- Docente: Erik Ciravegna
- Crediti formativi: 6
- SSD: ICAR/13
- Lingua di insegnamento: Italiano
- Moduli: Erik Ciravegna (Modulo 1) Giovanni Madera (Modulo 2)
- Modalità didattica: Lezioni in presenza (totalmente o parzialmente) (Modulo 1); Lezioni in presenza (totalmente o parzialmente) (Modulo 2)
- Campus: Bologna
- Corso: Laurea Magistrale in Advanced Design (cod. 6685)
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Orario delle lezioni (Modulo 1)
dal 19/02/2026 al 04/06/2026
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Orario delle lezioni (Modulo 2)
dal 19/02/2026 al 04/06/2026
Conoscenze e abilità da conseguire
Il modulo raccoglie gli stimoli offerti dall’insegnamento di Metodi di calcolo e verifica strutturale di prodotti industriali e li inserisce all’interno di un processo di progettazione riferito a un componente o ad un prodotto di complessità adeguata ad esplorarne le peculiarità. Al termine del corso lo studente sa: sviluppare le fasi di esplorazione problematica, studio della concorrenza, reperimento materiali, studio della forma, della funzionalità; valutare la resistenza alle sollecitazioni considerando il sistema dei vincoli progettuali in modo sistemico ed interagente.
Contenuti
Contesto di riferimento
La trasformazione innescata dalla quarta rivoluzione industriale continua ad avere effetti profondi sulla relazione tra sistemi produttivi manifatturieri e digitalizzazione, così come sulle relazioni tra filiere B2B e comportamenti di consumo B2C. Oggi questo scenario evolve ulteriormente verso una prospettiva Industry 5.0, in cui l’innovazione tecnologica si integra con istanze di sostenibilità ambientale e sociale, centralità della persona e responsabilità sistemica.
In questo contesto il distretto produttivo emiliano-romagnolo rappresenta un osservatorio privilegiato, essendo uno dei principali poli manifatturieri europei. In particolare, le imprese che operano nel settore dell’automazione del packaging costituiscono una punta di eccellenza per livello di innovazione tecnologica e complessità di prodotto e di processo. L’elevato ricorso a forniture esterne e l’articolazione della filiera produttiva rendono questo comparto particolarmente sensibile alle trasformazioni introdotte dalle tecnologie abilitanti, dalla digitalizzazione dei processi e dalle nuove esigenze di sostenibilità e tracciabilità.
Le recenti crisi sistemiche – sanitarie, ambientali, geopolitiche – hanno ulteriormente evidenziato come i sistemi produttivi e i modelli di consumo siano sottoposti a pressioni che ne richiedono una profonda riconsiderazione. La progettazione di prodotti, servizi e processi non può più prescindere da una visione integrata che consideri impatti ambientali, ricadute sociali e dimensione etica.
All’interno di questo scenario il packaging assume un ruolo centrale.
Tema del laboratorio
Il confezionamento delle merci, nato durante la terza rivoluzione industriale con funzioni prevalentemente protettive e logistiche, ha progressivamente acquisito un ruolo strategico. Da elemento marginale collocato a valle del ciclo produttivo, il packaging è oggi parte integrante del sistema prodotto, fino a costituirne, in alcune categorie merceologiche, l’essenza stessa.
Accanto alle funzioni strutturali e comunicative, il packaging è chiamato a rispondere a nuove responsabilità: riduzione degli sprechi, ottimizzazione delle risorse, gestione consapevole del fine vita, attivazione di comportamenti virtuosi. In questa prospettiva esso può essere interpretato come dispositivo (inter)attivo, anche in chiave phygital, capace di generare valore non solo economico ma anche culturale, sociale e ambientale.
Il laboratorio intende indagare il packaging come elemento sistemico all’interno della filiera, analizzandone le relazioni tra produttore del bene, produttore del packaging e delle macchine per il confezionamento, distributori, utilizzatori finali e attori coinvolti nel fine vita. L’obiettivo è comprendere come le tecnologie abilitanti, i processi di automazione e le strategie di innovazione possano produrre nuovo valore per il consumatore e per l’intero sistema industriale.
L’attività si svolge in collaborazione con G.D S.p.A. - COESIA Group (Bologna), realtà di riferimento internazionale nel settore delle macchine automatiche per il packaging, e in dialogo con l’Osservatorio Innovazione Packaging (ADU – Unibo), piattaforma di ricerca che monitora e interpreta il fenomeno del packaging sistematizzando casi studio e strumenti progettuali per l’innovazione responsabile lungo l’intera filiera.
Ambito di applicazione
L’attività progettuale si concentrerà principalmente, ma non esclusivamente, sui beni di largo consumo appartenenti a categorie quali: alimentare, beverage, medicale, editoria, igiene personale, cosmesi, home care, consumer electronics, e-commerce e altri ambiti affini, individuati in coerenza con il brief annuale.
