32855 - TEORIE E MODELLI EDUCATIVI DELLE DIFFERENZE DI GENERE

Scheda insegnamento

SDGs

L'insegnamento contribuisce al perseguimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'Agenda 2030 dell'ONU.

Istruzione di qualità Parità di genere Ridurre le disuguaglianze

Anno Accademico 2022/2023

Conoscenze e abilità da conseguire

Al termine del corso lo studente: - conosce la storia dei generi nel Novecento: sia i cambiamenti più rilevanti (dal punto di vista giuridico, culturale, sociale, economico...) sia gli autori, le teorie e i movimenti culturali che hanno influenzato maggiormente il mondo dell'educazione; - conosce i modelli di intervento educativo che hanno“tradotto conoscenze e credenze sui generi in prassi quotidiane; - riflette sulle nozioni di diversità e differenza in senso ampio, con riferimenti a saperi multidisciplinari; - conosce la nozione di identità personale e di genere, la sua polisemia nei vari ambiti disciplinari, le sue plurali declinazioni nel contesto contemporaneo e i relativi processi di scoperta-elaborazione-costruzione-confronto-negoziazione dal punto di vista pedagogico; - conosce i processi e gli elementi coinvolti nella costruzione dell’identità di genere a partire dalla prima infanzia; - ravvisa le modalità con le quali il mondo della cultura e dell'informazione creano le categorie di "femminile" e "maschile"; - identifica come i contesti educativi - siano essi servizi sociali e socio-sanitari, servizi culturali, ricreativi, sportivi.. ' ripetono/producono stereotipi, pregiudizi, categorizzazioni sui generi; - progetta e realizza percorsi formativi sull’educazione di genere, rivolti ai soggetti che si rivolgono ai servizi sociali, socio-sanitari, culturali, e finalizzati alla promozione di una molteplicità di atteggiamenti e comportamenti nei confronti dei compiti di ruolo e delle relazioni tra i generi; - utilizza una pluralità di linguaggi e strategie per decostruire i propri e altrui stereotipi e pregiudizi legati al paradigma dominante della disgiunzione e della riduzione; - progetta e gestisce percorsi culturali rivolti alla città, alla scuola, ai soggetti in formazione finalizzati alla valorizzazione, al tempo stesso, della singolarità (di ciascuno) e della pluralità (di vissuti) insite nella costruzione del genere; - stimola e sostiene un'educazione al cambiamento culturale rivolta all'intera comunità, anche attraverso iniziative pubbliche e opere di divulgazione; - esercita funzioni critiche e metariflessività nei confronti della conoscenza disciplinare e della propria capacità di conoscenza, avvalendosi delle categorie del paradigma della Complessità; - sa fare riferimento alla più recente letteratura nazionale e internazionale sull'argomento, pedagogica e non solo, al fine di integrare le nuove acquisizioni e partecipare attivamente al dibattito sulla qualità dell'educazione di genere.

Contenuti

 

Attenzione: il seguente programma si riferisce all'a.a. 2022-23 e riguarda SOLO la  sede di RIMINI.

Le lezioni si svolgono nel secondo semestre (febbraio-maggio 2023).

Il primo appello a disposizione per sostenere l'esame con questo programma è a maggio 2023, dopo la fine delle lezioni. Per chi desidera laurearsi nel mese di giugno 2023: è possibile sostenere l'esame prima della scadenza del "possesso dei requisiti" (per maggiori informazioni si veda la sezione "Modalità di verifica dell'apprendimento", qui sotto).

Le lezioni si tengono in presenza.

Le lezioni NON possono essere registrate.

 

CONTENUTI:

L'insegnamento analizza le teorie educative e i principali modelli educativi che si sono occupati, e si occupano oggi, della differenza di genere in ambito italiano, europeo, internazionale. Si propone, dunque, di far conoscere le problematiche inerenti la Pedagogia di genere e l'Educazione di genere - il livello teorico e quello operativo - e i loro intrecci. Il corso affronta quattro aree principali:
- il piano teorico (Pedagogia di genere): l'insegnamento presenta autori/trici e filoni di studio interdisciplinari che hanno indagato la tematica delle differenze di genere. Il corso si sofferma in particolare sulle posizioni teoriche che, nel corso del tempo, hanno influenzato maggiormente il mondo dell'educazione dando luogo a teorie pedagogiche specifiche;
- lo stato dell’arte su come i contesti educativi affrontano oggi le questioni di genere: ovvero su come le conoscenze teoriche e le rappresentazioni sociali sul genere siano portate a scuola, nei servizi socio-culturali, ricreativi, sportivi, ecc. e si realizzino nel “fare”, nelle attività, inconsapevolmente. Il corso presenta contenuti che smontano l’idea di una “scuola neutra”, e di “contesti educativi neutri”. Infatti, la “pedagogia della neutralità” si rivela un’illusione perché semplicemente non percepisce/affronta le questioni di genere che pure sono presenti e che vanno, invece, riconosciute (in alliev*, educat*, docenti, nell’istituzione stessa, negli argomenti disciplinari, nella materialità educativa, nel linguaggio, ecc.);
- il ruolo delle famiglie, della cultura, del mondo dell'informazione e dell’intrattenimento, e dei gruppi di riferimento di ciascuno, sulla costruzione dell’identità di genere. Dal momento che i contesti educativi sono solo una tra le agenzie formative e di socializzazione, l'insegnamento si interessa anche delle modalità con le quali vengono tramandate/ricreate le categorie socio-culturali di “femminile" e “maschile" in ciò che riguarda l’infanzia e l’adolescenza (mediante l'analisi dei principali condizionamenti di genere in: giochi, giocattoli, albi illustrati, cartoni, testi per la scuola, film, pubblicità, ecc.);
- il piano pratico (Educazione di genere): l'insegnamento presenta le indicazioni teoriche e le sperimentazioni effettuate nei contesti educativi, volte a costruire percorsi di formazione sul genere per bambin* e ragazz*, per i genitori, per il personale educativo. Le spiegazioni metodologiche sulla loro ideazione e conduzione si intrecciano a contenuti inerenti la riflessività del personale educativo su come vedere, riconoscere e decostruire i condizionamenti di genere, gli stereotipi e i pregiudizi anche a partire dal proprio vissuto.


Testi/Bibliografia

IL PROGRAMMA E' IDENTICO PER FREQUENTANTI E NON FREQUENTANTI e prevede lo studio PUNTUALE dei seguenti TRE testi:

 

DUE TESTI OBBLIGATORI:
- Gamberi C., Selmi G., Maio M.A., Educare al genere. Riflessioni e strumenti per articolare la complessità, Carocci, Roma 2010
- Biemmi I., Leonelli S., Gabbie di genere. Retaggi sessisti e scelte formative, Rosenberg & Sellier, Torino 2016.

 

PIU’ UN TESTO A SCELTA TRA I SEGUENTI (DA STUDIARE INTEGRALMENTE):

- Abbatecola E., Stagi L., Pink is the new black. Stereotipi di genere nella scuola dell’infanzia, Rosenberg & Sellier, Torino 2017
- Biemmi I., Educazione sessista. Stereotipi di genere nei libri delle elementari, Rosenberg & Sellier, Torino 2010
- Ciccone S., Essere maschi. Tra potere e libertà, Rosenberg & Sellier, Torino 2009
- Della Giusta M., Poggio B., Spicci M. (a cura di), Educare alla parità. Principi, metodologie didattiche e strategie di azione per l'equità e l'inclusione, Pearson Editore (Paravia Bruno Mondadori), Milano 2022
- Gigli A. (a cura di), Maestra, Sara ha due mamme? Le famiglie omogenitoriali nella scuola e nei servizi educativi, Guerini, Milano 2011
- Leonelli S., Selmi G. (a cura di), Genere, corpi e televisione. Sguardi di adolescenti, ETS, Pisa 2013
- Lopez A. G. (a cura di), Decostruire l'immaginario femminile. Percorsi educativi per vecchie e nuove forme di condizionamento culturale, Ets, Pisa 2017
- Ulivieri S. (a cura di), Corpi violati. Condizionamenti educativi e violenze di genere, Franco Angeli, Milano 2014



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 PER SUPERARE L'ESAME, I TRE TESTI INDICATI SOPRA SONO L'UNICO RIFERIMENTO. NON è previsto alcun testo aggiuntivo o consigliato per studentesse e studenti non frequentanti. Il materiale didattico presentato a lezione NON viene messo a disposizione, dal momento che è ripreso integralmente dai testi adottati. Nessun documento viene caricato su piattaforme Unibo.

