85157 - GEOGRAFIA DELLA CITTA' STORICA E DEL PAESAGGIO

Scheda insegnamento

SDGs

L'insegnamento contribuisce al perseguimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'Agenda 2030 dell'ONU.

Parità di genere Lavoro dignitoso e crescita economica Città e comunità sostenibili

Anno Accademico 2021/2022

Conoscenze e abilità da conseguire

Il corso mira a fornire gli strumenti teorico-metodologici indispensabili per l'individuazione e la valorizzazione del patrimonio culturale, in particolare il patrimonio urbano e paesaggistico. Il carattere localizzato, territoriale, di tali risorse necessita, infatti, di un approccio che ne coniughi gli aspetti storici, spaziali e tecnologici in una prospettiva unitaria e coerente. Lo studente, al termine del corso, possiede una conoscenza di base dei principali modelli geografici di rappresentazione riguardanti il rapporto tra ambiente, paesaggio e civiltà urbana, inquadrati criticamente all'interno della loro evoluzione storica.

Contenuti

AVVERTENZA:

GLI STUDENTI NON FREQUENTANTI CHE AVESSERO PARTICOLARI ESIGENZE RIGUARDO AL PROGRAMMA D'ESAME SONO TENUTI A CONTATTARE IL DOCENTE ALMENO UN MESE PRIMA DELL'APPELLO CHE INTENDONO SOSTENERE.

Paesaggio e centri storici come beni culturali

L'Italia, come paese-simbolo del patrimonio storico-culturale mondiale che ha nel turismo culturale una voce rilevante della propria economia, deve la sua fama ad un paradosso. Il consolidarsi della tradizione del viaggio in Italia (con il Grand Tour dal XVII secolo) ha eternato un'immagine del paesaggio e della città italiana derivata dal vedutismo e dal pittoresco. Si tratta della naturalizzazione di un'immagine aliena che ha finito per essere accettata e condivisa come parte di quello che viene considerato il patrimonio culturale «nazionale». Il corso si propone di mostrare il processo di formazione di tale immagine e di sottolineare la necessità di tenerne conto all'interno delle politiche di sviluppo che pongono al centro, in Europa come nei paesi in via di sviluppo, gli investimenti nel patrimonio storico-culturale. Al fine, inoltre, di fornire agli studenti una visione il più possibile transdisciplinare dei temi presentati, verrà dedicata particolare attenzione al problema della sostenibilità dei sistemi urbani italiani, caratterizzati da un complesso rapporto tra aree storiche e di recente espansione.

TEMI

Beni comuni e spazio pubblico. Paesaggio, spazio pubblico urbano e formazione del «passato non vissuto». Paesaggio come «immagine della natura», città come «immagine di civiltà». Spazio, potere, comunità. Luoghi, identità, sensoria e individuazione. Naturalizzazione del «passato non vissuto» e memoria condivisa. Ambiente edificato, paesaggio e beni culturali come patrimonio simbolico e investimento economico nelle politiche di sviluppo. Un modello di produzione del territorio e la pianificazione sostenibile.

Testi/Bibliografia

  1. G. Zucconi, La città dell'Ottocento, Roma-Bari: Laterza, 2007;
  2. A. G. Calafati (a cura di), Città tra sviluppo e declino. Un’agenda urbana per l’Italia, Roma: Donzelli, 2014 (solo i saggi di: Secchi, Viganò, Lanzani, Calafati, Annunziata, Merlini, Munarin e Tosi, Zanfi);
  3. P. Pileri, G. Biondillo, Che cosa c'è sotto. Il suolo, i suoi segreti, le ragioni per difenderlo, Milano: Altra economia, 2016.

Gli studenti non frequentanti dovranno studiare in aggiunta il seguente testo: R. Sennett, Costruire e abitare. Etica per la città, Milano: Feltrinelli, 2018.

Metodi didattici

Il metodo didattico seguito sarà un misto di lezioni frontali, discussioni collettive in classe e in rete. L'obiettivo è favorire l'interazione tra docente e studenti e stimolare il dibattito tra gli studenti.

Si consiglia vivamente quindi la maggior frequenza possibile al corso per poter usufruire di una modalità di apprendimento non fruibile altrimenti e che risulta decisiva per un'adeguata preparazione dell'esame.

Modalità di verifica e valutazione dell'apprendimento

L'esame consiste in un colloquio orale che verterà sull'intero programma del corso. Obiettivo del colloquio orale è la valutazione delle capacità critiche e metodologiche maturate dallo studente. Data la rilevanza della frequenza alle lezioni per un adeguato processo formativo, saranno previste due scale di valutazione e due programmi distinti: per frequentanti e non frequentanti.

Frequentanti

La frequenza e la partecipazione attiva concorrono per il 15% al voto finale.

