SCORPiò-NIDI. Comparative Analysis and Certified Reconstructions for a correct experimental archeology: Roman Scorpions and Ballistae for the Imperial mechanical culture, origin of European identity. Governance policy for the development and sustaina

PRIN 2022 Di Modica

Abstract

Una rinnovata immagine di Pompei Antica scaturirà dalla divulgazione degli esiti della ricerca conseguenti l’approfondimento archeologico-storico-militare-sperimentale condotto sulla cerchia urbica della città dissepolta. Il tema, del tutto originale, propone l’individuazione, classificazione e descrizione delle cicatrici d’impatto generato da lanciasassi (Baliste) e lanciadardi (scorpioni o catapulte romane) presenti in gran numero sulla tratta settentrionale delle mura che collegano Porta Vesuvio e Porta Ercolano, retaggio dei tiri di Silla (89 a.C.). Proprio perché ricoperte da una coltre di lapilli nel 79 d.C. e riportate alla luce circa 19 secoli dopo, quelle impronte e quelle tracce sono la testimonianza inequivocabile e certa delle effettive potenzialità delle artiglierie di epoca Repubblicana-Imperiale in postazione ossidionale. Restituzioni fotogrammetriche e modellazione inversa delle impronte balistiche permetteranno di determinare le proprietà meccaniche dei materiali delle mura. Noti densità, forma e volume delle palle scagliate si potrà calcolare l’energia cinetica residua, ovvero la velocità iniziale di lancio. La caratterizzazione meccanica renderà chiaramente leggibili ai visitatori l’origine dei crateri di impatto e delle tracce di ruggine generate dalle punte di dardi in esso conficcate. Oltre a fornire un ulteriore richiamo al sito archeologico, unico nel suo genere, i dati potrebbero riscrivere/modificare/incrementare la storia di quell’assedio e per analogia di altri. Una linea pilota di ricostruzioni fedeli e funzionanti potrà inoltre essere il riferimento per la produzione industriale certificata di arredi museali in Europa. È infatti ambizione dei proponenti adeguare i canoni dell’archeologia sperimentale per certificare prototipi sulla base di un’organizzazione digitale delle fonti; lo stesso fungerà da riferimento per l’identificazione di nuovi reperti e la verifica sull’originalità di quanto in giro sul web. Una piattaforma tematica sarà in grado di fornire l’adeguato sostegno al processo di produzione, conservazione e gestione dei dati secondo un approccio sistemico per una completa integrazione della conoscenza. Gallerie 3D, in-off-on line, attrarranno una platea allargata di utenti coinvolgendo cittadini anche diversamente abili. L’interesse multimodale e cross mediale ricadrà sullo sviluppo sociale ed economico non solo del territorio campano in cui il bene insiste. La piattaforma dedicata diffonderà la cultura di epoca Imperiale identificando le radici della cultura europea in linea con le priorità fissate dalla Comunità Europea per una innovativa politica di governo dei beni culturali.

