Piano Energetico d'Ateneo

Il Piano Energetico d’Ateneo – il primo nella storia dell’Alma Mater – nasce all’incrocio di plurime dimensioni che ci caratterizzano come grande Ateneo pubblico, custode di saperi e di valori. Innanzitutto, il nostro senso di responsabilità sociale, che ci impone non solo di avere a cuore il bene comune nella vita quotidiana della nostra istituzione, ma anche di essere esemplari verso l’esterno, contribuendo – con il nostro comportamento – a orientare il comportamento collettivo. In secondo luogo, le nostre competenze tecniche e scientifiche, che ci consentono di elaborare e applicare soluzioni inedite di fronte a problemi inediti. In terzo luogo, il nostro dovere di pensare all’Alma Mater – la cui storia secolare ci precede e ci seguirà – in una prospettiva di lunga durata, che vada ben oltre le attività di un singolo periodo o di una singola governance.      

Il problema energetico è uno dei più complessi e urgenti che l'umanità si trovi oggi ad affrontare. Non assumere questa consapevolezza, e non agire di conseguenza, sarebbe miope sotto il profilo scientifico e colpevole sotto il profilo etico. La crisi climatica, l'inquinamento, il degrado ambientale, la perdita di biodiversità, anche le disuguaglianze e le guerre sono, direttamente o indirettamente, conseguenze del nostro comportamento energetico.

Le attività didattiche, scientifiche e amministrative del nostro Ateneo si svolgono su una superficie che supera il milione di metri quadrati. L’energia necessaria ad alimentarle è in continua crescita in termini assoluti ed è un segnale indiretto della crescita e del successo dell’Alma Mater. Ma questo aumento richiede una gestione dell’energia sempre più informata, consapevole e responsabile, al fine di controllare e moderare non solo la spesa, ma anche le emissioni di gas climalteranti.

Il Piano Energetico dell’Università di Bologna è il documento con cui la nostra Università definisce le strategie di intervento per promuovere un uso efficiente dell’energia e incrementare la sostenibilità sociale, economica e ambientale delle nostre attività. Qui la nostra comunità può trovare innanzitutto una descrizione della situazione attuale, che mostra un Ateneo ancora legato all’uso dei combustibili fossili (in particolare gas naturale), di energia termica prodotta da reti di riscaldamento urbano e di energia elettrica prelevata dalla rete, con una limitata quota di autoproduzione da fotovoltaico (3% nel 2022).

A partire dallo status quo, il Piano Energetico delinea una serie di scenari che prefigurano l’evoluzione dei consumi energetici nel breve e medio periodo, e indica le direzioni nelle quali la nostra Università dovrà muoversi in futuro, perseguendo la riduzione delle emissioni di gas, l’aumento del ricorso a fonti rinnovabili, l’aumento dell’efficienza energetica.

Seguendo le indicazioni del Green Deal europeo e del programma “Fit for 55%”, il Piano Energetico individua gli interventi da realizzare nell’immediato futuro. Tra questi l’installazione di nuovi impianti fotovoltaici per arrivare ad autoprodurre, entro il 2030, circa il 17% dell’energia elettrica consumata; un piano di relamping che incrementerà l’efficienza dei sistemi di illuminazione negli edifici dell’Ateneo; la realizzazione di un sistema di telecontrollo dell’intero parco degli impianti termici; l’eliminazione delle ultime centrali termiche alimentate a gasolio e a olio combustibile.

Infine, il Piano Energetico, nel dichiarare la volontà di perseguire una precisa politica di efficientamento energetico nel breve e medio periodo, vuole stimolare nuove sinergie con gli Enti pubblici del territorio e coinvolgere attori privati nel co-finanziamento dei singoli interventi. Con ciò l’Università intende proporsi a tutta la società circostante come un “laboratorio aperto” per la sperimentazione di nuovi sistemi, ma anche per attività di sensibilizzazione in tema di energia e ambiente.

Tuttavia, perché il Piano Energetico possa concretizzarsi, oltre agli interventi tecnici descritti nel documento serve un forte coinvolgimento dell’intera comunità universitaria. Docenti, personale tecnico amministrativo e popolazione studentesca devono sentirsi parte di un’impresa comune volta a contrastare gli sprechi energetici grazie a comportamenti personali più responsabili nell’uso degli spazi, delle dotazioni impiantistiche e dei macchinari, e grazie a una continua collaborazione volta a individuare situazioni problematiche e a sollecitare interventi migliorativi.

Questo siamo chiamati a fare, oggi, come membri di una comunità lungimirante e all’avanguardia, capace di decidere oggi sul proprio futuro, e conscia che da queste decisioni discenderà – con il concorso di tutte e tutti noi – il bene delle nuove generazioni.

Allegati

Piano Energetico d'Ateneo [.pdf 6874 KB]