Tradimenti e oblii

Il progetto "Tradimenti e Oblii" nasce dalla precedente sperimentazione avviata nel 2022 dal titolo "Storie di verità e perdoni". È un progetto che propone percorsi tra letteratura, scrittura, mediazione e performance attraverso i quali riflettere e indagare la tematica del Tradimento, e dell’Oblio, nelle sue diverse sfaccettature, sia da parte di chi tradisce sia da parte di chi subisce un tradimento, e di come ognuno possa essere al contempo tradito e traditore a seconda delle situazioni emotive, relazionali, sociali in cui si trova in un dato momento della propria esistenza o anche solo della propria giornata.

A chi si rivolge il progetto e con chi è stato sviluppato

È rivolto a persone detenute presso la Casa Circondariale di Bologna con un fine pena piuttosto lungo, nell’ambito di un progetto sostenuto dal Comune di Bologna e realizzato da Teatro del Pratello, che ha coinvolto vari ospiti ed esperti fra i quali: il cardinale Matteo Zuppi, Federica Brunelli dell’associazione DIKE di Milano, Maria Rosa Mondini del CIMFM di Bologna per la parte sulla giustizia riparativa, alcuni docenti dell'Università di Bologna.

Cosa ci distingue

Il tema affrontato pone al centro le dimensioni complesse del tradimento e dell’oblio, entrambi i vocaboli rigorosamente coniugati al plurale perché tanti ed estremamente eterogenei sono i tradimenti nell’esperienza quotidiana dell’essere umano, così come molteplici sono le percezioni degli stessi – del loro dis valore, o talora del loro valore – nelle diverse epoche storiche ed in luoghi differenti. Ma anche l’oblio conosce molteplici forme e finalità: è pratica di omissione, talvolta nascondimento; è, più spesso, possibilità di sopravvivenza, negazione della realtà ma anche spazio creativo e rigenerativo.

Così si tradisce per un’infinità di motivi: si pensi ai più celebri e narrati tradimenti, quelli di Pietro o Giuda verso Gesù; è allora che tocchiamo con mano come il tradimento riveli non solo l’inconoscibilità dell’Altro ma, più spesso, la nostra stessa inconoscibilità. In altra prospettiva, il tradimento può acquisire significati positivi: è, ad esempio, atto di libertà, affermazione di autonomia contro le aspettative sociali; ma sempre è, sopra a tutto, gesto relazionale - anche quando sembri negare la relazione, offrendo l’occasione di ridefinire i ruoli sociali e il nostro posto all’interno della collettività.

Che cosa abbiamo fatto

Il progetto è durato circa 4 mesi e si è snodato lungo un percorso di una quindicina di incontri della durata di 3 ore ciascuno, venendo declinato con riguardo a 5 attività laboratoriali: scrittura creativa e lettura ad alta voce, lettura ed analisi di opere letterarie e cinematografiche, pratiche performative, percorsi di narrazione, mutuo riconoscimento e riparazione, incontri di scambio, lavoro e confronto con la comunità riparatoria. Tali attività di carattere eminentemente culturale non sono state finalizzate all’acquisizione di nozioni e concetti, o a soddisfare curiosità, bensì - avendo in comune l’approccio maieutico - esse sono state occasioni importanti per lavorare sul proprio sé e sulla dimensione relazionale praticando l'ascolto, il silenzio, il genuino riconoscimento dell'altro attraverso il valore attribuito alle parole e ai gesti.

Che cosa abbiamo ottenuto

Il gruppo è costituito in parte da persone detenute e in parte da studentesse e studenti dell'Università di Bologna, che hanno manifestato il loro interesse e la loro disponibilità a far parte del progetto. È stata questa un'intuizione particolarmente feconda, ricca e produttiva, che ha permesso la rottura degli schemi acquisiti, dando vita a dinamiche di gruppo e relazionali assolutamente inedite, di supporto e valorizzazione reciproci, creando legami, stemperando possibili malintesi ed occasioni di conflitto, lavorando insieme. In questo modo ci ha permesso di osservare tangibilmente all’opera, e di partecipare, a quella comunità riparatoria che poggia su un’ipotesi culturale ancor prima che giuridica.

Chi sono le persone Unibo coinvolte

Prof.ssa Susanna Vezzadini - Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali (SPS)

Prof.ssa Rita Monticelli - Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Moderne (LILEC)

Prof. Filippo Milani - Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica (FICLIT) 

Materiali o risorse online 

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