Abstract
La malattia di Parkinson (PD) varia nelle manifestazioni cliniche e nella prognosi, suggerendo l'esistenza di diversi fenotipi espressione di meccanismi patogenetici multiformi. Tuttavia, le caratteristiche cliniche e biologiche associate a questa eterogeneità rimangono per lo più indeterminate. La maggior parte degli studi prospettici di coorte si concentra sulla fase iniziale della malattia, mentre mancano dati sul periodo di transizione dalla cosiddetta “luna di miele” allo sviluppo delle complicanze motorie. Infatti, dopo i primi anni di controllo terapeutico ottimale ("luna di miele") sperimentati dalla maggior parte dei pazienti, l'identificazione di diverse traiettorie nello sviluppo di disabilità sarebbe della massima importanza per informare la prognosi e offrire tempestivamente le migliori opzioni terapeutiche per le fasi avanzate. Inoltre, l'identificazione di diversi sottotipi di PD con diverse caratteristiche cliniche e biologiche, è cruciale per lo sviluppo di farmaci modificanti la malattia. In questo progetto, miriamo ad armonizzare e analizzare i set di dati esistenti che includono dati demografici, clinici, cognitivi, di imaging, genetici e biologici provenienti da 2 Istituzioni italiane per identificare e poi convalidare prospetticamente dei biomarcatori che indichino le diverse traiettorie di progressione. Abbiamo in programma di analizzare una coorte trasversale multicentrica, comprendente 250 pazienti con PD idiopatico a non più di 5 anni dalla diagnosi, in una fascia di età compresa tra 35 e 80 anni. Includeremo valutazioni cliniche e strumentali già disponibili che comprendono: scale validate per la quantificazione dei sintomi motori e non motori; test cognitivi completi di livello II; risonanza magnetica 3T con dati strutturali, di connettività e funzionali; disautonomia cardiovascolare; analisi genetica; analisi del liquido cerebrospinale per valutare la concentrazioni delle proteine amiloide-ß (1-40 e 1-42), tau, p-tau181 e l’attività di “seeding” dell’alfa-sinucleina; e biopsia cutanea per l'analisi dell'alfa-sinucleina nelle fibre nervose cutanee. Questo sforzo creerà una raccolta completa di dati sul PD bilanciati per età e genere che serviranno per l'identificazione di biomarcatori associati a una progressione rapida e lenta dalla diagnosi. Questo set di dati informerà la prognosi e offrirà nuove informazioni sui substrati patologici correlati alla variabilità clinica e al declino funzionale della PD, da utilizzare per studi clinici sviluppati secondo i criteri della medicina di precisione. Per confermare la validità dei biomarcatori di progressione, valuteremo in modo prospettico un sottogruppo di pazienti con progressione lenta e più rapida.
Risultati raggiunti
La malattia a corpi di Lewy (LBD), che comprende due malattie prevalenti, il Parkinson (PD) e una forma di demenza non-Alzheimer denominata demenza a corpi di Lewy (DLB), è una patologia neurodegenerativa complessa che non si manifesta allo stesso modo in tutti i pazienti. Alcuni individui presentano una progressione lenta di disturbi prevalentemente motori, altri hanno disturbi cognitivi fin dall’esordio e altri ancora manifestano rapidamente una combinazione di compromissione motoria, disturbi cognitivi e disfunzioni del sistema nervoso autonomo. Comprendere fin dalle prime fasi le basi biologiche di questa eterogeneità ed identificare precocemente le diverse traiettorie di progressione rappresenta una delle principali sfide della ricerca, poichè permetterebbe di offrire terapie sempre più personalizzate e di ottimizzare la valutazione di nuovi trattamenti mirati a rallentare la progressione della malattia. Per contribuire a tali obiettivi, il progetto ha raccolto e integrato dati clinici e biologici di un’ampia coorte di pazienti affetti da LBD in fase iniziale. L'obiettivo è identificare biomarcatori in grado di stratificare i pazienti in base al rischio di progressione e di prevederne l'evoluzione clinica. Nell’ambito di questo progetto, il nostro gruppo si è concentrato