09362 - RESTAURO ARCHITETTONICO (B)

Scheda insegnamento

Anno Accademico 2018/2019

Conoscenze e abilità da conseguire

Il modulo intende affrontare alcuni degli aspetti teorici per la disciplina: da monumento/documento a bene culturale, la specificità del restauro rispetto alle altre forme di recupero; la conservazione e la manutenzione nel dibattito attuale, l'attenzione per la "cultura materiale" ed il tema dell'autenticità. A livello operativo saranno invece trattate le problematiche dell'intervento sulle preesistenze, del rapporto antico/nuovo, dei criteri di reversibilità, compatibilità e minimo intervento. Particolare attenzione verrà posta al rapporto tra scienza e tecnica nel restauro, ai controlli non distruttivi ed ai nuovi materiali e tecnologie nonché al rapporto restauro/consolidamento e restauro/adeguamento impiantistico. Alla fine del modulo lo studente è in grado di : - rilevare criticamente un manufatto e sintetizzarne i dati storici; - analizzarne la consistenza generale ed il suo stato di conservazione; - progettare gli interventi preliminari e di massima di conservazione e restauro; - valutare le problematiche connesse all'adeguamento impiantistico ed al consolidamento; - valutare la compatibilità delle nuove destinazioni d'uso.

Programma/Contenuti

Il Laboratorio di Restauro Architettonico (C.I.12 CFU, ore 168) è costituito oltre al modulo/insegnamento caratterizzante di Restauro Architettonico (8 CFU,120 ore) da un modulo/insegnamento di Conservazione dei materiali nell'edilizia storica (4CFU, 48 ore).

I contenuti saranno sviluppati secondo il seguente programma.

A. Il progetto di restauro

-Restauro, conservazione, manutenzione. Il dibattito attuale e le principali proposte di metodo.

-I nodi problematici del restauro: distinguibilità, minimo intervento, reversibilità, compatibilità.

-ll rapporto antico-nuovo e la dialettica tra processo critico e atto creativo.

-Quali materiali per il restauro? Rapporto tra scelte tecniche e rispetto della fabbrica.

-L'uso attuale di edifici storici: problemi strutturali, tipologici e impiantistici.

 B. Ricerca storica, rilievo e restauro

-La fabbrica/documento di se stessa: il rilievo grafico, fotografico e i principali metodi archeometrici.

-La ricerca bibliografica, archivistica e iconografica.

-Dalla ricerca filologica all'interpretazione storica.

 C. Il cantiere tradizionale: materiali, tecniche, elementi costruttivi. Si veda il modulo/insegnamento di Coservazione dei materiali nell'edilizia storica

 D. Il degrado delle strutture e dei materiali: cause e processi

-L'umidità e le sue cause: i fenomeni dovuti all'azione dell'acqua.

-L'alterazione fisica: crioclastismo, termoclastismo, cristallizzazione, gelività, erosione.

-L'alterazione chimica: solfatazione e carbonatazione.

-Altri fenomeni di degrado (agenti biologici, fattori geologici, antropici, ecc.).

-I principali casi di dissesto strutturale.

 E. La diagnostica

-Il rilievo del degrado: accertamenti, campionature, prove in situ e in laboratorio.

-I controlli non distruttivi: raggi x, ultrasuoni, termografia.

-Il quadro igroscopico e il quadro fessurativo: modalità di lettura e rappresentazione.

F. Il restauro dei materiali, delle superfici e degli elementi costruttivi

-La cura delle superfici lapidee: pulitura, consolidamento, protezione.

-Il trattamento delle cortine laterizie.

-Gli interventi su intonaci e tinteggiature.

-Il restauro degli elementi lignei: disinfestazione, consolidamento, integrazione, trattamenti preventivi. 

-Risanamento dei danni da umidità.

-Il restauro delle strutture verticali e orizzontali: criteri orientativi negli interventi a carattere statico.

Testi/Bibliografia

Testi/Bibliografia

*Trattazioni generali

A. Bellini (a cura di), Tecniche della conservazione , Angeli, Milano 1986, quarta edizione aggiornata 1992

G. Carbonara (a cura di), Trattato di restauro architettonico , Utet, Torino 1996 e anni successivi con riferimenti agli argomenti trattati nel corso

G. Carbonara , Avvicinamento al restauro . Teoria, storia, monumenti , Liguori, Napoli 1997

L. Zevi , Il manuale del restauro architettonico, Mancosu, Roma 2001

 *Testi specifici

 - Per il punto A

 G. De Angelis d' Ossat, Sul restauro dei monumenti architettonici. Concetti, operatività, didattica, Bonsignori, Roma 1995

