Abstract
Abstract Il progetto PRIN-PNRR RE.S.O.U.R.C.E. – REshaping Services Organisation for Upcoming Resilient and Community-based Ecosystems ha analizzato l'evoluzione dei modelli di organizzazione dei servizi sociali di interesse generale alla luce dell'art. 55 del Codice del Terzo Settore, approfondendo il ruolo della co-programmazione e della co-progettazione quali strumenti di amministrazione condivisa. Attraverso un approccio interdisciplinare che integra diritto e sociologia, la ricerca ha studiato otto esperienze di co-progettazione in quattro territori italiani, combinando analisi normativa, giurisprudenziale e documentale con un'indagine empirica basata su 42 interviste. I risultati mostrano le potenzialità della co-progettazione nel promuovere modelli di welfare più collaborativi e adattabili, ma evidenziano anche persistenti squilibri nei rapporti tra Pubbliche Amministrazioni ed Enti del Terzo Settore, criticità organizzative e limiti alla partecipazione di utenti e lavoratori. La ricerca si conclude con un insieme di raccomandazioni di policy volte a rafforzare l'effettività dell'amministrazione condivisa.
Risultati raggiunti
Il progetto PRIN-PNRR RE.S.O.U.R.C.E. – REshaping Services Organisation for Upcoming Resilient and Community-based Ecosystems ha coinvolto le Università di Torino, Piemonte Orientale e Bologna con l'obiettivo di analizzare i processi di innovazione del quadro socio-giuridico nazionale ed europeo nella regolazione dei servizi sociali di interesse generale, approfondendo l'emergere di modelli cooperativi e partecipativi fondati sull'amministrazione condivisa. Il progetto ha preso avvio dalla consapevolezza che, negli ultimi decenni, le politiche ispirate al New Public Management hanno progressivamente orientato l'organizzazione dei servizi pubblici verso logiche di mercato, concorrenza ed efficienza economica, favorendo processi di esternalizzazione e privatizzazione che hanno modificato profondamente il rapporto tra amministrazioni pubbliche e soggetti del Terzo Settore. In questo scenario, l'introduzione dell'art. 55 del Codice del Terzo Settore, insieme all'evoluzione della normativa europea e della giurisprudenza nazionale, ha aperto nuove prospettive per lo sviluppo di modelli di welfare collaborativo, fondati sulla co-programmazione e sulla co-progettazione dei servizi. L'obiettivo della ricerca è stato quello di contribuire alla definizione di un nuovo paradigma regolativo e organizzativo capace di superare la tradizionale contrapposizione tra pubblico e privato e la logica della mera concorrenza, valorizzando invece la cooperazione istituzionale, la responsabilità condivisa e la partecipazione delle comunità nella produzione dei servizi di welfare. In tale prospettiva il progetto ha inteso ricostruire le basi giuridiche, organizzative e sociologiche di un modello di amministrazione condivisa capace di promuovere servizi più efficaci, adattabili e coerenti con l'interesse collettivo. Per raggiungere tali obiettivi è stato adottato un approccio pienamente interdisciplinare, integrando competenze di diritto privato, amministrativo, costituzionale, dell'Unione europea e sociologia. La ricerca ha combinato analisi normativa, giurisprudenziale e dottrinale con un'articolata indagine empirica. Sono stati selezionati otto casi studio di co-progettazione nei territori di Alessandria, Torino, Reggio Emilia e Bologna, privilegiando esperienze riferite a servizi confrontabili e, ove possibile, caratterizzate dal passaggio dal tradizionale sistema di appalto al nuovo modello collaborativo previsto dall'art. 55 CTS. L'indagine empirica ha previsto 42 interviste in profondità a dirigenti e funzionari delle amministrazioni pubbliche, rappresentanti degli Enti del Terzo Settore e delle organizzazioni sindacali e di categoria. A queste si è affiancata un'analisi sistematica della documentazione prodotta durante i procedimenti di co-progettazione – avvisi pubblici, documenti progettuali, verbali dei tavoli, convenzioni e accordi – consentendo di mettere in relazione le dinamiche organizzative con gli assetti giuridici che regolano la collaborazione tra PA ed ETS. La ricerca evidenzia come la co-progettazione rappresenti un significativo avanzamento rispetto al tradizionale sistema degli appalti pubblici. Gli attori coinvolti riconoscono infatti nella collaborazione tra amministrazioni ed ETS uno strumento capace di superare il rapporto di mera delega tra committente ed esecutore, favorendo una maggiore flessibilità nell'organizzazione dei servizi, l'apprendimento continuo durante la loro attuazione e una migliore capacità di adattamento ai bisogni dei territori. La co-progettazione valorizza inoltre il patrimonio