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RicERCatori in evidenza - La App per trovare le parole giuste

È possibile studiare il legame tra la concretezza e la specificità delle parole e l’efficacia di un testo con un semplice gioco? Certo che sì! Ce lo racconta Marianna Bolognesi, docente del Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture moderne dell’Università di Bologna, che con il progetto ABSTRACTION ha vinto quest’anno un finanziamento starting dell’European Research Council (ERC).

Professoressa Marianna BolognesiChe cos’è ABSTRACTION? A quale sfida vuole rispondere? 

Quando leggiamo un articolo di giornale, un libro, un manuale di istruzioni ci aspettiamo che le parole siano comprensibili e abbiano per noi un significato, altrimenti ci distraiamo e non capiamo.  Testi di tipo diverso e anche tipi di lettori differenti, per ognuno dei quali sono necessarie le parole più adatte. Il progetto ABSTRACTION (Abstraction. Unlocking meaning from experience, through language) vuole mostrare come la concretezza e la specificità delle parole influiscano sulla qualità di un testo, e nella sua percezione da parte del lettore.

In che modo le parole saranno individuate per determinare l’efficacia di un testo scritto o di una metafora?

Cercheremo le risposte con un approccio su larga scala, raccogliendo una grande quantità di dati linguistici sia in italiano che in inglese. La lingua è ricca di parole con caratteristiche diverse. Alcune sono molto concrete (esempio: cane, pera) e altre molto astratte (arte, gioia). Ci sono poi parole specifiche (pera Williams, pastore tedesco) e altre generiche (cosa, oggetto, emozione). 

Quali sono gli elementi che rendono questa ricerca innovativa nei contenuti e nel metodo? 

L’elemento più innovativo della ricerca è la raccolta dei dati mediante “gamification”cioè attraverso un gioco che verrà sviluppato con una app, simile a Scarabeo o Wordle. Chi gioca svilupperà competenze lessicali e al tempo stesso ci aiuterà a raccogliere dati sulla specificità delle parole, divertendosi. I dati sulla concretezza delle parole nella nostra lingua esistono già, mentre non è così per la specificità delle parole, né conosciamo a fondo come questa cambi ad esempio tra bambini ed adulti.

Quali sono a suo avviso i benefici o gli impatti sulla società della sua ricerca?

Le parole giuste per concretezza e specificità cambiano in base al contesto comunicativo e al tipo di pubblico. Questa ricerca ci aiuterà a capire come scegliere le parole adatte a ciascun pubblico, se vogliamo essere efficaci nella comunicazione. I nostri risultati potranno anche essere usati per sviluppare software di supporto a insegnanti, accademici o giornalisti nella preparazione di testi efficaci.

Ci può fare qualche esempio?

Per spiegare il Covid ai bambini diremo che è “come un piccolissimo insetto a forma di pallina con delle punte intorno, che entra nel naso e nella bocca e fa venire la febbre”, ma non potremo parlare di “glicoproteine” e “infezioni respiratorie”. Se un testo non è adatto, le risposte di chi legge sono distrazione e frustrazione.

Come si è sentita all’annuncio di questo premio? Cosa significa per il suo percorso di ricerca? 

Aver vinto il progetto è stata una grande soddisfazione. Sono rientrata a Bologna nel 2019 dopo quattro anni all’estero con un gruppo di collaboratrici e collaboratori di varie nazionalità. La pandemia ha lasciato poco spazio per nuove interazioni e per collaborazioni scientifiche. Con questo progetto posso presentarmi con un ottimo biglietto da visita ai colleghi e colleghe dell’ateneo: “Piacere, Marianna Bolognesi, ERC”. Spero così di sviluppare un network di collaborazioni con vari dipartimenti come Informatica, Lettere, Psicologia e di contribuire ad arricchire e rinforzare la comunità di linguisti dell’Università di Bologna.

Pubblicato il: 07 settembre 2022