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Agorà - La Scienza in Piazza

In collaborazione con l'Area della Ricerca

Palazzo Re Enzo, Bologna, 11-21 Marzo 2010 (sabato e domenica)

Una serie di incontri per raccontare la scienza in divenire e far parlare ricercatori e cittadini. A essere presentati non saranno i risultati già conseguiti, ma i progetti, soprattutto europei, in corso, perché la scienza è un lavoro quotidiano. Per una volta, lo sguardo non sarà quindi puntato al passato ma al futuro e ai risultati che si spera di ottenere.

Pubblico: per tutti | fino ad esaurimento posti (30)

Cherish: genetica e bioinformatica per il ritardo mentale

Con Claudio Graziano, ricercatore progetto Cherish

Da cosa dipende il ritardo mentale? Come lo si diagnostica e quali terapie sono possibili? Il ritardo mentale è un disturbo eterogeneo ed è di origine genetica nel circa 50 % dei casi. Nonostante il recente progresso nella ricerca, le cause e la patofisiologia del ritardo mentale rimangono oscure. La ricerca è quindi essenziale per sviluppare future strategie diagnostiche e terapeutiche. Potremo così scoprire anche alcuni dei risultati del progetto internazionale Cherish, coordinato dal Professor Giovanni Romeo e di cui Graziano segue gli aspetti clinico scientifici. Il progetto si propone di migliorare la diagnosi del ritardo mentale nei bambini dell’Europa Orientale e dell’Asia Centrale attraverso la caratterizzazione genetica e la bioinformatica.
Sabato 13 ore 11.00

Magister: riparare i tessuti in vivo, sogno o realtà?

Con Alessandro Russo, ricercatore progetto Magister

Un incontro per riflettere sulle prospettive dell’ingegneria tissutale e dei suoi studi per ottenere tessuti artificiali destinati a guarire, rigenerare e sostituire tessuti compromessi, come nel caso di una superficie cutanea ustionata. Una delle sfide principali di questa disciplina è individuare un supporto adatto sul quale far crescere le cellule e differenziarle nei diversi tipi di tessuti. Con Alessandro Russo si parlerà delle prospettive, delle speranze, dei limiti che tali indagini ed applicazioni fanno presagire. In particolare sarà illustrato il progetto europeo Magister, nel quale l'Ateneo è partner con il gruppo coordinato dal professor Murilio Marcacci, e che ha proprio l’obiettivo di creare un nuovo tipo di supporto, che possa essere manipolato in vivo grazie a forze magnetiche e possa essere utilizzato per riparare difetti dell’osso e lesioni articolari.
Sabato 13 ore 15.00

Namaste: gli scarti possono diventare nuovi alimenti?

Con Fabio Fava, Dipartimento di Chimica Applicata e Scienza dei Materiali

L’industria alimentare produce grandi quantitativi di scarti, che spesso creano problemi di smaltimento e sono fonte di inquinamento. Scarti che allo stesso tempo sono ancora ricchi di composti utili. In un pianeta dove oltre un miliardo di persone soffrono la fame, il riutilizzo di queste risorse è una sfida che non può più essere rimandata. Ne parliamo con Fabio Fava che coordina il progetto Namaste, il cui obiettivo è mettere a punto un approccio innovativo e sfruttabile industrialmente per valorizzare gli scarti e i sottoprodotti della lavorazione di mango, agrumi, crusca di frumento e riso per la produzione di mangimi e ingredienti alimentari.
Domenica 14 ore 11.00

Cataflu.or: la chimica può aiutarci a curare l’influenza?

Con Pier Giorgio Cozzi, Dipartimento di Chimica

L’influenza uccide ancora migliaia di persone e costa una notevole quantità di denaro per l’assistenza sanitaria e perdite alla produttività. In commercio esistono farmaci antivirali, ma la loro preparazione è difficile perché richiede l’uso di prodotti naturali complessi e un numero elevato di passaggi per arrivare al prodotto finale. Inoltre, il composto di partenza è estratto da una pianta, l’anice stellato, e di conseguenza sottoposto alle regole di mercato per quanto riguarda disponibilità e prezzo. Come fare? Una risposta potrebbe essere il progetto europeo Cataflu.or che si propone di ottenere nuovi metodi di sintesi, semplici e innovativi, di questi farmaci.
Domenica 14 ore 16.00

Cibo e Cervello

Con Giuseppe di Pellegrino, presidente del corso di Laurea in Neuroscienze e riabilitazione neuropsicologica, Facoltà di Psicologia

L’assunzione di cibo è vitale per il metabolismo di ogni organismo vivente ed è regolata finemente da complessi meccanismi molecolari e nervosi. Negli ultimi anni l’avvento delle neuroscienze cognitive e delle metodiche di visualizzazione in vivo dell’attività del cervello hanno messo in luce i circuiti cerebrali che regolano il desiderio e la scelta del cibo e danno origine all’esperienza di piacere che si accompagna al suo consumo.  Se questi meccanismi non funzionano correttamente si verificano condizioni patologiche, quali anoressia e obesità, in drammatico aumento nelle nostre società.
Domenica 14 ore 17.00

Corpo e cervello

Con Andrea Serino, Dipartimento di Psicologia

Che il cervello sia "dentro" il corpo è un dato di fatto. Negli ultimi anni le neuroscienze hanno dimostrato che anche l’affermazione contraria è vera: il corpo è nel cervello. Aree dedicate nel cervello elaborano ed integrano istante per istante le informazioni relative al corpo provenienti dalle diverse modalità sensoriali. Il risultato di tali elaborazioni è la consapevolezza costante di avere un corpo e la possibilità di muovere le diverse parti del corpo per interagire con il mondo esterno. Queste esperienze primarie della nostra coscienza sono alla base del nostro senso di sé e della libertà di agire volontariamente.
Domenica 14 ore 18.00

Oggetti e parole, corpo e azione

Con Anna M. Borghi, Dipartimento di Psicologia

Secondo la visione tradizionale l’attività cognitiva era distinta dai processi della percezione e azione, considerati periferici. Secondo la concezione della "embodied cognition", invece, l’attività cognitiva è profondamente radicata nel nostro sistema sensorimotorio. Negli ultimi anni sono state raccolte numerose prove sperimentali a favore di questa seconda ipotesi. In particolare, è stato dimostrato che quando osserviamo oggetti simuliamo le possibili azioni che compiamo con essi. Analogamente, quando comprendiamo il linguaggio simuliamo internamente le azioni e le situazioni che le parole descrivono. Questa prospettiva modifica radicalmente il nostro modo di intendere il rapporto tra la cognizione, il corpo e l’azione.
Sabato 20 ore 11.00

AIRobots: una mano volante per lavorare in sicurezza?

Con Lorenzo Marconi, Dipartimento di Elettronica, Informatica e Sistemistica (DEIS)

Occhi che dall’alto sorvegliano la città o che compiono rilevamenti ambientali: sono questi alcuni tra gli usi più diffusi dei piccoli aerei senza pilota o UAV (Unmanned Aerial Vehicle). Ma per queste macchine intelligenti che aiutano l’uomo si apre un altro campo di applicazione: quello della sicurezza sul lavoro. Esiste un progetto di ricerca europeo coordinato dall’Università di Bologna, l’AIRobots, che ha come obiettivo lo sviluppo una nuova generazione di aerei robot capaci di assisterci in ambienti pericolosi. Guanti, occhiali elettronici, joystick: come in una sala giochi, saranno gli strumenti necessari a guidare questa macchina intelligente. È scienza o fantascienza?
Sabato 20 ore 16.00

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