Mostra Campus di calcio

10 aprile - 2 giugno 2026

Studenti del Bologna FC dall'Università alla Città

  • In presenza : Via Zamboni, 33, Bologna
  • Sport, Vita in Ateneo In italiano

Per partecipare

Ingresso libero

Programma

Venerdì 10 aprile 2026 alle ore 17, al piano terra di Palazzo Poggi, in via Zamboni 33, l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna inaugura la mostra “CAMPUS DI CALCIO. STUDENTI DEL BOLOGNA FC DALL’UNIVERSITÀ ALLA CITTÀ”, che rimarrà aperta al pubblico fino al 2 giugno 2026, visitabile gratuitamente tutti i giorni dalle 10 alle 18.

Promossa e curata dall’Archivio Storico dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, l’esposizione descrive il ruolo fondamentale degli studenti universitari nell’introduzione e nella diffusione del calcio a Bologna: dai primi incontri improvvisati fino alla fondazione e ai successi del Bologna FC. Un percorso che restituisce il legame profondo tra vita accademica e appartenenza cittadina. “Campus di calcio” è un invito a riscoprire una pagina significativa della storia bolognese, dove la passione sportiva nasce tra le aule universitarie di una comunità studentesca dinamica e culturalmente vivace e si diffonde nella città, contribuendo a costruirne l’identità collettiva. 

La mostra, articolata in pannelli con testi e immagini, espone le copie dei documenti provenienti dai Fascicoli degli studenti conservati nell’Archivio Storico dell’ateneo e dei materiali iconografici concessi dal Bologna FC 1909, dal Reale Collegio di Spagna e dalla Fondazione Carisbo. Un percorso che illustra le biografie di alcuni fra quei giovani studenti, provenienti da diverse realtà sociali e geografiche, uniti dalla passione per il nuovo gioco.

Tutto comincia nei primi anni del Novecento, quando in città si inizia a praticare un gioco ancora poco conosciuto. In questo contesto emerge la figura di Benito Álvarez Buylla y Lozana, studente del Reale Collegio di Spagna, chimico di formazione e autentico pioniere del calcio locale: è lui a procurare dall’Inghilterra uno dei primi palloni in cuoio, diventando per i contemporanei “l’uomo del pallone”. Altri protagonisti di questa stagione sono Antonio Bernabeu y Yeste, fratello di quel Santiago a cui è intitolato lo stadio del Real Madrid; Aldo Gradi, futuro notaio, pioniere nelle file della Società Sportiva Studentesca e fratello di Arrigo a cui si devono i colori rossoblù; Vittorio Puntoni, figlio dell’omonimo rettore e successivamente medico di fama; Emilio Sala Rosa, caduto per la patria durante la Grande Guerra; Giuseppe Della Valle, ingegnere, giocatore anche della Nazionale e terzo esponente di una dinastia di campioni - figure emblematiche di un calcio ancora in formazione, ma già capace di esprimere valori di talento, impegno e partecipazione.

Il percorso si sviluppa anche attraverso l'evoluzione dei luoghi del gioco: dal campo estemporaneo presso i Prati di Caprara ai primi impianti cittadini, fino alla realizzazione del Littoriale, oggi Stadio Renato Dall'Ara, simbolo della definitiva affermazione del calcio nella vita pubblica bolognese. Completa la mostra una selezione dei materiali tratti dal Fondo Umberto Costanzini conservato presso l’Archivio Storico dell’Università, che documenta la progettazione degli spazi sportivi cittadini e testimonia il legame tra sviluppo urbano e cultura sportiva.

“Campus di calcio” si propone come un viaggio nel tempo, un’occasione per riscoprire una pagina significativa della memoria cittadina, che narra di ragazzi, studenti universitari di diverse discipline e di varie provenienze, che con la loro energia hanno contribuito a trasformare un gioco d’importazione in un elemento identitario della comunità bolognese.

Partner

Bologna FC; Reale Collegio di Spagna; Comune di Bologna; Collezioni d’Arte e di Storia della Fondazione Carisbo