58505 - STORIA SOCIALE DEL MONDO ANTICO (1)

Scheda insegnamento

SDGs

L'insegnamento contribuisce al perseguimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'Agenda 2030 dell'ONU.

Istruzione di qualità Lavoro dignitoso e crescita economica

Anno Accademico 2021/2022

Conoscenze e abilità da conseguire

Al termine del corso lo studente conosce le fonti per la storia sociale del mondo greco e romano e si sa orientare nelle linee fondamentali del dibattito storiografico in corso. È in grado di leggere, commentare e contestualizzare le fonti specifiche con conoscenza diretta anche degli originali in lingua greca e latina. Comprende le articolazioni della società greca e romana, sa riconoscere la rilevanza nel dibattito sociale e culturale delle definizioni di genere e di identità, nelle loro componenti strutturali ed evoluzione storica. È capace di avvicinare testi e dati anche secondo prospettive originali e sa organizzare e classificare problemi e informazioni complesse in modo coerente con capacità di sintesi. Possiede spirito di autocritica e capacità di imparare dal confronto con altri ed è in grado di scegliere gli strumenti di apprendimento più adeguati rispetto alle proprie capacità ed inclinazioni.

Contenuti


Lavoro e lavoratori nella società romana.

  1. Lezione introduttiva: Sarà dedicata all'analisi delle fonti e alla metodologia di ricerca nella storia sociale del mondo antico.
  2. Argomento specifico: Lavoro e lavoratori nella società romana.

2.1 Gli aspetti generali relativi al rapporto tra lavoro e società (tre lezioni)

Nella mentalità del mondo greco-romano la considerazione del lavoro pare mutare a seconda dell’ideologia che caratterizza le diverse classi sociali. Il confronto tra fonti letterarie e documentazione epigrafica restituisce, dal canto suo, un quadro apparentemente discordante e non omogeneo. La sua analisi suscita, inoltre, molteplici riflessioni che inducono a interrogarsi su vari aspetti:

  • l’esistenza di una “compatibilità” a priori tra professioni e gruppi sociali;
  • la rintracciabilità di una concezione positiva del lavoro, uniformemente interpretato come motivo di orgoglio e fonte di prestigio e di distinzione sociale per i membri delle classi inferiori;
  • l’eventuale ruolo di appartenenza a una categoria professionale o a un collegium come tramite per la costruzione di un’identità sociale positiva;
  • l’esistenza di una gerarchia delle attività lavorative;
  • l’acquisizione e la pratica di una professione come mezzo di alfabetizzazione.

2.2 Casi di studio:

  • Le professioni pertinenti all’ambito della medicina, oggetto di considerazioni sociali tra loro agli antipodi, che emergono dal confronto fra società greca e romana. Nel contempo, si tratta di categorie professionali documentate da un numero di documenti epigrafici rimarchevole rispetto a quelli pertinenti ad altre attività (tre lezioni).
  • Altre professionalità (cinque lezioni):

attività agricole e dell’allevamento

attività commerciali

attività artigianali

professioni femminili con un confronto fra società greca e romana

lavoro infantile

2.3 L'ultimo aspetto su cui si soffermerà l'attenzione sarà la significativa presenza nella società romana dei collegia:

  • il loro ruolo nel mondo del lavoro e le motivazioni che ne hanno favorito sviluppo e diffusione (due lezioni).
  • Particolare attenzione sarà data ai casi dei collegia dei centonari, dei fabri, dei dendrophori, dei libitinari (due lezioni).

Testi/Bibliografia

Saranno considerati frequentanti gli studenti che seguiranno almeno il 75% delle lezioni.

1) Appunti dalle lezioni.

2) Lettura di:

- Gabriella Poma, Riflessioni sulla storia antica, in La storia antica
Metodi e fonti per lo studio
, a cura di G. Poma, Il Mulino, Bologna 2016, pp. 7-25.

- Alessandro Cristofori, La documentazione, in A. Marcone (ed.) Storia del lavoro in Italia. L’età romana. Liberi, semiliberi e schiavi in una società premoderna, Roma 2016, pp. 35-76.

- Ellen Meiksins Wood, Schiavitù e lavoro, in  I Greci. Storia Cultura Arte Società, I, Noi e i Greci, a cura di S. Settis, Torino 1996, pp. 611-636.

- Nadine Bernard, Il lavoro al femminile, in Donne e società nella Grecia antica, Roma, Carocci, 2011, pp. 117-140.

-Franco Giorgianni, La funzione tecnica e il mestiere dell’artigiano nella Grecia antica tra merito e responsabilità. Una rassegna critica, ὅρμος - Ricerche di Storia Antica n.s. 9-2017, pp. 420-437.