C. Varagnoli (a cura di), Conservare il passato. Metodi ed esperienze di protezione e restauro nei siti archeologici , Atti del convegno Chieti – Pescara 26-27 settembre 2003, Gangemi,  Roma 2005 

A. Ferlenga, E. Vassallo, F. Schellino (a cura di ), Antico e Nuovo. Architettura e architetture, Atti del convegno internazionale (Venezia 31 Marzo-3 aprile 2004), Il Poligrafo, Venezia 2007

- Per il punto B:

A. Bruschi , Indicazioni metodologiche per lo studio storico dell'architettura, in AA.VV., Lineamenti di storia dell'architettura, Carucci, Assisi-Roma 1978

L. Marino , Il rilievo per il restauro, Hoepli, Milano 1990

G. C arbonara (a cura di), Analisi degli antichi edifici, in Idem (a cura di),Trattato di restauro architettonico , Utet, Torino 1996, vol. 2°

G. Carbonara , Restauro dei Monumenti. Guida agli elaborati grafici, Liguori, Napoli 1990

 - Per il punto C:

P. Marconi , Arte e cultura nella manutenzione dei monumenti , Laterza, Roma-Bari 1984

C.F. Giuliani , L'edilizia nell'antichità , NIS, Roma 1990; nuova edizione, Carocci, Roma 2006

U. Menicali , I materiali nell'edilizia storica. Tecnologia e impiego dei materiali tradizionali , NIS, Roma 1992

F. Giovanetti (a cura di), Manuale del recupero del comune di Città di Castello, D.E.I. – Tipografia del Genio Civile, Roma 1992

S. Della Torre (a cura di), Storia delle tecniche murarie e tutela del costruito. Esperienze e questioni di metodo, Guerini, Milano 1996

C. Varagnoli , La materia degli edifici antichi , in G. Carbonara (a cura di),Trattato di Restauro , Utet, Torino 1996, vol. 1°

F. Giovanetti (a cura di), Manuale del recupero del comune di Roma, D.E.I. – Tipografia del Genio Civile, Roma 2000 (I ed. 1997)

G. Fiengo, L.  Guerriero ( a cura di), Atlante delle tecniche costruttive tradizionali. Lo stato dell'arte, i protocolli della ricerca. L'indagine documentaria. Atti del I e del II Seminario Nazionale, Arte Tipografica Editrice, Napoli 2003

C. Varagnoli (a cura di), Atlante delle tecniche costruttive della regione Abruzzo, Gangemi, Roma 2008

 - Per il punto D:

Raccomandazioni Normal 1/88, Alterazioni macroscopiche dei materiali lapidei: lessico , CNR-ICR, Roma 1988

M. Matteini, A. Moles , Scienza e restauro, Nardini, Firenze 1990 (I ed.1984)

L.M. Monaco, A. Santamaria , Indagini, prove e monitoraggio nel restauro degli edifici storici. Guida pratica al rilievo e alla diagnostica, ESI, Napoli 1998

C. Arcolao , La diagnosi nel restauro architettonico. Tecniche, procedure, protocolli, Marsilio, Venezia 2008

 - Per i punti E, F:

G. Massari , Il risanamento igienico dei locali umidi , Hoepli, Milano 1981

L. Lazzarini , M. Laurenzi Tabasso , Il restauro della pietra , CEDAM, Padova 1986

Raccomandazioni Normal 1/88, Alterazioni macroscopiche dei materiali lapidei: lessico , CNR-ICR, Roma 1988

G. Tampone , Il restauro delle strutture in legno , Hoepli, Milano 1996

G. Cigni , Il consolidamento murario. Tecniche di intervento , Kappa, Roma 1997 (I ediz. 1978)

C. Conti, G. Martines, C. Usai , Gli interventi di conservazione su materiali e superfici, in G. C arbonara (a cura di), Trattato di restauro architettonico , Utet, Torino 1996, vol. 3°

L. Baruchello, G. Assenza , Diagnosi dei dissesti e consolidamento delle costruzioni. Manuale pratico, Roma, D.E.I. – Tipografia del Genio Civile, 1998

S. Franceschi, L. Germani , Manuale operativo per il restauro architettonico, Roma, D.E.I. – Tipografia del Genio Civile, 2003

P. Rocchi (a cura di), Trattato sul consolidamento, Mancosu, Roma 2003

B.Magrelli, C. Meucci. DEGRADO E CONSERVAZIONE DEI MATERIALI LAPIDEI, Edil, Roma 2000

S. Musso, RECUPERO E RESTAURO DEGLI EDIFICI STORICI, EPC libri, Roma 2004

G.Pedemonte, E. Fornari. Chimica e restauro, Marsilio, Venezia 2003

E.Pecchioni, F.Fratini, E. Cantisani. LE MALTE ANTICHE E MODERNE TRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE, Patron, Bologna 2008

