30665 - FILOLOGIA DELLA LETTERATURA ITALIANA (LM)

Scheda insegnamento

  • Docente Leonardo Quaquarelli

  • Crediti formativi 6

  • SSD L-FIL-LET/13

  • Modalità didattica Convenzionale - Lezioni in presenza

  • Lingua di insegnamento Italiano

  • Orario delle lezioni dal 30/03/2020 al 05/05/2020

SDGs

L'insegnamento contribuisce al perseguimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'Agenda 2030 dell'ONU.

Istruzione di qualità

Anno Accademico 2019/2020

Conoscenze e abilità da conseguire

Lo studente conosce in modo approfondito la fenomenologia ecdotica e i problemi di critica testuale della tradizione letteraria italiana ed è in grado di utilizzare le conoscenze acquisite su questioni testuali specifiche e nel quadro del dibattito metodologico della filologia contemporanea

Programma/Contenuti

Un classico al di sopra di ogni sospetto: Dei delitti e delle pene.

«Qualche lettore curioso potrebbe chiedersi cosa sia realmente accaduto nella piccola comunità di letterati che pensava e scriveva nella settecentesca, operosa Milano austriaca, una città e un tempo percorsi da umori, idee "strane", timori. E potrebbe domandarsi anche perché si debba turbare l'idilliaco quadretto dell' Accademia dei Pugni e dell’amicizia dei giovani intellettuali che, tra il 1764 e il 1766, si riunirono intorno al Caffè. [...] Oltre due secoli or sono, a Milano, è imploso un caso letterario forse unico (non ne conosco altri analoghi nella nostra storia letteraria).

La sua eco (mai veramente sopita, tanto da giungere fino a noi) è stata però come privata del suono sia dai protagonisti e da quei pochi contemporanei che ne erano a conoscenza, sia poi da tanti storici e filologi per i quali l’esatta attribuzione di un testo non è essenziale rispetto al rilievo storico e alla collocazione culturale del testo stesso. Cosicché il caso letterario da uno che era agli inizi è poi diventato doppio; mentre l’implosione è rimasta sorda e ovattata. E in effetti, cosa può aggiungere o togliere all'importanza di uno scritto coraggioso, acuto, prezioso come Dei delitti e delle pene il fatto che ne sia autore Pietro Verri oppure il suo giovane collaboratore e allievo Cesare Beccaria?». Con queste parole Lucio Villari poneva un problema di non facile soluzione. Il corso si propone di esaminare la questione con strumenti filologici.

Testi/Bibliografia

Durante le lezioni verranno distribuiti testi e materiali.

Bibliografia di riferimento:

Cesare Beccaria, Dei delitti e delle pene: con una raccolta di lettere e documenti relativi alla nascita dell’opera e alla sua fortuna nell'Europa del Settecento, a cura di Franco Venturi. 5a ed., Torino, Einaudi, 1981.

Cesare Beccaria, Dei delitti e delle pene [edizione critica e commento], in: Id., Dei delitti e delle pene, a cura di Gianni Francioni, con Le edizioni italiane del «Dei delitti e delle pene» di Luigi Firpo, Milano, Mediobanca, 1984, pp. 13-214.

Gianni Francioni, Nota al testo, in: Cesare Beccaria, Dei delitti e delle pene, a cura di Gianni Francioni, con Le edizioni italiane del «Dei delitti e delle pene» di Luigi Firpo, Milano, Mediobanca, 1984, pp. 215-368; Id., La prima redazione del «Dei delitti e delle pene», Napoli, Bibliopolis, 1981; Id., Notizia sul manoscritto della seconda redazione del «Dei delitti e delle pene» (con una appendice di inediti di Pietro Verri relativi all’opera di Beccaria), «Studi settecenteschi», vol. 7-8, 1985-1986, pp. 229-96; Id., Diamo a Cesare…, «La Repubblica», XVIII, n. 291, 18 dicembre 1993, p. 28; Id., Sulla violenza testuale. La “volontà dell’autore” fra libera espressione e assenso “coatto”, in: Pubblicare il Settecento. Edizioni e ricerche in corso, a cura di Alberto Postigliola, Roma, Società italiana di studi sul secolo XVIII, 1991, pp. 66-81; Id., Il cantiere Beccaria (1984-2014), in: Omaggio a Cesare Beccaria a conclusione dell’Edizione Nazionale delle Opere, Atti del convegno (11 novembre 2015), Milano, Mediobanca, 2016, pp. 24-36; Id., Il cantiere Beccaria (1984-2014), in: Omaggio a Cesare Beccaria a conclusione dell’Edizione Nazionale delle Opere, Atti del convegno (11 novembre 2015), Milano, Mediobanca, 2016, pp. 24-36.

Lucio Villari, Un Caffè per due, «La Repubblica», 2 dicembre 1993, p. 37; Id., Cesare l’idiota, «La Repubblica», 22 dicembre 1993, p. 22.

Metodi didattici

Lezioni frontali. Lettura e analisi di testi.

Modalità di verifica dell'apprendimento

L'accertamento delle conoscenze e abilità acquisite dallo studente consiste in una prova orale volta a verificare la preparazione generale su tutti gli argomenti del corso, in un colloquio che ha lo scopo di valutare le capacità critiche e metodologiche maturate dallo studente, il quale sarà invitato a confrontarsi con i testi in programma. Lo studente dovrà dimostrare una appropriata conoscenza della bibliografia indicata nel programma. 

Il raggiungimento da parte dello studente di una visione organica dei temi affrontati a lezione congiunta alla loro utilizzazione critica, la dimostrazione di una padronanza espressiva e di linguaggio specifico saranno valutati con voti di eccellenza.

La conoscenza per lo più mnemonica della materia, capacità di sintesi e di analisi non approfondite e un linguaggio corretto ma non sempre appropriato porteranno a valutazioni discrete.

Conoscenza approssimativa, comprensione superficiale, scarsa capacità di analisi ed espressione non sempre appropriata condurranno a valutazioni fra la sufficienza e poco più.

Lacune formative, linguaggio inappropriato, mancanza di orientamento all'interno dei materiali bibliografici offerti nel programma non potranno che essere valutati negativamente.

Orario di ricevimento

Consulta il sito web di Leonardo Quaquarelli