sullo sviluppo e validazione del saggio Real-Time Quaking-Induced Conversion (RT-QuIC), una metodica altamente sensibile che permette di rilevare minime quantità della proteina alfa-sinucleina patologica, considerata il principale biomarcatore molecolare di PD e DLB. Uno degli aspetti più innovativi del nostro lavoro è stato dimostrare che questo test può essere eseguito efficacemente su biopsie cutanee, una matrice facilmente accessibile e molto meno invasiva rispetto al liquido cerebrospinale (CSF), che rappresenta attualmente il campione biologico di riferimento per questo tipo di analisi. I risultati ottenuti sono molto incoraggianti. Analizzando biopsie cutanee post mortem di soggetti con diagnosi neuropatologica di LBD, il saggio ha mostrato una sensibilità dell’85%, con un’elevata concordanza (80.5%) rispetto ai risultati ottenuti nel CSF. Successivamente, l'applicazione del test a biopsie cutanee ottenute in vivo ha permesso di valutarne l’accuratezza clinica in contesti diagnostici differenti. Nello specifico, è stato possibile discriminare i casi di PD e DLB da altre patologie neurologiche non associate alla LBD, con una sensibilità dell’81% e una specificità del 93%. Questi parametri sono ulteriormente migliorati quando il saggio è stato utilizzato per distinguere i casi di PD e DLB da altri parkinsonismi, raggiungendo rispettivamente l’84.6% e il 100%. Anche in questo caso, l'elevata concordanza con i risultati ottenuti nel CSF conferma che la biopsia cutanea rappresenta una valida e promettente alternativa per lo studio della LBD. Un altro aspetto particolarmente promettente è che il saggio, oltre alla classica risposta qualitativa (positivo vs negativo), consente, quando applicato al CSF, di ottenere una stima quantitativa che rifletta il carico di proteina patologica ed il grado di diffusione della malattia. In particolare, il parametro quantitativo SD50 potrebbe estendere l’applicabilità del saggio RT-QuIC non solo per scopo diagnostico, ma anche prognostico e di valutazione della progressione di malattia o di risposta a trattamenti terapeutici. A conferma di questo potenziale, il saggio è stato applicato anche ad un gruppo di pazienti con disturbo comportamentale del sonno REM isolato (iRBD), una condizione prodromica che può precedere di molti anni l'insorgenza di PD o DLB. I risultati finora ottenuti mostrano che i valori di SD50 correlano con gli indicatori di progressione clinica e sono associati al rischio di futura conversione verso forme di patologia conclamata. Se confermati, questi risultati potrebbero consentire di identificare e stratificare i pazienti già nelle fasi più precoci, quando eventuali terapie neuroprotettive avrebbero maggiore possibilità di essere efficaci. Parallelamente, i primi dati ottenuti dall'analisi quantitativa su biopsie cutanee appaiono altrettanto promettenti, suggerendo la possibilità di associare i vantaggi di un prelievo minimamente invasivo a informazioni biologiche potenzialmente utili per la stratificazione prognostica dei pazienti. Nel complesso, questo progetto rappresenta un importante passo avanti nello sviluppo di biomarcatori diagnostici e prognostici per le sinucleinopatie. La possibilità di ottenere informazioni quantitative sulla patologia a partire dal CSF e, in prospettiva, di trasferire queste analisi ad una matrice molto meno invasiva come la cute, rappresenta un importante vantaggio. Questo approccio potrebbe infatti facilitare l’identificazione precoce dei pazienti a maggior rischio di progressione, migliorare la pianificazione delle cure ed assistere la selezione dei candidati più adatti per futuri studi clinici su trattamenti in grado di modificare il decorso della malattia.Dettagli del progetto
Responsabile scientifico: Piero Parchi
Strutture Unibo coinvolte:
Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie
Coordinatore:
Università degli Studi di PADOVA(Italy)
Contributo totale Unibo: Euro (EUR) 65.000,00
Durata del progetto in mesi: 24
Data di inizio
18/10/2023
Data di fine:
28/02/2026