di conoscenze professionali, organizzative e territoriali sviluppato dagli ETS, consentendo di reintegrare tali competenze nei processi decisionali pubblici e di promuovere forme di innovazione nella progettazione e gestione dei servizi. Accanto a tali potenzialità, la ricerca mette tuttavia in luce alcune criticità strutturali. La principale riguarda la persistente asimmetria di potere tra Pubbliche Amministrazioni ed Enti del Terzo Settore. In molte esperienze analizzate, infatti, la preventiva definizione da parte delle amministrazioni degli obiettivi, dei contenuti progettuali e delle condizioni contrattuali limita gli spazi di effettiva collaborazione, riducendo il ruolo degli ETS nella costruzione condivisa dei servizi. Analogamente, avvisi pubblici particolarmente dettagliati, criteri selettivi elevati e richieste di cofinanziamento possono favorire gli enti maggiormente strutturati, riducendo la partecipazione delle organizzazioni più piccole. Dal punto di vista organizzativo emerge inoltre una crescente tensione tra i benefici derivanti dalla maggiore stabilità dei rapporti con la PA e l'incremento degli oneri amministrativi. Il sistema della rendicontazione viene indicato dagli ETS come uno degli aspetti maggiormente problematici: la complessità delle procedure e il limitato riconoscimento dei costi organizzativi trasferiscono infatti una parte rilevante dell'impegno economico e gestionale sul Terzo Settore, incidendo sulla sostenibilità delle organizzazioni e producendo effetti selettivi a favore degli enti più strutturati. La ricerca evidenzia inoltre come la partecipazione diretta di utenti e lavoratori ai processi di co-progettazione risulti ancora limitata, se non del tutto assente. I bisogni dei destinatari vengono prevalentemente rappresentati attraverso la mediazione degli operatori e degli ETS, mentre le rappresentanze dei lavoratori risultano generalmente escluse dai tavoli di confronto. Analogamente, emerge una sostanziale assenza di percorsi strutturati di co-programmazione, che limita la partecipazione degli attori sociali alla definizione delle priorità e delle politiche di welfare, confinando spesso la collaborazione alla sola fase esecutiva dei servizi. L'analisi giuridica conferma molte delle criticità emerse sul piano empirico. Sebbene gli accordi di co-progettazione siano fondati su finalità collaborative e sulla comunione di scopo tra PA ed ETS, nella prassi essi attribuiscono frequentemente all'amministrazione pubblica poteri di indirizzo e controllo molto incisivi e prevedono clausole predisposte unilateralmente, obblighi e responsabilità prevalentemente a carico degli enti partner. Al tempo stesso, la ricerca individua esperienze maggiormente collaborative, nelle quali gli ETS partecipano realmente alla definizione dei servizi e continuano a contribuire durante tutta la fase di attuazione attraverso tavoli permanenti e Cabine di Regia, dimostrando come il modello dell'amministrazione condivisa possa produrre risultati significativi quando vengono riconosciuti effettivi spazi di co-decisione. Sul piano teorico il progetto propone di qualificare gli accordi di co-progettazione come accordi amministrativi ai sensi dell'art. 11 della legge n. 241/1990, soluzione ritenuta più coerente con la disciplina vigente e con la natura collaborativa dell'istituto. Le evidenze raccolte hanno consentito di elaborare un articolato insieme di raccomandazioni di policy rivolte a Pubbliche Amministrazioni ed Enti del Terzo Settore. Le principali indicazioni riguardano il rafforzamento della co-programmazione quale sede stabile di ascolto di utenti e lavoratori, il riequilibrio dei rapporti negoziali tra PA ed ETS, la semplificazione della rendicontazione, una maggiore valorizzazione del contributo organizzativo degli enti partner, il consolidamento di strumenti permanenti di governance collaborativa e il rafforzamento delle tutele per utenti e lavoratori. Nel complesso, il progetto RE.S.O.U.R.C.E. ha contribuito a definire un quadro teorico ed empirico innovativo per l'analisi dell'amministrazione condivisa. I risultati della ricerca forniscono indicazioni utili sia per il dibattito scientifico sia per l'evoluzione delle pratiche amministrative, contribuendo alla costruzione di un modello di welfare più collaborativo, partecipativo, sostenibile e orientato alla tutela dell'interesse collettivo.Project details
Unibo Team Leader: Barbara Giullari
Unibo involved Department/s:
Dipartimento di Sociologia e Diritto dell'Economia
Coordinator:
Università del PIEMONTE ORIENTALE Amedeo Avogadro-Vercelli(Italy)
Total Unibo Contribution: Euro (EUR) 71.260,00
Project Duration in months: 24
Start Date:
30/11/2023
End Date:
28/02/2026