Terapia per il trattamento del morbo di Alzheimer

Tossina chiamata Fattore Citotossico Necrotizzante di tipo 1 (CNF1) come potenziale approccio terapeutico per contrastare alcuni dei sintomi caratteristici della sindrome di Alzheimer.

Titolo brevetto Neurological Therapies
Area Farmaceutica
Titolarità Alma Mater Studiorum - Università di Bologna e Istituto Superiore di Sanità
Inventori Gabriele Campana, Roberto Rimondini Giorgini ,Carla Fiorentini, Stefano Loizzo, , Fiorella Malchiodi Albedi, Sara Travaglione
Ambito territoriale di tutela Europa, USA
Stato Disponibile per accordi di licenza
Keywords CNF1, malattia di Alzheimer, astrociti, neuroinfiammazione, interleuchina 1 beta, proteine amiloidi
Depositato il 23/01/2012

Gli astrociti, il tipo più abbondante di cellule gliali nel sistema nervoso centrale (CNS), sembrano partecipare all'induzione della neuroinfiammazione che causa molte malattie neurodegenerative, compresa la malattia di Alzheimer (AD). Infatti, in pazienti affetti da AD si osserva un’iper-attivazione degli astrociti e della glia cerebrale (astrogliosi reattiva) con conseguente rilascio di citochine pro infiammatorie, in particolare di interleuchina 1 beta (IL-1beta). Un malfunzionamento degli astrociti sarebbe alla base dell'accumulo di proteine amiloidi nel cervello dei pazienti affetti dall’AD.

Il brevetto si basa sulle evidenze che una tossina batterica, il Fattore Citotossico Necrotizzante di tipo 1 (CNF1), ha dimostrato di avere nel normalizzare alcuni dei sintomi della malattia di Alzheimer quali astrogliosi, innalzamento di citochine pro-infiammatorie e sulla riduzione del contenuto di proteina beta amiloide. La terapia della malattia di Alzheimer, mediante iniezione intracerebroventricolare (icv) di CNF1, si è dimostrata efficace nella riduzione dell’attivazione degli astrociti e della glia cerebrale (astrogliosi reattiva) che causa rilascio di citochine pro infiammatorie in vitro ed in vivo.

Ad oggi non esiste una cura efficace nel trattamento dei pazienti affetti da AD. I principali vantaggi dell’approccio terapeutico proposto consistono nel:

  • potenziale trattamento terapeutico per il morbo di Alzheimer
  • miglioramento dei sintomi specifici della malattia
  • induzione della scomparsa dell’astrogliosi nell’ippocampo