Interdizione anticipata

Durante la gravidanza si possono concretizzare tre ipotesi:

  • di complicanze della gestazione o di persistenti forme morbose che si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza;
  • di condizioni (di lavoro o ambientali) ritenute pregiudizievoli alla salute della donna e del bambino;
  • di impossibilità di spostare il medico in formazione ad altre attività formative (artt. 7 e 12 del D.Lgs. 151/2001).

In tutti questi casi, si rende necessario attivare un percorso presso gli organi legislativamente individuati (Direzione territoriale del lavoro o ASL – ai sensi dell'art. 15 D.L. 5/2012 convertivo in L. 35/2012) in modo che, al termine dei relativi accertamenti, se ritenuto opportuno, venga disposta un'interdizione anticipata rispetto al normale periodo di astensione obbligatoria (due mesi prima del parto, salvo applicazione della flessibilità, e tre/sette mesi dopo). Per maggiori dettagli leggi le Linee Guida per la tutela della maternità.