Abstract
Il progetto ECCO-Italy (Education of Children of Chinese Origin in Italy) ha analizzato i processi di socializzazione linguistica delle nuove generazioni di giovani di origine cinese in Italia, con particolare riferimento al ruolo svolto dalle scuole complementari cinesi (huawen xuexiao) nella trasmissione della lingua e della cultura di origine. La ricerca ha approfondito il rapporto tra apprendimento del cinese come lingua di eredità (Heritage Language, HL), acquisizione dell'italiano, costruzione dell'identità linguistica e inclusione sociale, valutando al tempo stesso l'influenza delle politiche linguistiche e delle ideologie educative promosse dalla Repubblica Popolare Cinese sulle attività delle scuole complementari presenti sul territorio italiano. Il progetto è stato sviluppato congiuntamente dalle Università di Bergamo, Bologna, Firenze e per Stranieri di Siena, attraverso un'estesa indagine etnografica che ha coinvolto bambini e adolescenti di origine cinese, famiglie, insegnanti, dirigenti scolastici e membri delle comunità cinesi, mettendo in relazione i percorsi educativi sviluppati nelle scuole complementari con quelli delle scuole italiane. Obiettivi L'obiettivo principale del progetto è stato valutare in quale misura politiche educative orientate al bilinguismo equilibrato possano favorire non soltanto lo sviluppo delle competenze linguistiche in cinese e italiano, ma anche processi di socializzazione, inclusione e partecipazione alla vita sociale. La ricerca ha inoltre inteso verificare gli effetti a lungo termine dell'apprendimento della lingua di eredità sul percorso scolastico degli studenti, analizzare il ruolo delle scuole complementari nella costruzione delle identità linguistiche e culturali delle seconde generazioni e comprendere l'influenza delle politiche linguistiche cinesi sui modelli educativi rivolti alle comunità della diaspora. Metodologia Il progetto si è fondato sul quadro teorico della Language Socialization, sviluppato nell'ambito dell'antropologia linguistica per interpretare l'apprendimento linguistico come parte integrante dei processi di partecipazione sociale e costruzione dell'identità. Tale approccio è stato integrato con strumenti propri della sociolinguistica, della linguistica educativa e dell'etnografia dell'educazione. La ricerca ha adottato una metodologia qualitativa di carattere etnografico, basata su osservazione partecipante, interviste semi-strutturate, focus group e raccolta di materiali audio e video. Dopo una ricognizione nazionale delle scuole complementari cinesi operanti in Italia sono stati selezionati casi rappresentativi sotto il profilo geografico, organizzativo e sociale. Il lavoro sul campo ha coinvolto 13 scuole complementari cinesi distribuite in diverse regioni italiane e 8 scuole dell'obbligo, presso le quali sono stati intervistati 13 dirigenti scolastici, 14 docenti delle scuole complementari e 31 insegnanti italiani, oltre a studenti, famiglie e membri delle comunità cinesi. Il corpus comprende inoltre 17 ore e 30 minuti di registrazioni audio raccolte durante le attività didattiche, costituendo una base documentaria di particolare rilievo per lo studio della socializzazione linguistica delle nuove generazioni di origine cinese. L'analisi dei dati è stata sviluppata congiuntamente dalle quattro unità di ricerca, che hanno condiviso un unico disegno metodologico e un corpus comune di dati etnografici, approfondendo tuttavia aspetti differenti del fenomeno. L'Università di Bergamo si è concentrata sulla distribuzione territoriale delle scuole complementari cinesi, sulla loro evoluzione e sul linguistic landscape, con particolare attenzione alle denominazioni adottate dalle scuole. L'Università di Bologna ha approfondito le pratiche educative e i rapporti tra scuole complementari, sistema scolastico italiano e comunità cinesi, promuovendo inoltre la costruzione di una rete nazionale delle scuole complementari cinesi (huawen xuexiao), concepita come base per future collaborazioni scientifiche ed educative anche a livello europeo. L'Università per Stranieri di Siena ha studiato i processi di acquisizione del cinese come lingua di eredità e le pratiche didattiche delle scuole complementari, dedicando un approfondimento specifico alle huaqiao xuexiao. L'Università di Firenze ha analizzato i processi di costruzione identitaria e di negoziazione delle appartenenze linguistiche e culturali, con particolare riferimento ai giovani adulti di origine cinese. Nel complesso, il progetto ha prodotto uno dei primi corpora etnografici di dimensione nazionale dedicati alle scuole complementari cinesi in Italia, offrendo una base documentaria di particolare rilievo per gli studi sul bilinguismo, sulle lingue di eredità e sull'educazione interculturale.
