Abstract
La digitalizzazione, in particolare sotto forma di agricoltura di precisione, commercio elettronico e agricoltura intelligente, è considerata una soluzione innovativa fondamentale per i sistemi agroalimentari. Il suo obiettivo è promuovere la transizione verso l'agricoltura 4.0. Il PNRR italiano abbraccia pienamente questa definizione, ponendo l'agricoltura 4.0 come componente chiave della Missione 2 “Rivoluzione verde e transizione ecologica”. Di conseguenza, la transizione verso un'economia 4.0 è vista come un'opportunità per i sistemi agroalimentari di intraprendere una trasformazione efficace ed efficiente che aumenti la produttività, promuovendo al contempo la sostenibilità e la sicurezza alimentare. Questi obiettivi sono ancora più cruciali nel contesto delle molteplici crisi globali, dalla crisi alimentare e finanziaria del 2008 alla pandemia di COVID-19 e alla più recente guerra in Ucraina. Di fronte a sfide così critiche, le politiche si sono orientate verso una visione triplice, in cui lo sviluppo dei sistemi agricoli guida una transizione integralmente vantaggiosa: per il clima, per la sicurezza alimentare e per il benessere sociale. La digitalizzazione dell'agricoltura può essere descritta come un ulteriore passo avanti nell'integrazione della tecnologia nei sistemi agroalimentari. Tuttavia, questo processo non si limita all'introduzione di artefatti tecnologici, ma consiste anche in una serie di pratiche attraverso le quali entrano in gioco nuovi attori, si stabiliscono nuove interazioni e sorgono nuovi assetti, trasformando la struttura sociale ed ecologica della produzione agroalimentare. Sono necessarie ricerche per comprendere meglio come il rapporto tra produzione, innovazione e territori influenzi le numerose variabili della sostenibilità alimentare. Questo progetto mira a esaminare le crescenti interconnessioni tra l'economia digitale e il sistema agroalimentare italiano. Esso presta particolare attenzione alle trasformazioni nell'organizzazione del lavoro e alle dinamiche attraverso le quali diversi tipi di innovazione influenzano la filiera agroalimentare: dalla selezione degli input alla raccolta, alla logistica e alla distribuzione. Una conoscenza più solida dovrebbe rafforzare il processo decisionale pubblico, interconnettendo diversi livelli e tipi di informazioni sugli impatti e sui possibili compromessi dei processi di digitalizzazione. Esse è altresì necessaria per collegare tali processi alla prospettiva della Transizione Giusta (Just Transition - JT), la cui adozione si sta rapidamente diffondendo in tutto il mondo.
Risultati raggiunti
Presenza di processi di digitalizzazione Nel settore vinicolo, le tecnologie a supporto della digitalizzazione sono diverse e in continua evoluzione; vi sono: mappe di prescrizione del vigore e del suolo derivate da droni o immagini satellitari, stazioni meteorologiche, sensori IoT, spandiconcime e irroratrici a tasso variabile, vendemmiatrici con selezione ottica, droni e macchinari autonomi. Tra le 11 aziende agricole visitate (in Toscana, unità di ricerca UNIPI), le attrezzature digitali includevano trattori con unità di controllo 4.0, spandiconcime e serbatoi a tasso variabile, stazioni meteorologiche, sistemi di supporto decisionale (DSS) e trattori autonomi. Nonostante la promozione negli ultimi dieci anni, il loro impatto tangibile rimane limitato. A Foggia (Puglia, unità di ricerca UNICAL), le industrie di trasformazione, attraverso le organizzazioni di produttori e i contratti di fornitura, hanno incoraggiato o addirittura imposto l'uso di macchine per la raccolta meccanizzata, nonostante il fatto che i pomodori raccolti a mano siano generalmente di qualità superiore e meno deperibili. Dal punto di vista digitale, gli strumenti chiave sono i DSS, che integrano i dati provenienti da stazioni meteorologiche, sensori IoT, droni, satelliti, IA e big data per guidare la fertilizzazione, l'irrigazione, i trattamenti fitosanitari e altre pratiche, con l'obiettivo di ottimizzare l'uso delle risorse e aumentare i raccolti. Tuttavia, nella filiera industriale del pomodoro (con particolare riferimento alle province di Parma e Piacenza, in Emilia-Romagna, unità di ricerca UNIBO), la presenza delle tecnologie digitali rimane circoscritta, con un'adozione che si limita in gran parte ai selezionatori ottici per il controllo della qualità, alle linee di produzione e stoccaggio automatizzate e ai software di gestione per il monitoraggio e la tracciabilità della produzione. Dopo aver esaminato le tecnologie digitali, sia come dispositivi (trattori autonomi, sensori, droni, stazioni meteorologiche) sia come servizi (DSS), l'analisi si è concentrata sulle testimonianze di attori politici, tecnici, lavoratori e imprenditori. Questo approccio ha permesso di valutare se e in che modo questi strumenti affrontano effettivamente le questioni socio-ambientali nel sistema agroalimentare e, soprattutto, se si traducono in pratiche concrete. Nel complesso, il legame tra digitalizzazione e transizione ecologica è debole o indiretto nella maggior parte dei casi, in particolare