Bilancio di Genere 2017

Con soddisfazione presento alla nostra intera Comunità, docenti, personale tecnico-amministrativo, ma anche e soprattutto all’intera comunità studentesca, la terza edizione del Bilancio di Genere del nostro Ateneo. Un ringraziamento iniziale e doveroso va al Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni nel lavoro, Comitato che ringrazio nella figura della sua Presidente, Professoressa Benedetta Siboni, e di tutte/i le/i suoi componenti, ma anche al Comitato operativo, che da tempo lavora fattivamente affinché questo documento sia ogni anno più completo e rilevante.

Ho riflettuto a lungo prima di scrivere che presento questo Bilancio con soddisfazione, perché in effetti il quadro che lo stesso delinea non consente di dirci soddisfatti: troppe sono ancora le differenze che, dati alla mano, siamo costretti a constatare, così come troppo moderato il cambiamento che dalla lettura di questo documento possiamo desumere. Cionondimeno posso dirmi soddisfatto, e in particolar modo posso felicitarmi con l’intera comunità Unibo per il crescente interesse che manifesta alle tematiche di genere e per la passione che dimostra nell’ideare concretamente iniziative, momenti di condivisione attorno a tale tema che rimane altrove, troppo spesso, un argomento astratto quando non addirittura strumentale.

Da questo punto di vista intendo rinnovare l’auspicio che si sviluppino sempre più, nella nostra realtà, iniziative trasversali, che coinvolgano nella discussione critica docenti, personale e studenti/esse di tutte le aree: è tempo che nessuno si senta escluso da una questione così importante, con ricadute molto più diffuse di quanto si possa immaginare.

Nel dare concretezza a una sensibilità che da molto tempo la contraddistingue, la nostra comunità ha dimostrato di capire, in anticipo rispetto ad altre istituzioni, che le disuguaglianze di genere hanno un “costo” molto alto, che rallenta lo sviluppo e la positiva trasformazione della società all’interno della quale e per la quale siamo chiamati a lavorare. Li rallentano perché le differenze di genere poggiano spesso su pregiudizi gravi ma inconsapevoli, perché tendono a ostacolare l’emergere di stili lavorativi diversi e vincenti, perché lo sviluppo dell’occupazione femminile, è provato, è uno dei principali motori di crescita anche economica. Dobbiamo allora analizzare con grande attenzione i dati ordinati in base al nuovo “UGII - University Gender Inequality Index”, utilizzato per la prima volta in questo Bilancio, che esprimono, attraverso un unico valore, la distanza che si frappone fra la situazione di genere rilevata nell’Alma Mater e la situazione di perfetta parità.

Nella nostra realtà, dobbiamo continuare a promuovere azioni di sensibilizzazione e di empowerment affinché si riducano le differenze di genere degli/delle iscritti/e in particolare nelle aree STEM da un lato, e in certe aree delle scienze umanistiche dall’altro.

Inoltre dobbiamo essere consapevoli che il reclutamento di oggi nell’Università può cambiare qualcosa del mondo che consegneremo alle future generazioni e molto della loro realtà professionale di domani.
 

Francesco Ubertini
Magnifico Rettore