Il laboratorio richiede di comprendere quali benefici possano apportare le tecnologie abilitanti dell’Industry 4.0 e 5.0 se applicate al confezionamento di beni di largo consumo. Gli studenti dovranno individuare vantaggi per il consumatore e per la filiera produttiva, selezionare le tecnologie pertinenti e i relativi fornitori, progettare la forma e la funzione di un sistema prodotto/packaging capace di integrare tali soluzioni, affrontare i problemi connessi al processo di confezionamento e alla realizzazione della macchina, e considerare le modalità di tutela dell’idea e di eventuale sfruttamento industriale.
Particolare attenzione sarà rivolta alla coerenza tra concept, materiali, processi produttivi, sostenibilità ambientale e strategie di proprietà intellettuale.
Articolazione del corso
Il laboratorio integra le competenze dei docenti coinvolti.
Il Modulo 1 (Erik Ciravegna) approfondisce gli aspetti metodologici, sistemici e culturali del progetto di packaging, con attenzione alla dimensione comunicativa e simbolica dell’artefatto, alla sostenibilità, al design per il benessere e all’innovazione responsabile.
Il Modulo 2 (Giovanni Madera), in continuità con l’esperienza industriale maturata presso G.D S.p.A., si concentra sugli aspetti tecnico-produttivi, sui materiali, sulla prototipazione, sulla fattibilità industriale, sui processi di confezionamento e sulle implicazioni legate alla proprietà intellettuale.
L’assistenza al processo di progettazione vedrà i docenti coinvolti congiuntamente nelle fasi di revisione e sviluppo, ciascuno secondo le proprie competenze specifiche.
Fasi del lavoro e output attesi
I risultati verranno revisionati in itinere secondo fasi progressive di sviluppo progettuale.
La prima fase prevede una ricerca metaprogettuale orientata all’analisi di casi studio e alla definizione di criticità e opportunità d’uso non adeguatamente risolte. L’output consiste in una presentazione strutturata degli insight emersi e nella definizione del brief di progetto.
La seconda fase riguarda l’elaborazione e lo sviluppo del concept, con approfondimento delle tecnologie abilitanti, verifica dell’originalità della proposta e prima definizione formale del sistema prodotto/packaging.
La fase finale richiede l’approfondimento tecnico e produttivo del progetto, la verifica della sua fattibilità industriale e la realizzazione di un prototipo in scala 1:1 (o superiore), accompagnato da elaborati grafici e strumenti di comunicazione del progetto.
Testi/Bibliografia
Saranno forniti durante il corso puntuali riferimenti a testi, siti, riviste e altra documentazione utile per approfondire le tematiche presentate.
Metodi didattici
Il corso prevede contributi frontali, attività di assistenza all’avanzamento della ricerca, revisioni collettive, eventuali visite presso realtà aziendali e interventi di esperti del settore del packaging. La frequenza è obbligatoria.
Modalità di verifica e valutazione dell'apprendimento
Il percorso degli studenti verrà valutato sulla base di verifiche intermedie e della presentazione finale del progetto.
La valutazione terrà conto della comprensione del settore produttivo e del mercato di riferimento, della strutturazione della ricerca design-driven, dell’originalità e tutelabilità della proposta, dell’adeguatezza dei processi produttivi proposti, della coerenza con il mondo industriale di riferimento (in particolare con il contesto G.D/Coesia), dell’impatto ambientale e sistemico della soluzione, nonché della qualità della comunicazione del progetto e del prototipo.
Strumenti a supporto della didattica
L’attività didattica potrà avvalersi, in relazione alle esigenze dei progetti sviluppati, di strumenti e infrastrutture messi a disposizione dal Dipartimento di Architettura e dai partner coinvolti.
In particolare, gli studenti potranno accedere al Makers Lab (Laboratorio Modelli e Prototipi) del Dipartimento di Architettura per la realizzazione di modelli e prototipi tridimensionali, funzionali alla verifica formale delle proposte sviluppate, secondo modalità e disponibilità da concordare nel corso dell’anno.
Il percorso progettuale potrà inoltre essere supportato dalla consultazione e dall’utilizzo della piattaforma dell’Osservatorio Innovazione Packaging (ADU – Unibo), che mette a disposizione un archivio di casi studio, linee guida progettuali, riferimenti bibliografici e normativi, nonché strumenti di analisi utili allo sviluppo consapevole del progetto.
In relazione alla natura dei concept sviluppati, potranno essere attivati momenti di confronto con il partner industriale G.D S.p.A. – Coesia Group, anche con riferimento a materiali, processi, prototipazione e valutazioni preliminari di fattibilità industriale.
Orario di ricevimento
Consulta il sito web di Erik Ciravegna
Consulta il sito web di Giovanni Madera
SDGs
L'insegnamento contribuisce al perseguimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'Agenda 2030 dell'ONU.