in termini di mitigazione degli impatti. Tuttavia, emerge un potenziale – ancora da realizzare – riguardo al contributo che queste tecnologie potrebbero dare nell'adattamento ai cambiamenti climatici e alla perdita di biodiversità, almeno nel contesto della coltivazione diretta. In particolare, la loro capacità di affrontare sfide quali la variabilità climatica, la diffusione di nuove malattie delle piante o la gestione ottimizzata delle risorse idriche rappresenta un'area in cui la digitalizzazione potrebbe, in futuro, svolgere un ruolo di supporto significativo. Affinché questo potenziale si traduca in impatti scalabili, è necessario considerare le difficoltà di adozione e le barriere di accesso, specialmente in contesti già colpiti da emergenze o crisi strutturali. Dimensione economica In tutti e tre i contesti, le tecnologie digitali sono spesso presentate come soluzioni in grado di migliorare l'efficienza produttiva, aumentare la competitività sui mercati internazionali e facilitare l'accesso a nuovi segmenti di mercato (ad esempio quelli legati alla sostenibilità certificata, alle catene di approvvigionamento di qualità o alla conformità a standard innovativi). La digitalizzazione, pur mostrando il potenziale di supportare i processi di adattamento e mitigazione ambientale, sembra al momento inserirsi in un quadro che riproduce e rafforza le disuguaglianze strutturali esistenti, accentuando una logica di scala e perpetuando dinamiche di lunga data che hanno già generato forme di esclusione nel settore agroalimentare. Ciò espone il settore al rischio che l’impatto della digitalizzazione si traduca in una crescente polarizzazione del tessuto produttivo. Per quanto riguarda il lavoro, il progetto ha analizzato due ampie categorie di lavoratori: i lavoratori salariati e gli agricoltori. Queste categorie sono molto eterogenee. In particolare, per quanto riguarda la seconda, essa include, oltre agli imprenditori agroindustriali, varie forme di persistenza dell’agricoltura contadina. In entrambi i casi, tuttavia, laddove vengono implementate tecnologie digitali e di automazione, la conoscenza e le competenze emergono come questioni centrali. In generale, l’idea diffusa di una sostituzione del lavoro da parte delle nuove tecnologie deve essere ridimensionata. Le dinamiche osservate sono più complesse: in agricoltura, le tecnologie 4.0 sembrano rispondere a crisi preesistenti — in particolare la carenza di manodopera e la perdita di saperi locali — piuttosto che guidare autonomamente la trasformazione. Dimensione ambientale e dimensione sociale Sia la dimensione sociale sia quella ambientale risultano solo minimamente influenzate dal processo di digitalizzazione in corso, se non nella misura in cui questo aggrava le crisi già esistenti in tali ambiti. Per quanto riguarda gli impatti ambientali, in particolare, si riscontra una notevole mancanza di evidenze empiriche generalizzabili sull’efficacia delle tecnologie digitali e di precisione. Allo stesso modo, i processi di innovazione tecnologica sembrano avere effetti limitati sul miglioramento del benessere, dell’inclusione e della giustizia sociale e, al contrario, possono accelerare la frammentazione della forza lavoro e aumentare il controllo sui processi lavorativi. Dimensione della governance Gran parte delle logiche che sostengono gli scenari sopra descritti devono essere ricondotte alle strategie di governance che guidano il processo di transizione digitale. A livello europeo, la governance della digitalizzazione agricola rimane fortemente centralizzata e orientata da politiche di tipo top-down. A livello nazionale, gli attori pubblici — come autorità regionali, istituzioni di ricerca, intermediari di filiera, grandi fornitori di tecnologie e macchinari, e imprese leader — svolgono un ruolo decisivo nel definire traiettorie e priorità di sviluppo per l’innovazione digitale in agricoltura. Le principali leve d’azione includono incentivi economici, bandi pubblici e programmi progettuali definiti a livello nazionale e regionale. La partecipazione dal basso, attraverso meccanismi di governance inclusivi — che valorizzino l’agency locale, la consultazione dei lavoratori o il coinvolgimento dei sindacati — risulta limitata o non produce i risultati attesi. In tale contesto, le voci delle comunità rurali, dei piccoli produttori e delle imprese meno strutturate rischiano di essere confinate al ruolo di semplici “destinatari” dell’innovazione, privi di una reale capacità di incidere sul processo di digitalizzazione. In linea con i discorsi classici sullo “sviluppo” e sull’“innovazione”, gli attori pubblici tendono spesso ad attribuire agli agricoltori la responsabilità di una presunta arretratezza o resistenza al cambiamento, invocando la necessità di promuovere una “cultura dell’innovazione”.Project details
Unibo Team Leader: Emanuele Leonardi
Unibo involved Department/s:
Dipartimento di Sociologia e Diritto dell'Economia
Coordinator:
Università di PISA(Italy)
Total Unibo Contribution: Euro (EUR) 74.727,00
Project Duration in months: 24
Start Date:
30/11/2023
End Date:
31/12/2025