Due articoli a scelta fra i seguenti:

E. Cantarella, Qualche considerazione sul lavoro femminile a Pompei, Saitabi, 49, 1999, pp. 259-272;

S. Castagnetti,  I collegia della Campania, in Forme di aggregazione nel mondo romano, a cura di Elio Lo Cascio e Giovanna D. Merola, Bari,  Edipuglia, 2007, pp. 223-241;

A. Cristofori, C. Salvaterra, La ricerca italiana del XX secolo sugli artigiani, i commercianti e le loro organizzazioni professionali nel mondo romano (reperibile in academia.edu)

D. Faoro, I collegia professionali nel bellunese: il caso dei dendrophori. Stato degli studi e proposte di riflessione, Archivio Storico di Belluno, Feltre e Cadore, LXXV, n. 324, pp. 5-18 (reperibile in academia.edu).

Gli studenti non frequentanti sono pregati di contattare la docente al seguente indirizzo mail: daniela.rigato@unibo.it.


In linea di massima, per i non frequentanti,  è prevista la lettura di:

- Gabriella Poma, Riflessioni sulla storia antica, in La storia antica
Metodi e fonti per lo studio
, a cura di G. Poma, Il Mulino, Bologna 2016, pp. 7-25.

- Alessandro Cristofori, La documentazione, in A. Marcone (ed.) Storia del lavoro in Italia. L’età romana. Liberi, semiliberi e schiavi in una società premoderna, Roma 2016, pp. 35-76.

- Mauro De Nardis, Terminologia e concetto di “lavoro” in età romana, in A. Marcone (ed.) Storia del lavoro in Italia. L’età romana. Liberi, semiliberi e schiavi in una società premoderna, Roma 2016, pp. 79­-90.

- A. Cristofori, Lavoro e identità sociale, in A. Marcone (ed.) Storia del lavoro in Italia. L’età romana. Liberi, semiliberi e schiavi in una società premoderna, Roma 2016, pp. 149-174.

- D. Rigato, Medicines, doctors and patients in Greek and Roman Society, in M. Malatesta (ed.), Doctors and Patients. History, Representation, Comunication from Antiquity to the Present, San Francisco (USA) 2015, pp. 23-51.

- Ellen Meiksins Wood, Schiavitù e lavoro, in I Greci. Storia Cultura Arte Società, I, Noi e i Greci, a cura di S. Settis, Torino 1996, pp. 611-636.

- Nadine Bernard, Il lavoro al femminile, in Donne e società nella Grecia antica, Roma, Carocci, 2011, pp. 117-140.

-Franco Giorgianni, La funzione tecnica e il mestiere dell’artigiano nella Grecia antica tra merito e responsabilità. Una rassegna critica, ὅρμος - Ricerche di Storia Antica n.s. 9-2017, pp. 420-437.

- F. Diosono, Collegia. Le associazioni professionali nel mondo romano, Edizioni Quasar, Roma 2007.

 

I volumi sono reperibili presso la biblioteca della Sezione di Storia Antica, via Zamboni 38, II piano


 


Metodi didattici

Lezioni a distanza e frontali.

Gli studenti sono sollecitati ad intervenire criticamente.

Nel sito web del corso, sulla  piattaforma Insegnamenti on line (https://virtuale.unibo.it/), saranno messi a disposizioni numerosi materiali pertinenti al corso.

Modalità di verifica e valutazione dell'apprendimento

L'esame consiste in un colloquio orale.

Nella valutazione della prova si terrà conto, in particolare, della capacità dello studente di sapersi orientare all'interno delle fonti e del materiale bibliografico d'esame al fine di trarre le informazioni utili che gli permetteranno di illustrare temi e problemi e di saperli collegare tra loro. Si valuteranno quindi:

- La padronanza dei contenuti

- La capacità di sintesi e di analisi dei temi e dei concetti

- La capacità di sapersi esprimere adeguatamente e con linguaggio appropriato alla materia trattata

-Il raggiungimento da parte dello studente di una visione organica
dei temi affrontati a lezione congiuntamente alla loro utilizzazione critica, una buona padronanza espressiva e di linguaggio specifico saranno valutati con voti di eccellenza.

Una conoscenza mnemonica della materia, unitamente a capacità di
sintesi e di analisi articolate in un linguaggio corretto, ma non sempre appropriato, porteranno a valutazioni discrete.

Lacune formative e/o linguaggio inappropriato – seppur in un contesto di conoscenze minimali del materiale d'esame – condurranno a voti che non supereranno la sufficienza.

Lacune formative,linguaggio inappropriato, mancanza di orientamento all'interno dei materiali bibliografici offerti durante il corso saranno valutati negativamente.

Lo studente dovrà rispondere a tre domande che riguardano:

-il manuale indicato;

-gli argomenti analizzati durante le lezioni.

Strumenti a supporto della didattica

 Durante le lezioni verranno distribuite fotocopie e proiettati power points per illustrare le varie tematiche esaminate.


Orario di ricevimento

Consulta il sito web di Daniela Rigato