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Sede didattica
Campus Ravenna
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Lingua
Italiano
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Classe di corso
LM-2 R - ARCHEOLOGIA
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Tipo di accesso
Libero
Perché questo corso
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Acquisirai una preparazione teorica e operativa, grazie a scavi e laboratori, in Archeologia, Archeologia marittima e subacquea e in Bioarcheologia.
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Parteciperai a scavi terrestri e/o subacquei e sperimenterai la ricerca antropologica, diagnostica e bioarcheologica in laboratori d’eccellenza.
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Otterrai competenze tecnologiche e abilità nella comunicazione della ricerca interdisciplinare, indispensabili per distinguerti professionalmente.
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Troverai insegnamenti, teorici e pratici, originali e innovativi nel campo dell’archeologia ambientale e della conservazione preventiva.
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Imparerai a utilizzare strumentazioni sofisticate all’avanguardia collaborando a progetti di eccellenza gestiti da ben 15 laboratori specialistici.
Profili professionali
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Funzione in un contesto di lavoro
La figura dell’archeologo rientra fra i profili dei Professionisti per i Beni Culturali riconosciuti dal MIC, come "professioni non regolamentate", vale a dire come professioni che possono essere esercitate senza l’iscrizione a un Ordine o un Albo. Tuttavia, gli archeologi possono entrare negli elenchi professionali ministeriali secondo quanto stabilito dall’articolo 9 bis del Codice dei beni culturali e del paesaggio (Dlgs 42/2004). Funzioni L’archeologo e l’archeologo navale e subacqueo si occupano di: • identificare, documentare, studiare, valorizzare e salvaguardare siti, contesti, materiali mobili e immobili che possano annoverarsi fra i beni di interesse archeologico, in ambiente terrestre e/o subacqueo; • organizzare e coordinare, in collaborazione con altre figure professionali, attività connesse alla pianificazione paesaggistica e alla programmazione di interventi urbanistici o di urgenza; • contribuire alle perizie e alle procedure di autenticazione di materiali archeologici in ambito forense, identificando le strategie diagnostiche opportune e i laboratori competenti e rilasciare consulenze su siti e contesti archeologici terrestri e sommersi; • svolgere ruoli di curatela e/o direzione di enti museali, aree e parchi archeologici terrestri e marittimi e curare collezioni ed esposizioni di beni archeologici; • condurre attività di ricerca e comunicazione archeologica di taglio scientifico e divulgativo; • progettare attività di formazione e sensibilizzazione al rispetto e alla tutela del patrimonio archeologico in luoghi della cultura e nell’ambito dei ruoli previsti dalle amministrazioni locali per la promozione del territorio. Competenze L’archeologo è in grado di: • analizzare e interpretare i processi di formazione dei depositi archeologici, avendo acquisito una formazione completa dal punto di vista storico e sviluppato competenze tecniche e metodologiche di tipo teorico e pratico; • l’archeologo subacqueo è in grado di trasferire a contesti sommersi le competenze teoriche e pratiche necessarie allo svolgimento dello scavo stratigrafico e di documentare i contesti mediante l’applicazione di metodologie ad hoc; • condurre ricerche approfondite sui dati raccolti selezionando tutte le fonti di conoscenza disponibili per fornire un inquadramento culturale, cronologico, tipologico e funzionale a contesti e materiali mobili e immobili e valutarne la rilevanza anche a fini conservativi e di pubblica fruizione; • progettare, dirigere, coordinare, monitorare e collaudare interventi di conservazione, manutenzione, restauro, protezione, trasferimento e movimentazione di beni archeologici mobili, ricorrendo a specifiche cautele e strategie di primo intervento per quanto concerne la protezione dei rinvenimenti in acqua e la loro estrazione e custodia prima del restauro; • svolgere attività ispettive e di vigilanza sui beni, contesti monumenti e siti archeologici e tutelarne la valenza culturale nella progettazione paesaggistica; • comunicare i risultati della ricerca archeologica adattandosi ai differenti interlocutori, anche grazie alla capacità di gestire strumenti informatici e tecnologici adeguati a esigenze comunicative o di contesto diverse; • collaborare con organizzazioni nazionali e internazionali volte alla cooperazione o alla consulenza nella salvaguardia del patrimonio archeologico, anche per incentivare e promuovere forme di turismo sostenibile.
