Terapia per la prevenzione della degenerazione secondaria in lesioni del sistema nervoso centrale

Le lesioni traumatiche del sistema nervoso centrale rappresentano un grave problema sanitario e socio-economico per il quale non esistono terapie. L’invenzione rappresenta una soluzione innovativa di farmacoterapia da impiegarsi nella prevenzione della degenerazione secondaria all’evento traumatico.

Titolo brevetto Electrospun fibers for a local release of an anti-inflammatory and a promyelinating drug
Area Farmaceutica
Titolarità Alma Mater Studiorum – Università di Bologna
Inventori Laura Calzà, Luciana Giardino, Maria Letizia Focarete, Maria Laura Bolognesi, Nadia Passerini, Gazzotti Teresa, Chiara Gualandi, Giampiero Pagliuca, Elisa Zironi
Ambito territoriale di tutela Tutela internazionale
Stato Disponibile per accordi di licenza
Keywords elettrofilatura, biopolimeri, lesione traumatica midollo spinale
Depositato il 16/06/2018

Le lesioni traumatiche del sistema nervoso centrale rappresentano un grave problema sanitario e socio-economico, sono causa importante di morte, in particolare fra i giovani adulti, e di disabilità di vario grado. Si stima che in Europa 7.7 milioni di persone vivano con disabilità conseguenti alla lesione traumatica cerebrale (disabilità cognitiva, attentiva, motoria, psichiatrica), mentre l’incidenza della lesione traumatica spinale, che può portare alla disabilità motoria e sensitiva permanente, è stimata in 23 casi per milione nel mondo, e in 16 casi per milione in Europa.

La gravità della disabilità è proporzionale, non solo alla lesione primaria (derivata dall’evento traumatico), ma anche alla degenerazione secondaria che, innescata dal trauma, evolve nei giorni seguenti, determinando una estesa demielinizzazione, morte neuronale, e gliosi reattiva. È noto che gli eventi cellulari e molecolari che accompagnano l’estesa infiammazione legata all’evento traumatico impediscono fenomeni riparativi della mielina. Il controllo farmacologico dell’infiammazione tissutale e la riparazione della mielina sono quindi obiettivi terapeutici primari e imprescindibili. Ma le soluzioni terapeutiche fin oggi sviluppate per limitare la degenerazione secondaria, basate sulla somministrazione sistemica di farmaci, sono inefficaci, in quanto si scontrano con la difficoltà/impossibilità di garantire un’adeguata concentrazione dei principi attivi in una corretta sequenza temporale nel sito della lesione, senza effetti collaterali sistemici importanti. Anche la terapia con cortisonici, un tempo indicata come gold-standard nella lesione traumatica cerebrale e spinale, è in molti contesti abbandonata per la scarsa efficacia e la gravità degli effetti collaterali.

L’invenzione brevettata fa riferimento ad un dispositivo medico impiantabile per il rilascio locale controllato nel tempo di una combinazione di farmaci mai prima associati. L’invenzione ha inoltre aspetti d’uso innovativi: è progettata infatti per il trattamento della fase acuta delle lesioni del sistema nervoso centrale con componente infiammatoria, per la quale non esistono terapie.  Si tratta di una nuova soluzione di farmacoterapia costituita dall’inserimento di due farmaci (un antiinfiammatorio ed un promielinizzante) in un materiale polimerico, realizzato mediante elettrofilatura, che consente il rilascio locale controllato nel tempo dei due farmaci, e che va impiegato nella prevenzione della degenerazione secondaria all’evento traumatico.

L’invenzione si applica in sede chirurgica, con l’obiettivo di prevenire la degenerazione secondaria che segue l’evento traumatico e che è un fattore determinante della gravità del danno neurologico e della disabilità permanente.

Applicazioni dirette: lesione traumatica del midollo spinale che richieda stabilizzazione chirurgica della colonna vertebrale.

Applicazioni future: la diversa lavorazione dei materiali polimerici (ad esempio micro-e nanoparticelle) consentirà di realizzare dispositivi utilizzabili con diverse vie di somministrazione, anche sistemica, o locale mediante iniezione transcutanea, per applicazioni in patologie/lesioni che non comportino l’indicazione di chirurgia che possa essere utilizzata come via di accesso per l’impianto.

I vantaggi sono in primo luogo di tipo clinico, in quanto l’invenzione è rivolta ad una fase delle lesioni attualmente non oggetto di terapia, ma altamente invalidante. L’invenzione mira a limitare la degenerazione tissutale secondaria, che è responsabile della disabilità cronica derivata dalla lesione primaria.