75779 - GEOFISICA APPLICATA ALL'ARCHEOLOGIA (1) (LM)

Scheda insegnamento

Anno Accademico 2019/2020

Conoscenze e abilità da conseguire

Al termine del corso lo studente acquisisce una conoscenza approfondita dei principali metodi di indagine geofisica per l'archeologia; conosce i principi generali dei diversi metodi di prospezione geofisica, le possibili applicazioni ed i risultati ottenibili; possiede una conoscenza di base delle tecniche di diagnostica archeologica e di remote sensing più utilizzate in ambito archeologico. In particolare, lo studente è in grado di: - progettare indagini del sottosuolo in differenti contesti archeologici; - orientarsi nella pianificazione di indagini geofisiche (in riferimento a obiettivi della ricerca, condizioni geologiche, morfologiche, logistiche ed economiche); - analizzare i dati sperimentali relativi ai metodi di indagine descritti nel corso; interpretare i dati ottenuti in rapporto alle finalità della ricerca archeologica.

Contenuti

Il corso si svolge secondo il seguente calendario:

- lunedì dalle 13 alle 15

- mercoledì dalle 13 alle 15

- giovedì dalle 11 alle 13

Il programma dell'insegnamento si articola in tre parti. La prima propedeutica e di introduzione alle tecniche geofisiche e, più in generale, alla diagnostica archeologica per immagini. La seconda di approfondimento teorico attraverso la presentazione e discussione critica di casi di studio. La terza di approfondimento pratico e tecnico, attraverso dimostrazioni pratiche che prevedono l'utilizzo della strumentazione esposta durante le lezioni frontali, nonché l'acquisizione, l'elaborazione e la rappresentazione di dati reali raccolti con diverse tecniche di indagine.

Prima parte: Introduzione alla diagnostica archeologica per immagini, con breve inquadramento delle principali tecniche del telerilevamento (immagini satellitari, LiDAR, fotografia aerea) utilizzate in archeologia. La geofisica applicata all'archeologia: storia e contenuti. Storia della disciplina e delle prime esperienze sul campo (scuole anglosassone, nord europea e italiana). Scala di analisi e contesto di studio. Geofisica e Landscape Archaeology. Archeologia Preventiva e indagini non invasive: definizione disciplinare; disamina approfondita della normativa italiana di riferimento; la valutazione in archeologia; esperienze estere; metodi, fonti e tecniche per l'archeologia preventiva sia di terra sia subacquea. Inquadramento di base sulle tecniche di prospezione geofisica (elettriche, magnetiche, radar, sismiche, gravimetriche) e approfondimento metodologico sui metodi di indagine più utilizzati nelle applicazioni archeologiche: magnetometria, georadar, resistività ERT (cenni teorici e case histories).

Seconda parte: Attraverso la presentazione di casi di studio e progetti di ricerca internazionali si affrontano e si approfondiscono alcuni temi chiave tra cui: Integrazione di diversi metodi di prospezione e di diagnostica archeologica. Remote sensing e geofisica estensiva. Problemi archeologici su larga, media e piccola scala. Indagini geofisiche a varia scala. Indagini topografiche estensive e di dettaglio. L'importanza del contesto di indagine e della sua conoscenza. L'apporto della geofisica e della diagnostica in genere per l'archeologia dei paesaggi e l'archeologia urbana. La lettura e l'interpretazione archeologica dei dati. Rappresentazione e gestione dei dati in ambiente GIS.

Terza parte: La strumentazione geofisica e il suo utilizzo pratico. Impiego di softwares dedicati all'elaborazione e rappresentazione 2D e 3D di dati geofisici. Esercitazioni pratiche su situazioni reali (campo sperimentale, sito archeologico). Lettura e interpretazione dei dati geofisici e della loro integrazione con altri dati da remote sensing (fotografia aerea, immagini da satellite, LiDAR).

Testi/Bibliografia

Oltre agli appunti personali delle lezioni, per l'esame viene richiesta la preparazione obbligatoria del seguente testo:

- E. Giorgi (a cura di), Groma 2. In profondità senza scavare. Metodologie di indagine non invasiva e diagnostica per l'archeologia, Bologna 2009 (limitatamente ai capitoli 5-6).

Inoltre, una lettura a scelta fra le seguenti:

- G. Leucci, Geofisica applicata all’archeologia e ai beni monumentali, Dario Flaccovio Editore, Palermo 2015.

- J. Gather, C. Gaffney, Revealing the buried past. Geophysics for archaeologists, Stroud 2003.

- A. Clark, Seeing beneath the soil. Prospecting methods in archaeology, London 1996.

Si suggeriscono anche i seguenti testi, opzionali e da utilizzare soprattutto da parte dei non frequentanti (che dovranno concordare con il docente un programma alternativo): S. Campana, S. Piro (eds.), Seeing the Unseen. Geophysics and landscape archaeology, London 2009; S. Campana, M. Forte (eds.), Remote Sensing in Archaeology. XI Ciclo di Lezioni sulla Ricerca applicata in Archeologia (Certosa di Pontignano 1999), Firenze 2001; C. Corsi, B. Slapsak, F. Vermeulen (eds.), Good Practice in Archaeological Diagnostics. Non-destructive approaches to complex archaeological sites, Cham: Springer International Publishing Switzerland, 2013; L.B. Conyers, D. Goodman, Ground Penetrating Radar. Un'introduzione per gli archeologi, Aracne editore 2012; M. Dabas, H. Delétang, A. Ferdière, C. Jung, W. Haio Zimmermann, La prospection, Paris 2006.

Per un approfondimento di temi generali: F. Boschi (ed.), Looking to the Future, Caring for the Past. Preventive Archaeology in theory and practice, Bologna 2016; F. Boschi, Tracce di una città sepolta. Aerofotografia e geofisica per l'archeologia di Classe e del suo territorio, Bologna 2012; P. Gull, Archeologia Preventiva. Il codice appalti e la gestione del rischio archeologico, Palermo 2015; M. Carver, Archaeological Investigation, Routledge 2009.

Metodi didattici

L'insegnamento è organizzato in lezioni frontali, e prevede parti seminariali di approfondimento sui principali temi indicati nel programma. La terza parte del corso prevede esercitazioni pratiche strumentali in aula e sul campo. Agli studenti interessati sarà possibile integrare l'insegnamento del corso con attività pratiche di laboratorio all'interno delle offerte formative proposte dal Dipartimento.

Modalità di verifica e valutazione dell'apprendimento

La verifica consiste in un esame orale, durante il quale saranno affrontati i diversi temi trattati a lezione. La prova mira a verificare la conoscenza degli argomenti trattati, ma anche la capacità di orientarsi in modo critico nell'utilizzo delle tecniche geofisiche e di indagine non invasiva in rapporto alle esigenze e alle specificità della ricerca archeologica.

Strumenti a supporto della didattica

Nel corso delle lezioni si farà uso di supporti visivi, in particolare di power point. Materiale didattico integrativo sarà inoltre regolarmente distribuito a lezione, per facilitare la comprensione dei concetti base e la consultazione della bibliografia suggerita.

Orario di ricevimento

Consulta il sito web di Federica Boschi