- 15:00 - 17:00
- Online su Microsoft Teams e in presenza : Via Marsala 26, Bologna
- Società e cultura In italiano
Per partecipare
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Programma
L’intervento prende le mosse dalla critica alla “riduzione bayesiana” dei Large Language Models: l’idea, cioè, che la natura probabilistica del loro funzionamento basti a liquidarne qualsiasi rilevanza sul piano del senso. Incrociando Peirce, Bonfantini ed Eco, proporrò di leggere i LLM come finzioni operative che producono testi stocastici, ma immediatamente riassorbiti nella semiosi umana, entro codici ed enciclopedie storicamente situate. La tesi è che i LLM non siano soggetti abduttivi nel senso forte peirciano, ma che i loro testi, nell’uso, possano svolgere una funzione abduttiva operativa, perché agiscono come interpretanti, propongono ipotesi di senso e riorganizzano la plausibilità all’interno di un codice e di un’enciclopedia. Su questa base verranno rilette le “allucinazioni” come fallimenti modali e delineata l’esigenza di una governance semiotica degli output generati nei nostri regimi di credibilità.