78012 - MIND AND LANGUAGE (1)

Scheda insegnamento

SDGs

L'insegnamento contribuisce al perseguimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'Agenda 2030 dell'ONU.

Istruzione di qualità

Anno Accademico 2019/2020

Conoscenze e abilità da conseguire

Questo corso introduce ad alcuni temi centrali ad argomenti nella filosofia della mente e del linguaggio nella tradizione della filosofia analitica. Lo scopo principale è quello di trattare nel dettaglio alcune argomentazioni e testi che hanno giocato un ruolo centrale nelle discussioni contemporanee. Fra le tematiche che potranno essere oggetto del corso vi sono: la natura del contenuto mentale e linguistico; la natura del pensiero e la sua relazione con la comprensione linguistica; cosa è il riferimento e il significato e come si correlano all'intenzionalità e ai concetti; la relazione tra le nostre capacità rappresentazionali, inferenziali e la natura della razionalità; la natura e la conoscenza dei nostri stati mentali; la relazione tra dominio del mentale e il dominio del fisico. Gli studenti acquisiranno una comprensione dei temi centrali nella filosofia del linguaggio e della mente e saranno in grado di spiegare e cimentarsi in maniera competente, sia oralmente che nello scritto, con questi problemi. In particolare gli studenti acquisiranno le seguenti competenze: * padroneggiare i concetti centrali della filosofia della mente e del linguaggio; * comprendere le posizioni filosofiche coinvolte nei dibattiti; * comprendere le argomentazioni a favore o contro le tesi oggetto dei dibattiti; * rendersi conto della portata di questi argomenti per altre aree della filosofia.

Contenuti

Wittgenstein e lo scetticismo sul significato - il paradosso di seguire una regola

È naturale pensare che in ogni attività umana via sia una differenza tra una pratica corretta e una scorretta. La correttezza o meno delle mosse che che facciamo in una pratica sembra quindi determinata, in parte almeno, da regole che, in qualche maniera, guidano il nostro agire in relazione allo scopo della pratica. Ma se ci sono regole, ci sono anche fatti relativi a ciò che le regole richiedono, fatti che, se siamo capaci di far parte di questa pratica perché guidati da queste regole, dobbiamo essere in grado di apprendere e applicare agendo in relazione ad esse. Quindi anche la pratica linguistica sembra dover incorporare questa distinzione: l’assenso a una certa asserzione, espressa in una lingua che si comprende, può essere quindi corretto o meno. Sembra quindi che la possibilità di una pratica linguistica ci obblighi a dover concepire ciò che costituisce la correttezza o scorrettezza di un’asserzione indipendentemente dalla propria disposizione verso di essa. Quindi deve esservi, in relazione alla regole che presiedono la correttezza della pratica linguistica -chiamiamole regole semantiche-, fatti relativi a ciò che le regole semantiche richiedono, fatti che, se siamo capaci di usare una lingua perché guidati dalle relative regole semantiche, dobbiamo essere in grado di apprendere e applicare agendo in relazione ad esse.

La questione centrale è quindi: come è possibile essere guidati dalle regole semantiche della lingua che comprendiamo? Sembra che tre condizioni debbano essere soddisfatte (Wright 2007) 1 :

1) le regole semantiche devono istruire le condizioni indipendentemente dai parlanti, altrimenti non ci sarebbe una reale guida basata su di esse (condizione di oggettività) - quale fatto può rendere tale condizione operativa dimodoché sia già stabilito, antecedentemente a ogni uso, che un parlante competente debba agire e risponderein un certo modo per usare competentemente la lingua?

2) Se la nostra pratica linguistica è guidata da regole semantiche, ci devono
essere fatti circa l’identità della regola specifica che intendiamo seguire che la distinguano da altre regole (condizione di pertinenza)- ma come possono esserci tali fatti se quello che abbiamo detto e fatto è compatibile con l’aver inteso seguire in numero indefinito di regole diverse?

3) Ammettendo che regole semantiche abbiano una propria indipendenza e identità specifica, come si può rendere conto della nostra abilità di essere sensibili a ciò che queste regole richiedono ? Come facciamo ad essere guidati da queste regole?


A queste domande possiamo trovare due diverse strategie di riposta:

i) la strategia comunitaria secondo cui il seguire una regola semantica è fondato, in qualche modo che deve essere specificato, nel far parte di una comunità linguistica;

ii) la strategia platonista secondo cui il seguire una regole è fondato nell’esistenza di regole indipendenti dalla comunità linguistica.

Entrambe le strategie hanno problemi ad essere stabilizzate. La strategia comunitaria sembra escludere che la correttezza di una valutazione riguardo un nostro giudizio sull’uso di un’espressione possa essere indipendente da qualunque altro giudizio: ovvero sembra escludere che una valutazione possa essere corretta o corretta indipendente da quello che ne pensiamo a riguardo. La strategia platonista sembra invece sembra rendere misterioso come una regola totalmente indipendente da noi possa essere afferrata e seguita.


In questo corso vedremo come, formulando per primo il problema in questi termini, Ludwig Wittgenstein cercò in Ricerche filosofiche (1953) di affrontare la questione e come la questione è stata affrontata successivamente nella filosofia analitica contemporanea tramite lo studio di dei più importanti contributi - in particolare Saul Kripke, John McDowell, Paul Boghossian e Crispin Wright.

l sillabo completo (bibliografia completa, modalità esami, calendario delle lezioni ecc..) sarà disponibile sull'elearning IOL.

