Abstract
L’ipomineralizzazione dei primi molari e incisivi (MIH) rappresenta una condizione sempre più rilevante in odontoiatria pediatrica, sia per la sua prevalenza crescente che per la complessità nella gestione clinica. Le alterazioni strutturali associate alla MIH compromettono la resistenza meccanica e l’estetica dei denti coinvolti, rendendo i trattamenti restaurativi particolarmente sfidanti e con prognosi spesso incerta. Le cause alla base della patologia rimangono in larga parte sconosciute, e una migliore comprensione dei meccanismi eziopatogenetici è fondamentale per definire approcci terapeutici efficaci. Il progetto ha integrato un ampio spettro di attività sperimentali volte a chiarire i meccanismi alla base della formazione della MIH e a descriverne le implicazioni cliniche. In particolare, è stata realizzata un’indagine epidemiologica interregionale per valutare la distribuzione geografica e le caratteristiche cliniche dei pazienti MIH in Italia. È stata inoltre effettuata una raccolta di saliva per l’analisi di biomarcatori potenzialmente implicati nei processi degenerativi dei tessuti duri dentari. Una parte del progetto è stata dedicata allo studio delle caratteristiche genetiche dei pazienti MIH, al fine di identificare potenziali fattori di suscettibilità. In parallelo, mediante analisi morfologiche, micromeccaniche e ottiche su campioni dentari estratti, è stato possibile approfondire la conoscenza delle alterazioni strutturali tipiche della patologia. Queste informazioni hanno consentito di caratterizzare in modo più preciso i tessuti affetti, fornendo indicazioni utili per lo sviluppo di materiali e protocolli clinici specifici. Alcune indagini sono attualmente in fase di completamento e contribuiranno a rafforzare ulteriormente il quadro conoscitivo complessivo. L’analisi dei dati, effettuata da biostatistici indipendenti e con metodologie standardizzate, ha garantito il rigore scientifico dei risultati finora ottenuti. Attraverso questo progetto si intende contribuire in modo significativo all’incremento della conoscenza sulla MIH, con particolare attenzione ai fattori genetici, alle caratteristiche strutturali e alle proprietà intrinseche della dentina affetta. Questi dati saranno fondamentali per lo sviluppo di protocolli terapeutici, restaurativi e preventivi più efficaci, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita, la funzione e l’estetica nei pazienti pediatrici colpiti da questa condizione.
Risultati raggiunti
L'Ipomineralizzazione Molare-Incisiva (MIH) è un difetto dello sviluppo dello smalto dentale che colpisce soprattutto i primi molari permanenti, talvolta insieme agli incisivi permanenti. Descritta per la prima volta nel 2001, la MIH è oggi sempre più diffusa e rappresenta una sfida importante per l'odontoiatria pediatrica. I denti colpiti sono più fragili, spesso dolenti e difficili da curare, con un impatto reale sulla vita quotidiana dei bambini. Per affrontare questo problema, cinque unità di ricerca universitarie italiane hanno unito le forze nel progetto M.E.T.A.D.E.N.T.I.: le Università di Trieste, Bologna (Alma Mater Studiorum), "La Sapienza" di Roma, Siena e Torino. Il consorzio ha approfondito la conoscenza della MIH da tre punti di vista: diffusione e impatto sui pazienti (epidemiologia), cause (eziologia), e problemi strutturali dei denti colpiti (caratterizzazione in vitro). Ogni centro ha sottoposto a screening bambini e adolescenti afferenti alla propria clinica odontoiatrica, costruendo una coorte multicentrica di pazienti con MIH affiancata da controlli sani. Clinici formati hanno registrato prevalenza, gravità e caratteristiche cliniche, comprese le opacità dello smalto, la frattura post-eruttiva e l'ipersensibilità. I genitori hanno compilato questionari su gravidanza, parto, salute nella prima infanzia e qualità della vita, costruendo il primo quadro nazionale coordinato della MIH nelle diverse regioni italiane. Non esistendo un'unica causa nota, il progetto ha indagato sia i fattori ambientali sia quelli genetici. I campioni di sangue sono stati analizzati tramite un pannello genetico legato alla formazione dello smalto, seguito dal sequenziamento dell'intero esoma. Questi risultati sostengono l'ipotesi che la MIH derivi da una combinazione di predisposizione genetica e fattori ambientali. Un filone centrale ha esaminato, a livello microscopico e molecolare, cosa rende così fragile il tessuto colpito. Campioni di denti sani e malati sono stati studiati mediante nanoindentazione per durezza ed elasticità, microscopia elettronica e spettroscopia Raman per struttura e composizione, e spettrofotometria per il colore. I ricercatori hanno inoltre studiato gli enzimi MMP-2 e MMP-9 nella dentina tramite zimografia, in un ambito ancora poco esplorato: questa attività enzimatica sembra aumentare la vulnerabilità del tessuto, spiegando perché si sgretola più facilmente dello smalto sano. Un'ulteriore innovazione è stata la Tomografia a Coerenza Ottica, tecnica di imaging non invasiva usata per esaminare le lesioni sia in bocca sia su denti estratti, visualizzando in tre dimensioni l'architettura interna e la profondità delle lesioni senza disagio per i giovani pazienti. Il consorzio ha esplorato modi concreti per aiutare i bambini con MIH. Alcuni studi hanno testato agenti bioattivi e antibatterici, come il fluoruro diamminico d'argento e il fluoro topico, applicati prima delle cure restaurative per rinforzare la dentina fragile e migliorare la durata delle otturazioni. La “injection technique”, minimamente invasiva, è stata documentata come opzione confortevole ed economica. I ricercatori hanno anche confrontato l'infiltrazione di resina con prodotti rimineralizzanti per mascherare le macchie bianche tipiche della MIH: l'infiltrazione di resina è quella che meglio ripristina il colore naturale del dente. I protocolli più promettenti sono stati poi applicati a pazienti reali, con miglioramenti incoraggianti nell'aspetto estetico e nell'autostima. Le cinque unità di ricerca si sono coordinate strettamente, armonizzando i protocolli, condividendo i dati e formando giovani ricercatori e studenti. L'arruolamento è stato aperto a tutti, senza distinzioni di genere, etnia o background, riflettendo un impegno verso le pari opportunità. Le conoscenze generate da M.E.T.A.D.E.N.T.I. vengono condivise con la comunità scientifica attraverso convegni nazionali e internazionali e prossime pubblicazioni su riviste con revisione paritaria, garantendo l'accesso aperto ai risultati. Le famiglie coinvolte sono state tenute informate sugli obiettivi e sui progressi della ricerca. Collegando epidemiologia, genetica, scienza dei tessuti, imaging avanzato e trattamento clinico, il progetto ha gettato le basi per una diagnosi più accurata, una migliore comprensione delle cause della MIH e cure più efficaci e minimamente invasive per i bambini colpiti da questa condizione sempre più diffusa.Dettagli del progetto
Responsabile scientifico: Annalisa Mazzoni
Strutture Unibo coinvolte:
Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie
Coordinatore:
Università degli Studi di TRIESTE(Italy)
Contributo totale Unibo: Euro (EUR) 40.000,00
Durata del progetto in mesi: 24
Data di inizio
28/09/2023
Data di fine:
28/02/2026