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STUDENTESSE E STUDENTI DI PRECEDENTI ANNI ACCADEMICI

Chi aveva l'insegnamento nel Piano di Studi di altri anni accademici ha diritto di portare, a sua scelta, il programma dell'anno in cui doveva sostenere l'esame ("vecchio") oppure quello attuale ("nuovo"). La scelta spetta al singolo studente/essa. La docente non ha preferenze. Tuttavia, in vista dell'esame, occorre segnalare con una mail se si desidera mantenere il "vecchio" programma. Si segnala che i programmi degli anni passati sono ancora visualizzabili nel sito di Ateneo: nella pagina "Insegnamenti" è presente, in alto, una "tendina" con i diversi a.a.

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ERASMUS STUDENTS

Occorre studiare solo:

Biemmi I., Leonelli S., Gabbie di genere. Retaggi sessisti e scelte formative, Rosenberg & Sellier, Torino 2016.

L'esame si svolge in lingua italiana.

La prova d'esame è orale.

La frequenza alle lezioni NON è obbligatoria, dunque l'esame è identico per studenti frequentanti e non frequentanti.

 

 

Metodi didattici

Il corso prevede: lezioni frontali; discussioni guidate; lavori in piccolo e grande gruppo che prevedono la partecipazione attiva di studentesse e studenti; ideazione di progetti educativi in gruppo; simulazioni; analisi di casi; proiezione di documentari e video.

 

Modalità di verifica e valutazione dell'apprendimento

 

L'esame consiste in una prova orale nella quale si verifica la conoscenza accurata dei TRE testi in programma e si apprezzano le riflessioni critiche di studenti/esse, anche rispetto al collegamento tra gli apprendimenti teorici e le professioni educative.
Il colloquio orale, dunque, accerta l’acquisizione delle conoscenze e delle competenze attese secondo quanto dettagliato negli obiettivi del corso.

• Saranno valutati con voti di eccellenza: la capacità di presentare in modo compiuto le specifiche tematiche presenti nei volumi in programma; il raggiungimento da parte di studentesse e studenti di una visione organica dei contenuti del corso, congiunta alla loro analisi critica in relazione ai contesti educativi; la dimostrazione del possesso di una padronanza espressiva e di un linguaggio specifico.
• Saranno valutati con punteggi discreti: la conoscenza per lo più meccanica e/o mnemonica della materia; capacità di sintesi e di analisi non articolate; un linguaggio corretto ma non sempre appropriato.
• Saranno valutati negativamente: conoscenze minimali del materiale d’esame; linguaggio inappropriato e mancanza di orientamento all’interno dei contenuti del corso.

 

Alcune precisazioni:

- Poiché l'esame orale richiede un'organizzazione in base a turni, e talvolta si protrae per alcuni giorni, si prega di consultare le FAQ-3 sugli esami orali riportate nella pagina "Avvisi" della docente.

- La modalità dell'esame è identica per frequentanti e non frequentanti.

- La votazione dell'esame è espressa in trentesimi.

- La verifica è individuale.

- L'esame deve essere tenuto in lingua italiana.

- Non è previsto il "salto di appello".

- Per laureandi/e: NON sono previsti pre-appelli di esame e neppure appelli straordinari. Gli esami si tengono solo all'interno delle date del Calendario didattico ufficiale, approvato dal Dipartimento. Tuttavia, la docente ha cura di fissare le date degli appelli in modo da consentire ai laureandi di sostenere l'esame per tempo (e, nel caso non andasse bene, di ripeterlo prima della scadenza dei “requisiti di laurea”).

- In sede di esame è obbligatorio mostrare un documento di riconoscimento (badge Unibo).

- Per sostenere la prova d'esame è necessaria l'iscrizione tramite Almaesami, nel rispetto inderogabile delle scadenze previste. Coloro che non riuscissero ad iscriversi per problematiche tecniche entro la data prevista, sono tenuti a comunicare tempestivamente (e comunque prima della chiusura ufficiale delle liste di iscrizione) il problema alla Segreteria Didattica.

 

Strumenti a supporto della didattica

PC, Power Point, Web resources.

Orario di ricevimento

Consulta il sito web di Silvia Leonelli