Sbocchi occupazionali
• Istituzioni ed enti pubblici: Università, Soprintendenze, Musei, Istituti di ricerca, Aree e Parchi archeologici, Parchi archeologici e naturalistici, Uffici territoriali nel settore dei beni culturali, Amministrazioni comunali, Tribunali. • come libero professionista o dipendente l’archeologo può operare nel privato e nel terzo settore: in fondazioni, imprese/società e cooperative archeologiche specializzate che collaborano con gli enti di tutela per interventi archeologici in contesti terrestri e/o sommersi; operatori turistici specializzati nell’organizzazione di itinerari di viaggio a tema archeologico, case editrici. • Ambito internazionale: musei, centri di ricerca, progetti espositivi o digitali, ambiti professionali definiti secondo le linee dell’ESDP (European Scientific Diving Panel, Marine Board della European Science Foundation). Lo sbocco occupazionale nell’ambito delle Soprintendenze e negli enti del MIC in ruoli dirigenziali (Funzionario archeologo; funzionario archeologo subacqueo) è possibile dopo il conseguimento del titolo di Specializzazione in Beni archeologici e/o del Dottorato di Ricerca in Archeologia. Lo sbocco occupazionale nell’ambito dell’insegnamento nelle scuole secondarie è possibile nel rispetto dei requisiti previsti dalla normativa. - Soprintendenze; - Musei; - Parchi archeologici; - Pinacoteche e Gallerie d’arte; - Società/imprese/cooperative specializzate in consulenza e servizi che collaborano con enti pubblici; - Case editrici; - Fondazioni ONLUS e private.
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Funzione in un contesto di lavoro
La figura dell’antropologo fisico rientra fra i profili dei Professionisti per i Beni Culturali riconosciuti dal MIC, come "professioni non regolamentate", vale a dire come professioni che possono essere esercitate senza l’iscrizione a un Ordine o un Albo. Tuttavia, gli antropologi fisici possono entrare negli elenchi professionali ministeriali secondo quanto stabilito dall’articolo 9 bis del Codice dei beni culturali e del paesaggio (Dlgs 42/2004). Funzione L'antropologo fisico si occupa di: • identificare, studiare, documentare, gestire, valorizzare e salvaguardare tutto ciò che si può ascrivere alla classe dei beni antropologici e paleo-antropologici; • svolgere ricerche sull’essere umano dal punto di vista biologico ed evolutivo grazie allo studio di rinvenimenti fossili o resti scheletrici umani da scavo e/o collezione; • affrontare indagini di bioarcheologia, nei suoi aspetti osteologici, paleodemografici molecolari e di antropologia forense mediante l’identificazione di resti umani in ambito giudiziario; • studiare l’evoluzione delle culture e le diverse strategie di sussistenza delle popolazioni umane; • dirigere musei e luoghi della cultura e curare collezioni e mostre di interesse antropologico, paleoantropologico ed etnografico; • svolgere attività di pubblicazione scientifica e divulgativa, alta formazione, didattica e educazione nel campo dell'antropologia, della paleoantropologia e delle discipline affini e collegate. Competenze L’antropologo fisico è in grado di: • ricostruire la storia del popolamento umano attraverso lo studio di marcatori bioantropologici e molecolari; • affrontare e padroneggiare il tema della biodiversità delle popolazioni umane in rapporto ai processi di adattamento e quello della biologia umana anche al fine di comprendere la differente reazione delle popolazioni umane dinanzi alle patologie; • identificare, analizzare e classificare resti scheletrici anche con l’ausilio di strumenti digitali; • valutare le caratteristiche antropometriche e della composizione corporea e comprenderne la relazione con l’attività motoria e il ciclo della vita.
Sbocchi occupazionali
• Istituzioni ed enti pubblici: Università, Soprintendenze, Musei, Istituti di ricerca, Tribunali. • Ambito internazionale: musei, centri di ricerca, progetti espositivi o digitali che curino aspetti di interesse antropologico, paleoantropologico ed etnografico. Lo sbocco occupazionale nell’ambito delle Soprintendenze e negli enti del MIC in ruoli dirigenziali (Funzionario antropologo) è possibile dopo il conseguimento del Dottorato di Ricerca in Antropologia.
Cosa studierai
Oltre alle discipline storico-filologiche, frequenterai insegnamenti che vanno dal Paleolitico al Medioevo, dall’America all’Asia orientale. Potrai cimentarti in campagne di scavo archeologico terrestre e subacqueo e/o nello studio osteoarcheologico, bioarcheologico, molecolare e diagnostico in laboratorio. Acquisirai competenze e abilità tecnologiche essenziali nel mondo del lavoro.
Esperienze all'estero
Parteciperai a campagne di scavo terrestri e subacquee e a spedizioni antropologiche in Europa, Asia e America latina. Entrerai in contatto con molteplici progetti di scambio didattico e, grazie agli accordi stipulati con partners internazionali, potrai svolgere esperienze di tirocinio, anche per tesi all’estero, presso prestigiose istituzioni partner di progetti di ricerca.
Quando potrai incontrare il corso
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