ECCSELLENT: Development of Eccsel-eric R.I. Italian Facilities to improve user Access, Services and ensure Long-term Sustainability

Il progetto intende promuovere lo sviluppo e l’internazionalizzazione della ricerca italiana nell’intera filiera di cattura, utilizzo, trasporto e stoccaggio della CO₂, a partire dal potenziamento delle strutture italiane facenti parte di ECCSEL ERIC.

Foto terra e acqua per IR Ecssellent PNRR_307x238Area di intervento PNRR: Missione 4 - Istruzione e Ricerca

Componente: 2 - Dalla ricerca all'impresa

Investimento: 3.1 - Fondo per la realizzazione di un sistema integrato di infrastrutture di ricerca e innovazione

Durata: il progetto terminerà in data 30/04/2025 

Quota di finanziamento totale del progetto: 16.500.000  

Proponente: Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale - OGS 

Come contribuire allo sviluppo di infrastrutture per cattura, utilizzo, trasporto e stoccaggio di CO2?

Il progetto, promosso dall'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - OGS, è incentrato sull'implementazione della componente italiana del consorzio ECCSEL ERIC (European Research Infrastructure Consortium).  ECCSEL ERIC  è un'infrastruttura di ricerca che comprende strutture scientifiche transnazionali per lo sviluppo di laboratori di eccellenza in materia di Carbon Capture, Transport and Storage (CCS).

ECCSELLENT si pone i seguenti obiettivi:

  • potenziamento delle strutture italiane di ECCSEL ERIC  nell'ambito delle CCUS (Cattura, Utilizzo, Trasporto e Stoccaggio della CO2)
  • ampliamento del nodo italiano di ECCSEL ERIC per favorire lo sviluppo e l'internazionalizzazione della ricerca in Italia nella filiera delle CCUS
  • integrazione e messa in rete di dati e risultati raccolti attraverso nuove strumentazioni più avanzate tecnologicamente
  • creazione di opportunità per testare le apparecchiature per tutte le strutture coinvolte, inclusi il settore industriale e le piccole e medie imprese
  • rafforzamento dell'eccellenza scientifico per affrontare le grandi sfide della società, sia a livello comunitario nel Programma Quadro Horizon Europe, sia specificatamente per l'Italia
  • mantenimento del livello di eccellenza raggiunto dalle infrastrutture di ricerca italiane dedicate al CCUS, già riconosciuto a livello internazionale

Struttura del progetto e partecipazione

Composizione del Consorzio 

  • Alma Mater Studiorum - Università di Bologna
  • Politecnico di Milano
  • Consiglio Nazionale delle Ricerche
  • Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile

Le persone dell'Università di Bologna

Referente scientifico 

Prof. Marco Giacinti Baschetti 

Borse di dottorato 

2

Dipartimenti coinvolti  

  • Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali — DICAM

Missioni del progetto

  • Mari e Oceano
  • Processi Geologici
  • Rischio di disastri
  • Aree polari
  • Scienza aperta

Le attività dei team di ricerca universitari 

Nell’ambito del progetto, l’Università di Bologna, attraverso il Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali - DICAM, punta ad acquisire nuove infrastrutture per lo studio:

  • di sistemi di cattura di CO2:
    • verranno implementate soluzioni per l'analisi delle tecnologie a membrana in un'ampia gamma di condizioni operative, al fine di valutare diverse tipologie di cattura
    • rafforzamento delle competenze nella produzione di membrane sottili attraverso l’acquisizione di molteplici tecnologie, con il fine ultimo di raggiungere la produzione su scala industriale
  • di analisi delle criticità legate al trasporto di CO2:
    • approfondendo l'impatto della CO2 sui diversi tipi di materiali, verranno acquisiti sistemi per testare le proprietà di barriera e la solubilità di CO2 ad alta pressione in materiali di interesse per aziende o centri di ricerca, oltre a strumentazioni per identificare eventuali alterazioni strutturali o chimiche indotte dal gas
  • di analisi del comportamento della CO2 nei sistemi di stoccaggio:
    • grazie all'implementazione di una nuova tecnica chiamata Fast-Field Cycling Nuclear Magnetic Resonance (FFC-NMR), il laboratorio del dipartimento acquisirà maggiori capacità di analisi delle interazioni tra i materiali porosi all'interno dei pozzi di stoccaggio e la CO2 che viene in essi immagazzinata.

Queste attività sono fondamentali perché contribuiscono alla nostra capacità di gestire e ridurre le emissioni di CO2 nell'atmosfera e a limitare l'impatto dei cambiamenti climatici.

Le diverse attività sperimentali verranno affiancate da una attività di modellazione sia chimico fisica che numerica grazie al cluster di calcolo messo a disposizione che  permetterà di aumentare le potenze di calcolo a disposizione dei ricercatori.

Scopri di più