si è sviluppato un processo di elaborazione dei dati raccolti che vedrà la pubblicazione di fascicoli focalizzati sul tema in riviste scientifiche di settore nazionali ed internazionali (Fascia A) ad accesso aperto entro il 2025-2026. Inoltre, per quanto riguarda la strategia di diffusione, NADIHO attribuisce grande valore all’aumento della conoscenza scientifica sulla migrazione all’interno della società civile e al superamento di visioni semplicistiche e fuorvianti sulle traiettorie migratorie, sui fattori di attrazione/spinta, sulle nozioni di successo/fallimento, sulle idee di casa e di ritorno. Per raggiungere un pubblico non accademico, quindi, i risultati del progetto verranno restituiti anche alla comunità attraverso materiale informativo (piattaforme online), in sinergia con ONG e associazioni, e attraverso eventi aperti che mireranno a sensibilizzare su aspetti meno dibattuti dei fenomeni migratori. Durante tutto il progetto, gli obiettivi, le attività, i progressi e i risultati rilevanti sono comunicati al pubblico attraverso piattaforme online dedicate.
Dettagli del progetto
Responsabile scientifico: Bruno Riccio
Strutture Unibo coinvolte:
Dipartimento di Scienze Dell'Educazione "Giovanni Maria Bertin"
Coordinatore:
Università degli Studi di MILANO-BICOCCA(Italy)
Contributo totale Unibo: Euro (EUR) 71.186,00
Durata del progetto in mesi: 24
Data di inizio
15/10/2023
Data di fine:
28/02/2026