Abstract
L’ambiente acquatico è sempre più minacciato dall’inquinamento causato da attività antropiche. Tra i contaminanti più preoccupanti figurano le sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS), composti altamente persistenti che tendono ad accumularsi negli organismi viventi, inclusi gli esseri umani, con effetti dannosi ben documentati. Questo progetto nasce in risposta alle elevate concentrazioni di PFAS riscontrate in alcune zone della regione Veneto. L’obiettivo è valutare l’idoneità del mosquitofish (Gambusia holbrooki), un piccolo pesce d’acqua dolce, come bioindicatore di contaminazione da PFAS. L’approccio integrato prevede attività di biomonitoraggio sul campo, in siti a diverso livello di contaminazione, e sperimentazioni in laboratorio per esaminare gli effetti fenotipici e molecolari dell’esposizione cronica, anche a livello intergenerazionale. Il progetto analizzerà inoltre le differenze di tossicità tra un PFAS tradizionale (PFOA) e un sostituto emergente (GENX), ancora poco studiato. L’integrazione dei dati raccolti permetterà di comprendere meglio la risposta biologica delle popolazioni naturali all’inquinamento da PFAS e di valutare l’efficacia del mosquitofish come specie sentinella. I risultati saranno fondamentali per orientare strategie di monitoraggio e mitigazione dell’impatto ambientale e sanitario dei PFAS.
Risultati raggiunti
Il progetto ha valutato gli effetti della contaminazione da PFAS su popolazioni naturali di Gambusia holbrooki provenienti da aree del Veneto con diverso livello di esposizione. Le analisi chimiche hanno confermato la presenza di PFAS nelle acque e la loro bioaccumulazione nei pesci, fornendo la base per interpretare le risposte biologiche osservate. I risultati hanno evidenziato effetti soprattutto a carico delle femmine, con alterazioni dello stato riproduttivo compatibili con un’interferenza dei PFAS nei processi di maturazione. Nei maschi, invece, gli effetti su parametri spermatici e comportamento sessuale sono risultati meno marcati. Le analisi comportamentali hanno mostrato risposte complesse, inclusa una maggiore plasticità individuale nelle popolazioni delle aree più contaminate, mentre i biomarcatori di stress ossidativo hanno evidenziato differenze limitate, suggerendo effetti moderati o possibili risposte adattative. Sono inoltre state avviate analisi trascrittomiche su cervello e fegato, utili a chiarire i meccanismi molecolari alla base degli effetti osservati. Nel complesso, il progetto rafforza il potenziale impiego di Gambusia holbrooki come specie sentinella nel biomonitoraggio dei PFAS, fornendo dati utili a comprendere gli effetti ecologici di questi contaminanti persistenti in popolazioni naturali esposte in condizioni ambientali reali.Dettagli del progetto
Responsabile scientifico: Andrea Barbarossa
Strutture Unibo coinvolte:
Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie
Coordinatore:
Università degli Studi di PADOVA(Italy)
Contributo totale Unibo: Euro (EUR) 14.811,00
Durata del progetto in mesi: 24
Data di inizio
05/10/2023
Data di fine:
28/02/2026