Congedo di maternità e flessibilità

(astensione obbligatoria)

Congedo di maternità

Il periodo di congedo di maternità intercorre dai due mesi antecedenti la data presunta del parto fino a tre mesi dopo il parto (2+3).

Avvenuto il parto, l'interessata deve presentare all'Ufficio Scuole di Specializzazione Mediche, entro 30 giorni, un'autocertificazione attestante la nascita del figlio.

Se il parto avviene dopo tale data, l’astensione obbligatoria copre comunque anche il periodo intercorrente tra la data presunta e la data effettiva del parto.

Nel caso di parto prematuro (ossia in data anticipata rispetto a quella presunta, risultante dal certificato medico di gravidanza), la madre usufruirà comunque dei giorni intercorrenti tra la data effettiva e la data presunta del parto.

In caso di ricovero del neonato in una struttura pubblica o privata, la madre ha diritto di chiedere la sospensione del congedo di maternità per il periodo di cui all'articolo 16, comma 1, lettere c) e d), e di godere del congedo, in tutto o in parte, dalla data di dimissione del bambino. Questo diritto può essere esercitato una sola volta per ogni figlio ed è subordinato alla produzione di attestazione medica che dichiari la compatibilità dello stato di salute della donna con la ripresa dell'attività lavorativa.

 

Flessibilità dell'astensione obbligatoria

La specializzanda può chiedere di astenersi dalla formazione a partire dal mese precedente la data presunta del parto e nei quattro mesi successivi al parto (1+4).

La richiesta di flessibilità va presentata al'Ufficio Scuole di Specializzazione Mediche entro e non oltre il 7° mese di gravidanza.

Questa possibilità è condizionata all'attestazione che tale opzione non arrechi pregiudizio alla salute della gestante e del nascituro, effettuata dal medico specialista del SSN o con esso convenzionato e dal Medico del Lavoro. La specializzanda deve rivolgersi alla Medicina del Lavoro dell'Azienda sanitaria in cui si trova.

Si precisa che:

  • il periodo di flessibilità dell'astensione obbligatoria può andare da un minimo di un giorno ad un massimo di un mese;
  • il periodo di flessibilità può essere successivamente ridotto o su istanza della lavoratrice o per fatti sopravvenuti, fra cui rientra l'insorgere di una malattia.