Risultati raggiunti

SCORPIò-NIDI ha acquisito ed elaborato prove archeologiche con l’intento di dimostrare che la migliore tutela per i beni ereditati insiste sulla capacità di rinnovare significati. I risultati offrono opportunità per stimolare investimenti culturali, economici e turistici. Eccezionale è la storia del caso studio. Pompei conserva cristallizzata al 79 d.C. ogni aspetto di vita, testimoniando concretamente una civiltà, quella romana, che nei suoi fondamenti culturali e scientifici lega e correla le radici comuni a diverse nazioni europee. L’idea progettuale si basa sulla volontà di riportare all’attenzione dei contemporanei aspetti ingegneristici militari trascurati rispetto a quelli urbanistici architettonici ma in grado di promuovere una rinnovata immagine della città, e con essa nuove forme di economia circolare. Inequivocabili sono le numerose impronte balistiche generate da lancia sassi di epoca Repubblicana. Amedeo Maiuri, il direttore degli scavi ad inizio Novecento, e Van Buren, l’archeologo che classificò i danni in relazione ai sassi attonditi rinvenuti in loco, non ebbero esitazione ad imputare le indentazioni riportate alla luce, alle artiglierie di Lucio Cornelio Silla che nell’89 a.C. assediò l’antica città Osca, riducendola a colonia romana. Un secolo dopo, la prima di una serie catastrofica di eruzione del vulcano Vesuvio, seppellì Pompei al 79 d.C. preservando ogni traccia della letalità delle macchine belliche ante-cristo fino alla riesumazione, completata, nella tratta di interesse, negli anni che precedettero le note vicende che hanno reso “breve” il secolo scorso. Riportata alla luce, la cinta muraria è stata esposta allo studio archeologico di prove oggettive e incontaminate. Anche nel caso degli impatti balistici che bombarde successive avrebbero potuto confondere, non hanno subito variazioni se non il degrado non solo naturale: le armi utilizzate nei conflitti mondiali si basavano su altre tipologie di proiettili; le bombe, i missili e le artiglierie da fuoco, generano effetti impattanti notoriamente imparagonabili con quelli attestati da artiglierie a torsione elastiche (nevro-tòne). Da tale premessa derivano le opportunità che il progetto ha colto, cimentandosi con le sfide, concettuali e metodologiche, poste dal linguaggio digitale. Il gruppo di studiosi che compongono le unità possiedono al loro interno tutte le potenzialità per rispondere, con coscienza e competenza a precise domande. Dal rilievo si trarranno i dati morfometrici utilizzati per processi di ingegneria inversa volti a determinare parametri di balistica terminale. I dati confrontati con gli esiti sperimentali dedotti risolvendo leggi di proporzionalità tramandate dalla storia della scienza antica permetterà di derivare moduli misura sulla base dei quali ricostruire virtualmente lanciasassi e lanciadardi La linea di dimostratori “certificata” giacché derivata secondo procedure ripetibili che analizzano gli effetti sarà utilizzata per allestimenti in off on line. A differenza di qualunque altra ricostruzione di artiglieria elastica, la linea di dimostratori da noi ricostruita per allestimenti in on off line è basata sulla modellazione inversa delle cavità e dunque sui processi di ingegneria adeguati a trattarli in vista degli scopi di volta in volta premessi. Urgente sarebbe la normazione di requisiti prestazionali per la costruzione di multipli. Auspicabile una sorta di manuale tecnico e di best pratiche che dovrebbe accompagnare i prototipi reali virtuali utili alla realizzazione dei prodotti in prestazioni analoghe. Per passare dalla catalogazione alla creazione di un patrimonio fruito in prima istanza dai membri del team, risultati indispensabili sono stati i modelli geometrici 2D e 3D di catapulte e baliste copie fedeli delle commisurazioni ottenute dai moduli misura calcolati e confrontati il repertorio delle risultanze archeologiche assunte come certezze alle ipotesi. Per la creazione di altrettanti gemelli digitali occorre, come noto, la fruizione del manufatto. Garantiti dall’esperienza o dal know-how acquisito in precedenza da alcuni membri del team, i medesimi modelli sono stati utilizzati come interfaccia di accesso, visualizzati attraverso livelli di iconicità e approcci multiformi per generare idonee gallerie di informazioni editabili e fruibili. Secondo un approccio sistemico, l’impiego di alterni tipi di supporto documentale (immagini, video, testi, modelli) hanno mediato l’accesso lungo le diverse fasi di storing, harvesting e retrieving. Gli obiettivi programmati a lungo termine potranno offrire, ai diversi livelli di utenza, un accesso diretto e user-friendly alla mole di dati, servizi e applicazioni. Ulteriori supporti sono stati forniti con l’impiego di tecnologie mobili.

Dettagli del progetto

Responsabile scientifico: Giuseppe Di Modica

Strutture Unibo coinvolte:
Dipartimento di Informatica - Scienza e Ingegneria

Coordinatore:
Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli"(Italy)

Contributo totale Unibo: Euro (EUR) 34.844,00
Durata del progetto in mesi: 29
Data di inizio 17/10/2023
Data di fine: 28/02/2026

Loghi degli enti finanziatori