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RicERCatori in evidenza - POPCLIMA: come i cambiamenti climatici cambieranno la popolazione umana

Il progetto POPCLIMA (Population Dynamics under Global Climate Change) studia l’impatto del cambiamento climatico sulle dinamiche della popolazione umana.

Gli ultimi due secoli hanno testimoniato una rapida crescita della popolazione umana, che secondo le stime più recenti dell’Organizzazione delle Nazioni Unite potrebbe raggiungere gli undici miliardi entro il 2100.
Queste proiezioni non tengono in considerazione, o lo fanno solo in parte, i cambiamenti sempre più profondi che la nostra specie sta determinando sul pianeta, primo tra tutti il cambiamento climatico. Ma quali saranno a loro volta gli effetti del riscaldamento globale sulla crescita demografica e sugli equilibri geopolitici del pianeta? Scopriamolo con Raya Muttarak, docente del Dipartimento di Scienze Statistiche “Paolo Fortunati” e principal investigator del progetto europeo POPCLIMA.

Professoressa Raya MuttarakQuali sono i contenuti e gli obiettivi del progetto POPCLIMA?  

POPCLIMA (Population Dynamics under Global Climate Change), finanziato dall’European Research Council, studia per la prima volta in modo approfondito l’impatto del cambiamento climatico sulle dinamiche della popolazione umana. Un primo importante obiettivo è determinare di quanto e attraverso quali meccanismi il clima che cambia potrà influenzare la fertilità, la mortalità e le migrazioni dei popoli.

Sarà anche importante esaminare se si avrà un impatto diverso su popolazioni diverse, ed essere in grado di prevedere le future dinamiche demografiche in uno scenario di cambiamento climatico.

Quali sono gli elementi che rendono questa ricerca innovativa nei contenuti e nel metodo?

Gli studi finora compiuti si concentrano o sugli effetti dell’aumento della popolazione umana sul clima o sull’individuazione delle popolazioni più esposte ai pericoli derivanti dai cambiamenti climatici. Le conoscenze su come il clima influenzerà i cambiamenti demografici sono invece scarse, al punto che non è neanche del tutto chiaro se i cambiamenti nel clima aumenteranno o diminuiranno ad esempio la fertilità e la mortalità umana. Il progetto è estremamente attuale, in quanto gli effetti dei cambiamenti climatici sono già sotto gli occhi di tutti. Particolarmente innovativo è l’approccio sperimentale, che interseca dati climatici, demografici e socioeconomici provenienti da fonti diverse (social media e questionari), usa modelli matematici per individuare relazioni di causalità e l’intelligenza artificiale per gestire l’ampio campione di dati raccolti.

Quali sono a suo avviso i benefici per la società?

Se il clima che cambia influenza fertilità, mortalità e migrazioni umane, le proiezioni demografiche dovranno essere modificate. Il progetto POPCLIMA risponde quindi ad un bisogno urgente, in quanto le corrette previsioni sulla popolazione condizionano a loro volta scelte politiche ed economiche cruciali a livello planetario.

Quando è partito il progetto POPCLIMA e quanto durerà? Quali risultati ha ottenuto finora?

Ho vinto il finanziamento ERC consolidator nel dicembre 2020, ma il progetto è partito nel gennaio 2022, in ritardo a causa della pandemia e del mio contemporaneo trasferimento a Bologna. La durata del finanziamento è di cinque anni e finora abbiamo analizzato l’impatto dei cambiamenti climatici sulle migrazioni interne, con dati preliminari che mostrano un aumento delle migrazioni all’interno di Africa, Asia pacifica e Nord America.

Quando ha avuto notizia della vincita del premio ERC, come si è sentita? Cosa significa questo riconoscimento per il suo percorso di ricerca?

La vincita del premio ERC ha cambiato in modo positivo la mia vita personale e la mia carriera, dandomi la possibilità di costruire un valido gruppo di ricerca in un ambiente interdisciplinare e accogliente, in una bellissima città. È per me il primo passo verso un team efficace nella ricerca su popolazioni, sostenibilità e resilienza, proiettato nel futuro ed in grado di crescere anche al termine del finanziamento ERC.

Lei è arrivata recentemente all’Università di Bologna, come mai ha scelto di muoversi presso l’Alma Mater?

L’Alma Mater offre un ambiente attraente e competitivo per i vincitori dei finanziamenti ERC. All’onore di lavorare nella più antica Università al mondo si aggiunge la collaborazione con il collega Nicola Barban che lavora come me presso il Dipartimento di Scienze Statistiche e ha vinto un finanziamento ERC nel 2019 per il progetto GENPOP. Insieme contiamo di utilizzare i fondi disponibili per espandere il campo della ricerca demografica in Italia, rafforzando la reputazione a livello internazionale, grazie alla ricerca di eccellenza svolta insieme ai colleghi di UNIBO e ai giovani ricercatori dei nostri gruppi.

 

RicERCatori in evidenza è la rubrica dedicata alle ricerche di frontiera dell’Università di Bologna finanziate dall'European Reasearch Council-ERC e ai suoi protagonisti.

Pubblicato il: 13 dicembre 2022