Risultati raggiunti
Il principale risultato del progetto è consistito nella realizzazione di un'estesa indagine etnografica sulle scuole complementari cinesi operanti in Italia. Attraverso osservazioni partecipanti, interviste semi-strutturate, focus group e documentazione audio-video, le unità di ricerca hanno costruito un corpus originale di dati relativo ai processi di socializzazione linguistica delle nuove generazioni di origine cinese. Il lavoro sul campo ha interessato sia le scuole complementari cinesi sia le scuole italiane frequentate dagli stessi studenti, consentendo di osservare direttamente le interazioni tra i due principali contesti educativi coinvolti nella formazione linguistica e culturale dei giovani di origine cinese. Una parte consistente delle attività di ricerca è stata dedicata all'osservazione diretta delle pratiche educative nelle scuole complementari e nelle scuole italiane. In questo ambito le unità di Bologna, Bergamo e dell'Università per Stranieri di Siena hanno svolto un'intensa attività di ricerca sul campo, raccogliendo dati etnografici in numerosi contesti scolastici distribuiti sul territorio nazionale. Tale lavoro costituisce il nucleo empirico del progetto e rappresenta uno dei principali risultati scientifici conseguiti. Su questa base comune, ciascuna unità ha sviluppato approfondimenti specifici. L'Università di Bergamo ha studiato la distribuzione territoriale delle scuole complementari e il loro linguistic landscape, con particolare attenzione alle denominazioni adottate dalle scuole. L'Università di Bologna ha approfondito le relazioni tra scuole complementari, scuole italiane e comunità cinesi, promuovendo inoltre la costruzione di una rete nazionale di huawen xuexiao come base per future collaborazioni scientifiche e istituzionali. L'Università per Stranieri di Siena ha analizzato i processi di acquisizione del cinese come lingua di eredità e dedicato uno studio specifico alle huaqiao xuexiao, ossia scuole cinesi frequentate da studenti con un background migratorio diretto o indiretto, le cui famiglie hanno vissuto o vivono esperienze migratorie legate all'Italia. L'Università di Firenze ha infine approfondito i processi di costruzione identitaria e di negoziazione delle appartenenze linguistiche e culturali dei giovani adulti di origine cinese. L'analisi del corpus ha evidenziato la crescente trasformazione delle scuole complementari da istituzioni rivolte prevalentemente alla conservazione della lingua e della cultura di origine a soggetti sempre più coinvolti nel dialogo con il sistema scolastico italiano. Le interviste hanno inoltre mostrato come gli insegnanti italiani riconoscano, nella maggior parte dei casi, il valore del bilinguismo e della frequenza delle scuole complementari, individuandone benefici in termini di sviluppo linguistico, costruzione identitaria e successo scolastico degli studenti. I risultati della ricerca sono stati presentati nelle principali sedi scientifiche dedicate agli studi cinesi, attraverso panel e comunicazioni ai maggiori convegni nazionali (Associazione Italiana Studi Cinesi – AISC), europei (European Association for Chinese Studies – EACS) e internazionali, tra cui la conferenza della European Association of Chinese Linguistics (EACL). Le attività di ricerca hanno già dato luogo a pubblicazioni su riviste scientifiche nazionali, mentre numeri speciali, articoli su riviste internazionali e contributi in volume sono attualmente in preparazione. È stato inoltre avviato il processo di preparazione e documentazione del corpus etnografico per il deposito nell'infrastruttura europea CLARIN, al fine di garantirne la conservazione, la descrizione secondo standard internazionali e il futuro riutilizzo da parte della comunità scientifica. Nel complesso, il progetto ha mostrato come le scuole complementari cinesi possano evolvere da luoghi di conservazione linguistica a veri e propri attori dell'integrazione educativa, favorendo forme strutturate di collaborazione con il sistema scolastico italiano e contribuendo alla costruzione di percorsi di bilinguismo equilibrato e inclusione sociale. Tale prospettiva costituisce uno dei principali risultati scientifici del progetto e rappresenta una base scientifica per futuri sviluppi della ricerca sulle lingue di eredità e per il rafforzamento della cooperazione tra istituzioni scolastiche, comunità cinesi e sistema educativo italiano, anche in una prospettiva europea.Project details
Unibo Team Leader: Tommaso Pellin
Unibo involved Department/s:
Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Moderne
Coordinator:
ALMA MATER STUDIORUM - Università di Bologna(Italy)
Total Unibo Contribution: Euro (EUR) 63.288,00
Project Duration in months: 24
Start Date:
30/11/2023
End Date:
28/02/2026