Co-cristallo con elevata resa di fluorescenza

Co-cristallo che, rispetto al materiale di partenza, migliora le caratteristiche di luminescenza allo stato solido.

Titolo brevetto Co-cristalli con elevata resa di fluorescenza basati su derivati del 1,8-naftalimide e co-formeri alogenati
Area Chimica e biotecnologie
Titolarità Alma Mater Studiorum- Università di Bologna e Consiglio Nazionale delle Ricerche
Inventori Dario Braga, Fabrizia Grepioni, Simone D’Agostino, Luca Catalano, Alessio Bertocco, Barbara Ventura
Ambito territoriale di tutela Italia
Stato Disponibile per accordi di licenza
Keywords Co-cristallo organico, fluorescenza in stato solido, resa quantica di fluorescenza, legame alogeno, colorante
Depositato il 20/06/2014

I materiali luminescenti puramente organici costituiscono un campo di ricerca promettente, in particolare grazie alle loro potenziali applicazioni in dispositivi optoelettronici. I materiali luminescenti allo stato solido, inoltre, sono di particolare interesse in quanto economici e di facile sintesi e possono trovare uso in un grande numero di applicazioni, per esempio nelle tecnologie di illuminazione allo stato solido, quali i dispositivi OLED. Le caratteristiche di luminescenza dei solidi organici dipendono fortemente dalla disposizione delle molecole nello stato solido. Ad oggi c’è la necessità di composti organici che mostrino una buona resa di emissione allo stato solido ed esiste un crescente interesse industriale, relativo alla possibilità di modulare le proprietà ottiche di cromofori allo stato solido, attraverso un’opportuna funzionalizzazione molecolare o tramite processi come la co-cristallizzazione.

A partire da cromofori allo stato solido, economici e facilmente sintetizzabili, sono stati ottenuti co-cristalli basati su legame alogeno. Passando dai cristalli di partenza al co-cristallo, sono state ottenute delle modifiche sostanziali delle proprietà ottiche. Il co-cristallo è formato dall’unione di due sostanze  che, allo stato puro, hanno proprietà differenti da quelle della loro combinazione chimica. Una semplice miscela fisica dei due componenti, infatti, non porta ad alcuna variazione nelle proprietà del co-cristallo ma l’unione delle due molecole, all’interno dello stesso solido cristallino, modifica - in maniera che non era prevedibile – le proprietà di fluorescenza del composto finale.

Passando dai cristalli di partenza ai co-cristalli, la resa quantica di fluorescenza subisce un notevole aumento. Nello specifico, i co-cristalli hanno una maggiore efficienza nel trasformare la luce assorbita in luce emessa, ciò comporta una minor perdita di energia, punto di cruciale importanza per eventuali applicazioni, ad esempio nel settore relativo alle energie rinnovabili.