G. Torraca, LA CURA DEI MATERIALI NEL RESTAURO DEI MONUMENTI, Bonsignori, Roma 2001

 *Altre indicazioni bibliografiche saranno fornite durante il corso in funzione degli argomenti trattati. Per aggiornamenti sulla disciplina e il confronto con cantieri di restauro, a scala edilizia e urbanistica, è utile la consultazione delle seguenti riviste:

  ANAΓKH, AR, Arkos, Bollettino d'Arte, Casabella, I Beni Culturali, Kermes, L'industria delle Costruzioni, Materiali e Strutture, Paesaggio urbano, Palladio, Recuperare, Recuperare l'Edilizia, Recupero & conservazione, Restauro, Restauro & Città, Ricerche di Storia dell'Arte, Storia Architettura, Storia Urbana, TeMa, V&D

Altre indicazioni verranno fornite nel corso delle singole lezioni.

Metodi didattici

Il corso è articolato in lezioni ex cathedra ed esercitazioni. Le lezioni fanno da supporto alle esercitazioni sullo specifico tema di progetto, e riguardano temi di teoria e storia del restauro, questioni di metodo e di carattere generale, aspetti tecnici e di cantiere.

L'esercitazione verrà svolta, con il supporto dei docenti e dei tutor, in cantieri individuati di anno in anno, sulla base di convenzioni con proprietari e gestori dei medesimi, pubblici e privati.

Modalità di verifica dell'apprendimento

Il Laboratorio di Restauro Architettonico (C.I.12 CFU, ore 168) è costituito oltre al modulo/insegnamento caratterizzante di Restauro Architettonico (8 CFU,120 ore) da un modulo/insegnamento di Conservazione dei materiali nell'edilizia storica (4CFU, 48 ore).

L'esame del Laboratorio di Restauro Architettonico comprende la verifica dell'apprendimento dei contenuti di tutti i moduli/insgnemanti che compongono il Corso Integrato e si svolge in una unica prova di esame.

Nell'esame di fine corso, attraverso la disamina e una discussione sugli elaborati prodotti, relativi al restauro di un immobile storico, verrà  verificato il raggiungimento degli obiettivi didattici:

-essere in grado di impostare e condurre una ricerca storica applicata all'immobile oggetto dell'esercitazione;

-essere in grado di redigere un rilievo geometrico per il restauro (approfondimenti dei particolari costruttivi; fuoripiombo; spanciamenti...);

-essere in grado di redigere un quadro strutturale della fabbrica, con individuazione di fenomeni di dissesto statici e dinamici;

-essere in grado di identificare i materiali e annotarli sui rilievi geometrici precedentemente prodotti  e su apposite schede analitiche:

-essere in grado di identificare le forme del degrado e annotarle sui rilievi geometrici precedentemente prodotti e su apposite schede analitiche;

-essere in grado di connettere forme del degrado a possibili loro cause, annotandole sui rilievi e su apposite schede analitiche e definendo interventi atti a ridurle o rimuoverle;

-essere in grado di formulare un programma d'uso compatibile con la fabbrica (organigramma funzionale);

-dimostrare di avere competenze impiantistiche applicate;

-essere in grado di redigere un progetto secondo i vari livelli previsti dalla normativa di settore (preliminare; definitivo; esecutivo);

-essere in grado di definirne i capitolati e i computi metrico-estimativi applicati;

L'esercitazione segue un percorso che dalla fase conoscitiva, giunge gradualmente a quella progettuale.

Le tappe di tale percorso possono così essere sintetizzate: indagine storico-critica, rilievo, esame dei materiali e delle tecniche costruttive, analisi del degrado, proposta di conservazione e restauro (vedi sopra).

Gli elaborati, debitamente vistati dalla docenza, saranno presentati come stati di avanzamento del lavoro, secondo un calendario comunicato all'avvio del laboratorio; la valutazione avverrà al momento dell'esame finale, mentre la non consegna degli elaborati alle date indicate costituisce motivo di esclusione dal laboratorio; tutti gli elaborati dovranno essere conclusi entro la  data di appello e faranno parte integrante dell'esame finale. Le tavole, in formato e numero da concordare con la docenza, dovranno essere numerate progressivamente e riportare, fra le altre indicazioni –università, corso di laurea, laboratorio, docenti, tutor, anno accademico, tema di studio, argomento della singola tavola- i nomi degli autori per esteso. Una copia del lavoro, insieme a una copia su supporto digitale, sarà trattenuta per l'archivio del corso.

Strumenti a supporto della didattica

Sono previsti sopralluoghi in cantieri di restauro

Orario di ricevimento

Consulta il sito web di Andrea Ugolini