A chi si rivolge il progetto e con chi è stato sviluppato
Il progetto si rivolge ai detenuti della Casa Circondariale di Bologna "Rocco D'Amato", a studenti e studentesse dell'Università di Bologna, a cittadine e cittadini, nonché a studenti e docenti delle scuole secondarie di secondo grado e ai frequentatori degli spazi culturali della città. L'iniziativa, sviluppata a partire dal 2024, è promossa dal Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica dell'Università di Bologna, con il coinvolgimento del Dipartimento di Scienze Giuridiche, ed è sviluppata in collaborazione con la Casa Circondariale di Bologna "Rocco D'Amato", la Biblioteca comunale Sala Borsa e la libreria indipendente La Confraternita dell'Uva.
Cosa ci distingue
Il progetto si distingue per il suo modello di public engagement che costruisce un ponte tra carcere e città attraverso la lettura condivisa. Dal 2018, una volta al mese detenuti, studenti universitari, docenti e cittadini leggono lo stesso libro e si incontrano per discuterne insieme, alternando incontri all'interno della Casa Circondariale e momenti pubblici negli spazi culturali cittadini. Questo approccio favorisce il dialogo tra persone che raramente hanno occasioni di confronto, contribuendo a contrastare stereotipi e isolamento sociale e valorizzando la lettura come strumento di inclusione, partecipazione e crescita culturale. La settima edizione rafforza inoltre la rete di collaborazione tra Università, istituzioni culturali e realtà carceraria, sperimentando nuove modalità di diffusione, tra cui incontri con autori, attività nelle scuole e la realizzazione di un podcast.
Che cosa abbiamo fatto
Nel corso della settima edizione (2024–2025) sono stati organizzati incontri mensili di lettura condivisa all'interno della Casa Circondariale e in diversi luoghi della città, coinvolgendo detenuti, studenti universitari e cittadinanza. Il programma è stato arricchito da incontri pubblici con autori, momenti di approfondimento aperti alla città e attività rivolte alle scuole secondarie, con l'obiettivo di ampliare il dialogo sui temi della lettura, della detenzione e dell'inclusione sociale. È stato inoltre realizzato il podcast Fuori formato, dedicato a raccogliere e diffondere le esperienze e le riflessioni nate all'interno del Circolo dei lettori della Dozza.
Che cosa abbiamo ottenuto: "La lettura come ponte tra carcere e città"
Attraverso le attività realizzate, il progetto ha rafforzato il dialogo tra la realtà carceraria e la comunità cittadina, creando occasioni strutturate di incontro e confronto tra persone con esperienze di vita differenti. Ha contribuito a promuovere una maggiore consapevolezza sui temi della detenzione, della giustizia e dell'inclusione sociale, coinvolgendo un pubblico ampio e diversificato, con particolare attenzione alle giovani generazioni. La settima edizione ha inoltre consolidato una rete stabile di collaborazione tra Università, istituzioni culturali e Casa Circondariale, rafforzando l'impatto del progetto sul territorio e favorendo la continuità delle attività di public engagement.
Chi sono le persone Unibo coinvolte
Prof. Giacomo Ventura (coordinatore scientifico) - Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica (FICLIT)
Materiali o risorse online
Finanziamento
Il progetto è stato finanziato con i fondi dell’Università di Bologna attraverso il Bando Public Engagement 2024, dedicato allo sviluppo, consolidamento e promozione di iniziative ed attività di Public Engagement.