12191 - STORIA DELLA FILOSOFIA MEDIEVALE (1)

Scheda insegnamento

SDGs

L'insegnamento contribuisce al perseguimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'Agenda 2030 dell'ONU.

Istruzione di qualità Pace, giustizia e istituzioni forti

Anno Accademico 2019/2020

Conoscenze e abilità da conseguire

Il corso introduce alla conoscenza dello sviluppo del pensiero medievale considerato nel suo complesso e in alcuni suoi momenti significativi. Il corso si propone inoltre di addestrare alla lettura diretta e all'analisi critica dei testi. Lo studio degli argomenti trattati dovrebbe favorire l'acquisizione della capacità di valutare l'importanza e la funzione storica del pensiero medievale e di apprezzare la portata teorica di alcuni suoi aspetti particolari attraverso lo studio dei testi.

Contenuti

Il dialogo filosofico fra le religioni nel pensiero medievale

Il dialogo fra le religioni è ostacolato, in via di principio, dalla tendenza di ciascuna di esse a porsi quale unica depositaria di verità assolute. Un regime di incompatibilità sembra ostacolare la possibilità di un dialogo, l'ascolto delle verità degli altri. Le radici di tale regime sono state spesso individuate (in conseguenze di pregiudizi ideologici privi di fondamento) nei secoli di ciò che convenzionalmente si definisce medioevo.Tuttavia, a una storia della filosofia che sappia farsi critica nei confronti di stereotipi e luoghi comuni, deve essere affidato il compito di negoziare concettualmente anche uno spazio di comunicazione tra i credenti di diverse credenze, individuando conoscenze, regole formali e principi fondativi che siano condivisibili da tutti gli esseri razionali. In realtà, contrariamente a quanto vorrebbe una vulgata basta su stereotipi ideologici, fu proprio nei secoli medievali enell'etrogeneità e metissaggio geoculturale che furono loro costitutivi, alla filosofia fu affidato il compito di indagare, tradurre, registrare e tramandare (o mettere comunque in questione) le pretese di assolutezza della ragione teologica e della fede. In tale luce un’analisi storico-concettuale delle più significative opere e posizioni filosofiche medievali sul tema delle verità degli altri e del dialogo interreligioso possono fornire soluzioni efficaci e motivi di riflessione ancora attuali. Partendo da un comune terreno testuale, costituito dal genere narrativo del dialogo, il corso prosegue, in autonomia ma legato alle indagini sulla lunga durata condotte negli anni scorsi, possibili percorsi filosofici del dialogo inter-religioso nel tardo medioevo (XIII-XV sec.). A partire da un confronto che includerà, le fonti della cristianità greca e latina, quelle islamiche ed ebraiche.

All'interno di una contestualizzazione sulla lunga durata, il corso, a) dopo aver preso in rassegna la posizione cardine di Abelardo e la tradizione delle dispute giudaiche nonché il dialogo scientifico con le tradizioni (e le traduzioni) greco-arabe del XIII secolo, si soffermerà in particolare su opere e tradizioni che vanno b) da Federico II di Svevia, fino a Tommaso, Ockham e Raimondo Lullo, per giungere infine c) alla proposta irenica del De pace fidei di Niccolò Cusano.

Testi/Bibliografia

1) Fonti
Pietro Abelardo: Collationes a.k.a. Dialogus inter Philosophum, Iudaeum, et Christianum. Edited by Giovanni Orlandi, with introduction, translation, and notes by John Marenbon, in Peter Abelard: Collationes, Oxford University Press 2001.

Edizione di riferimento 

Pietro Abelardo, Dialogo tra un filosofo, un cristiano e un giudeo, con testo a fronte a cura di Mt Fumagalli Beonio Brocchieri, Bur-Rizzoli, Milano, 1992 (Ia ed. e successive).

b) Abraham Abulafia, Sefer Ha-Ot, (Il libro del segno), e-University/Kabbalah, 2018 (le parti lette in aula); ii) Yehuda ha-Levi. Kuzari. Trad. N. Daniel Korobkin col titolo The Kuzari: In Defense of the Despised Faith. Northvale, N.J. 1998. 2ª ed., Gerusalemme, Feldheim Publishers, 2009 (messo a disposizione dal docente)

c) Raimondo Lullo, Il libro del Gentile e dei tre Savi, Paoline, Milano, 2012 (le parti lette in aula).

d) Niccolò Cusano, Tutte le opere filosofiche, teologiche e matematiche, a cura di E. Peroli, Milano, Bompiani, 2017 (le parti relative al De pace fidei lette in aula).