Orari

II periodo: lunedì h. 13-15 (aula A, via Centotrecento), mercoledì h.13-15 (aula D, via Centotrecento), giovedì h. 15-17 (aula D, via Centotrecento)

Testi/Bibliografia

Testi obbligatori

  1. Wittgenstein, Ludwig. Philosophische Untersuchungen (1953), 4a
    ed. riveduta da P.M.S. Hacker e J. Schulte, Oxford: Blackwell,
    2009. Tr. it. di M. Trinchero, (1995), Ricerche filosofiche, Torino:
    Einaudi. [Testo base in cui Wittgenstein presenta la questione di seguire una regola, ci concentreremo sui §§ 138-242].
  2. Kripke, Saul (1982), Wittgenstein on Rules and Private Language:An Elementary Exposition, Oxford: Blackwell. Tr. it. di M. Santambrogio, (1984), Wittgenstein su regole e linguaggio privato, Torino: Boringhieri. [L’interpretazione più celebre e discussa del seguire una regola in cui Kripke presenta il paradosso scettico di seguire una regola e, argomentando contro ogni soluzione, offre una “soluzione scettica” al paradosso.]
  3. Wright, Crispin. “Kripke’s Account of the Argument against Private Language.” Journal of Philosophy 71 (1984): 759-778.[Contro Kripke, sviluppa una risposta primitivista basata sulle intenzioni del parlante.]
  4. McDowell, John. “Wittgenstein on Following a Rule.” Synthese 58 (1984): 325-363.[Contro l’interpretazione di Kripke e a favore di una soluzione “quietista”].
  5. Boghossian, Paul. “The Rule-Following Considerations.” Mind 98 (1989): 507-549. [A favore di una soluzione primitivista.]
  6. Zalabardo, Jose. “Wittgenstein on Accord.” Pacific Philosophical Quarterly 84 (2003): 311-329. [A favore di una soluzione platonista.
  7. Horwich, Paul. Wittgenstein’s Metaphilosophy, Oxford: Oxfo University Press, cap. 5 “Kripke’s Wittgenstein”. [A favore di una soluzione disposizionalista.]

Testi di supporto (utili per integrare la lettura di RF)

  • McGinn, Marie (1997). Routledge Philosophy Guidebook to Wittgen-
    stein and the Philosophical Investigations. Routledge.
    [Una guida chiara e originale di [1]]
  • Ahmed, Arif, (2010). Wittgenstein’s Philosophical Investigations.
    Continuum. [Un’introduzione molto breve e chiara a [1]].
  • Baker, G. P. & Hacker, P. M. S. (2005). Wittgenstein: Understanding and Meaning: Volume 1 of an Analytical Commentary on the Philosophical Investigations, Part Ii: Exegesis §§1-184. Wiley-Blackwell. [La più dettagliata e filogicamente accurata guida esegetica alle sezioni di [1] precedenti di seguire una regola.]
  • Baker, G. P. & Hacker, P. M. S. (2009). Wittgenstein: Rules,
    Grammar and Necessity: Volume 2 of an Analytical Commentary
    on the Philosophical Investigations, Essays and Exegesis 185-242.
    Wiley-Blackwell. [La più dettagliata e filogicamente accurata guida esegetica ai passaggi di [1] sul seguire una regola.
  • Glock, Hans-Johann (1996). A Wittgenstein Dictionary. Wiley-
    Blackwell. [Un ricchissima guida alla terminologia usata da Wittgenstein nelle sue opere.]
  • Perissinotto, Luigi (1997). Wittgenstein. Una guida. Feltrinelli.
    [Breve e chiara introduzione a Wittgenstein.]

Metodi didattici

Oltre alle lezioni frontali, verranno usati quiz di comprensione sull'elearning e verrà usato un metodo sperimentale di insegnamento basato sul concetto di peer instruction.

Modalità di verifica dell'apprendimento

Un paper scritto (lunghezza e argomento saranno concordati con il docente) e un esame orale.

Userò questi criteri di verifica per determinare le seguenti soglie di valutazione:


30 e lode prova eccellente, sia nelle conoscenze che nell’articolazione critica ed espressiva.

30 prova ottima, conoscenze complete, ben articolate ed espresse correttamente, con alcuni spunti critici.


27-29 prova buona, conoscenze esaurienti e soddisfacenti, espressione sostanzialmente corretta.


24-26 prova discreta, conoscenze presenti nei punti sostanziali, ma non esaurienti e non sempre articolate con correttezza.


21-23 prova sufficiente, conoscenze presenti in modo talvolta superficiale, ma il filo conduttore generale risulta compreso. Espressione e articolazione lacunose e spesso non appropriate.


18-21 prova appena sufficiente, conoscenze presenti ma superficiali, il filo conduttore non è compreso con continuità. L’espressione e l’articolazione del discorso presentano lacune anche rilevanti.

Strumenti a supporto della didattica

Slide, elearning e software Wooclap per il metodo peer instruction

Orario di ricevimento

Consulta il sito web di Sebastiano Moruzzi