Umberto Eco

Umberto Eco (1932-2016), semiologo, filosofo, esperto di mass media, narratore, è stato docente dell’Alma Mater e professore emerito. Ha ricevuto il Sigillum Magnum, massima onorificenza dell’Ateneo.

Nato ad Alessandria il 5 gennaio 1932, Umberto Eco ha studiato all’Università di Torino con Luigi Pareyson, laureandosi nel 1954 con una tesi sull’estetica di Tommaso d’Aquino, pubblicata poi nel 1956. Gli studi di estetica e filosofia medievale non esaurivano certo la molteplicità dei suoi interessi in campo culturale, che lo avevano portato a contatto con le avanguardie artistiche (in ambito musicale, letterario e pittorico) e con le novità della comunicazione di massa. I suoi primi studi, dopo la pubblicazione della tesi e di un volume sullo sviluppo dell’estetica medievale, sono dedicati infatti all’analisi di fenomeni della società di massa e dello sperimentalismo musicale e letterario: tra i più celebri sono “Fenomenologia di Mike Bongiorno” (1961, poi in Diario minimo, 1963) e Opera aperta (1962).

Il lavoro in RAI e poi nella casa editrice Bompiani, assieme alla partecipazione alla fondazione del Gruppo 63, e ai primi incarichi didattici presso la Facoltà di Architettura di Firenze gli danno un punto di vista privilegiato sulla società e sulla cultura di massa (Apocalittici e integrati, 1964), consentendogli di sviluppare in embrione un approccio di tipo semiologico al loro studio: La struttura assente (1968) ne è il primo frutto che rappresenta anche una presa di distanza da alcuni eccessi dello strutturalismo. L’interesse per la semiotica si approfondisce negli anni ’70 e conduce alla pubblicazione del Trattato di semiotica generale (1975), che compone in una sintesi teorica originale delle diverse fonti di ispirazione provenienti dall’ambito linguistico (F. de Saussure e L. Hjelmslev) e da quello filosofico (Ch.S. Peirce) e propone, in uno scenario accademico-culturale divenuto per lui ormai mondiale, una nuova disciplina.

La riflessione sui sistemi e i processi di significazione è proseguita con numerose altre opere (Lector in fabula, 1979; Semiotica e filosofia del linguaggio, 1984; I limiti dell’interpretazione, 1990; Kant e l’ornitorinco, 1997), grazie alle quali Eco ha dialogato con numerose altre discipline e approcci (dalla narratologia alla filosofia analitica, dal decostruzionismo al cognitivismo) e che si sono intrecciate con la produzione letteraria, inaugurata da Il nome della rosa (1980) e proseguita con Il pendolo di Foucault (1988), L’isola del giorno prima (1994), Baudolino (2000), La misteriosa fiamma della regina Loana (2004), Il cimitero di Praga (2010) e Numero zero (2015).

Dal 1975 Umberto Eco è stato professore ordinario di Semiotica generale presso l’Università di Bologna. Il suo contributo allo sviluppo dell’Alma Mater è stato fondamentale: dopo aver contribuito alla fondazione del primo corso di Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo (DAMS) in Italia all’inizio degli anni ’70, ha fondato il corso di laurea in Scienze della Comunicazione (1992) che ha diretto personalmente nei suoi primi anni di vita. Nel 1990 ha fondato inoltre al Scuola Superiore di Studi Umanistici dell’Università di Bologna che ha presieduto fino alla morte.

E’ stato nominato professore emerito dal 2008 e il 19 giugno 2015 ha ricevuto il Sigillum Magnum d’oro di Ateneo, massima onorificenza accademica conferita dall’Università di Bologna.

Il 20 marzo 2016 è stata intitolata a Umberto Eco la Piazza Coperta della Biblioteca Salaborsa di Bologna.