 

2) Letteratura secondaria:

- Mt. Fumagalli Beonio Brocchieri, Introduzione ad Abelardo, laterza, Bari-Roma, 2010 (oppure: M. Rossini, Pietro Abelardo, La Scuola, 2015).

- M. Coppola, G. Fernicola e L. Pappalardo (a cura di), Dialogus, il dialogo filosofico tra le religioni nel pensiero tardo antico, medievale e umanistico (NB il docente specificherà i saggi utilizzati entro l'inizio del corso), Città Nuova, Roma, 2014


3) Parte istituzionale

Per la parte istituzionale, relativa alla storia della filosofia medievale, lo studente è tenuto a prepararsi, scegliendo uno o l'altro:

a) U. Eco e R. Fedriga, La filosofia e le sue storie vol. I., Filosofia antica e medievale, Laterza, Bari-Roma, 2016 (cap. 10-11-12).

b) - Pasquale Porro e Costantino Esposito, Filosofia, Laterza, Bari-Roma, 2008 (vol I, cap. XII e parte IV)

4) Per studenti non frequentanti

Gli studenti non frequentanti, oltre al punto 3 (con lo studio di tutta la parte relativa alle filosofia medievale e non solo le parti segnalate per i frequentanti) sono tenuti a preparare:

Tommaso d'Aquino, Unità dell'intelletto, a cura di Alessandro Ghisalberti, Bompiani, Milano, 2000.

Sigieri di Brabante, Anima dell'Uomo, Bompiani, Milano, 2005.

A. Petagine, Aristotelismo Difficile, L'intelletto umano nella prospettiva di Alberto Magno, Tommaso d'Aquino e Sigieri di Brabante, Vita e Pensiero, Milano, 2005.

Metodi didattici

La didattica sarà prevalentemente effettuata attraverso lezioni frontali. A partire dall'analisi critica del termine "filosofia medievale", è previsto l'uso di fonti dirette e indirette, cartacee e on line (con relative indicazioni sull'attendibilità delle fonti). All'interno di una concezione che intende la ricerca storico-filosofica come sapere critico, alla fine del corso lo studente svilupperà la capacità di muoversi all'interno della storia della filosofia con indipendenza di giudizio, riconoscendo la pluralità e la concreta dimensione storica della riflessione filosofica, oltre i luoghi comuni che leggono il medioevo e le sue tradizioni di pensiero come "secoli bui" e al di là degli anacronismi legati a categorie quali quella di filosofia perenne.

Modalità di verifica dell'apprendimento

L'esame consisterà in una verifica scritta (od orale previo opportuno avviso), sia sui contenuti del corso sia sulla parte istituzionale relativa alla conoscenza delle tradizioni filosofiche medievali. La verifica valuterà le capacità critiche e metodologiche maturate dallo studente, il quale dovrà confrontarsi sia con i testi affrontati durante il corso sia con quelli relativi alla bibliografia in funzione di un'adeguata conoscenza del pensiero medievale.
Il possesso da parte dello studente di una conoscenza storica e filosofica dei temi affrontati a lezione non andrà disgiunta tanto dalla riflessione sull'utilizzazione critica degli strumenti bibliografici e di letteratura secondaria, quanto dal possesso di una padronanza espressiva, scritta e orale, del linguaggio specifico filosofico: tali conoscenze e capacità saranno valutate con voti di eccellenza. La conoscenza prevalentemente mnemonica della materia, unita a capacità di sintesi e di analisi scarsamente articolate, condurrà a valutazioni ai limiti della sufficienza. Lacune formative e/o linguaggio inappropriato condurranno a voti che non raggiungeranno la sufficienza.

Strumenti a supporto della didattica

Fonti primarie, letteratura secondaria, filmati, fonti narrative, iconografiche e musicali, fonti cinematografiche, risorse online, slides, conferenze di studiosi.

Orario di ricevimento

Consulta il sito web di Riccardo Fedriga