Composizione farmaceutica e kit per il trattamento del carcinoma epatocellulare

Composizione farmaceutica per il trattamento del carcinoma epatocellulare basata sulla presenza di un inibitore della famiglia dei geni Notch3, le cui alterazioni sembrano coinvolte nei diversi step dei processi neoplastici.

Titolo brevetto Composizione farmaceutica e kit per il trattamento del Carcinoma epatocellulare
Area Farmaceutica
Titolarità Alma Mater Studiorum - Università di Bologna
Inventori Luigi Bolondi, Pasquale Chieco, Catia Giovannini, Kenneth Marcu
Ambito territoriale di tutela Europa, USA, Canada, Giappone, Australia, Cina
Stato Disponibile per accordi di licenza
Keywords Epatocarcinoma, Notch3, shRNA, doxorubicina
Depositato il 25/07/2007

L’epatocarcinoma è la neoplasia maligna del fegato maggiormente diffusa ed ogni anno vengono diagnosticati un milione di nuovi casi. La bassa sopravvivenza dei pazienti con epatocarcinoma (HCC) è legata al fatto che la malattia è spesso diagnosticata in fase avanzata e che essa è molto resistente alla chemioterapia. I meccanismi molecolari alla base della resistenza di tale malattia sono ad oggi sconosciuti.

Il “Notch signaling pathway” gioca un ruolo importante nel mantenere un equilibrio fra proliferazione, differenziamento e morte cellulare e potrebbe essere la chiave di volta nella comprensione dei meccanismi alla base della resistenza farmacologica nell’epatocarcinoma. I geni Notch sono coinvolti nel processo di differenziamento cellulare e le alterazioni a carico di questi geni sembrano coinvolte nello sviluppo di diverse neoplasie umane. Il recettore Notch3 infatti, gioca un ruolo importante nello sviluppo di leucemie, neoplasie del polmone e del cancro ovarico dove, peraltro, è stata riscontrata una amplificazione del gene che codifica per il recettore Notch3.

Nonostante gli studi effettuati fino a questo momento abbiano fatto emergere un ruolo importante del recettore Notch3 nello sviluppo di tali neoplasie umane, le conoscenze sulle funzioni di tale recettore nelle diverse patologie umane, e in particolar modo nell’epatocarcinoma umano (HCC), sono tuttora molto limitate.

L’analisi dell’espressione dei geni Notch3 ha mostrato una elevata presenza del loro recettore nell'epatocarcinoma.

L’invenzione è stata sviluppata nel tentativo di identificare in vitro, in una linea cellulare di epatocarcinoma, un possibile ruolo giocato da tale recettore. La tecnica utilizzata nell’invenzione è stata quella del silenziamento genico mediante short interference RNA (shRNA), descritta in molti lavori scientifici.

L’aspetto importante dell’invenzione sta nel  gene che si è deciso di silenziare, il Notch3, e nel contesto in cui tale silenziamento è stato effettuato, l’epatocarcinoma umano. Si è dimostrato che il silenziamento del gene Notch3, in un sistema in vitro, aumenta in maniera significativa la risposta al chemioterapico maggiormente utilizzato nel trattamento dell’epatocarcinoma umano, la Doxorubicina.

Per analizzare quindi un possibile ruolo di Notch3 nella proliferazione cellulare e nella resistenza al chemioterapico Doxorubicina, il gene Notch3 è stato silenziato nella linea tumorale epatica HepG2 mediante infezione con shRNA.

La tecnica consente di:

  • migliorare la risposta dell'epatocarcinoma umano alla Doxorubicina
  • aumentare l’efficienza della Doxorubicina

 

Un ulteriore grande vantaggio consiste nel fatto che la composizione farmaceutica brevettata moltiplica l'effetto apoptotico del farmaco chemioterapico solo nelle cellule tumorali, in maniera discriminata, diminuendo in questo modo l'effetto negativo del farmaco sulle cellule circostanti sane o su cellule sofferenti ma comunque non neoplastiche.