In particolare, sarà valutata la capacità da parte dello studente di partecipare attivamente alle lezioni, anche utilizzando gli strumenti multimediali e collaborativi messi a disposizione all'interno del corso; tale capacità, se unita al conseguimento di un quadro coerente delle tematiche sviluppate durante le lezioni, dell'applicazione di senso critico e di mezzi espressivi adeguati sarà considerata e valutata con le votazioni massime (27-30 con lode).

La partecipazione alle lezioni, se congiunta ad un'acquisizione prevalentemente mnemonica dei contenuti e a competenze linguistiche e logiche non sempre adeguate sarà valutata con voto da buono (24-26) a discreto (21-23).

La partecipazione alle lezioni, con un livello minimo di conoscenza dei contenuti del corso, unito a lacune formative o competenze linguistiche e logiche non adeguate, otterrà come valutazione la sufficienza (18-20).

L'assenza di un livello di conoscenza minimo dei contenuti del corso, unito a competenze linguistiche e logiche inadeguate e a lacune formative produrrà una valutazione di insufficienza, anche a fronte di una frequenza costante alle lezioni.

Non frequentanti

I non frequentanti saranno valutati principalmente sulla capacità di utilizzo del materiale bibliografico e multimediale messo a disposizione, in modo da poter esporre adeguatamente i contenuti del corso. Tale capacità, se unita al conseguimento di un quadro coerente delle tematiche del corso, dell'applicazione di senso critico e di mezzi espressivi adeguati sarà considerata e valutata con le votazioni massime (27-30 con lode).

L'acquisizione prevalentemente mnemonica dei contenuti unita a competenze linguistiche e logiche non sempre adeguate sarà valutata con voto da buono (24-26) a discreto (21-23).

Il conseguimento di un livello minimo di conoscenza dei contenuti del corso, unito a lacune formative o competenze linguistiche e logiche non adeguate, otterrà come valutazione la sufficienza (18-20).

L'assenza di un livello di conoscenza minimo dei contenuti del corso, unito a competenze linguistiche e logiche inadeguate e a lacune formative produrrà una valutazione di insufficienza.

A PARTIRE DA GENNAIO 2016 IL LIMITE AL NUMERO DI ISCRIZIONI AD OGNI APPELLO È STATO RIMOSSO, DI CONSEGUENZA, UNA VOLTA CHE GLI APPELLI VENGONO APERTI (15 GIORNI PRIMA DELLA DATA D'ESAME) È POSSIBILE ISCRIVERSI SENZA LIMITI.

OVVIAMENTE, NEL CASO IN CUI IL NUMERO DI STUDENTI ISCRITTI SIA SUPERIORE A 20, L'APPELLO SI TERRÀ SU PIÙ GIORNI.

IL NUMERO DI APPELLI PER OGNI ANNO ACCADEMICO, IN CONFORMITÀ AL NUMERO MINIMO RICHIESTO DAL REGOLAMENTO DIDATTICO DELLA SCUOLA È DI 6, DUE PER OGNI PERIODO DI SOSPENSIONE DIDATTICA.

LE DATE DEGLI APPELLI SARANNO DISPONIBILI ALL'INIZIO DI OGNI SEMESTRE.

NON SI ACCETTANO, PER NESSUNA RAGIONE, ESAMI FUORI APPELLO.

SI RENDE NOTO CHE, IN CONFORMITÀ COL NUOVO CALENDARIO DEGLI APPELLI, RIORGANIZZATO PER ANDARE INCONTRO ALLE RICHIESTE DEGLI STUDENTI, L'ORDINE DI ISCRIZIONE ALLA LISTA DI OGNI SINGOLO APPELLO NON VERRÀ CAMBIATA. CHI AVESSE SPECIFICI MOTIVI PER SOSTENERE L'ESAME IN UN DETERMINATO GIORNO (E CONSIDERANDO CHE GLI ESAMI SI TERRANNO PRESUMIBILMENTE SU PIÙ GIORNI) CONTATTI I SUOI COLLEGHI E CHIEDA UNO SPOSTAMENTO NELL'ELENCO, FERMO RESTANDO CHE IL NUMERO DEGLI ESAMI PREVISTI PER LA GIORNATA DEVE RIMANERE IL MEDESIMO.

INFORMAZIONI RIGUARDANTI GLI ESAMI E I PROGRAMMI D'ESAME SONO REPERIBILI ESCLUSIVAMENTE SULLE PAGINE WEB DEDICATE, TRAMITE LA LISTA DOCENTI-STUDENTI, TRAMITE LA TUTOR DEL CORSO. QUALSIASI ALTRA FONTE D'INFORMAZIONE È DA RITENERSI INATTENDIBILE E NON SARÀ CONSIDERATA VALIDA.

Strumenti a supporto della didattica

Multimedia (video, slides, ecc.).

Orario di ricevimento

Consulta il sito web di Mario Angelo Neve