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Marina Lalatta Costerbosa

Professoressa ordinaria

Dipartimento di Filosofia e Comunicazione

Settore scientifico disciplinare: IUS/20 FILOSOFIA DEL DIRITTO

Temi di ricerca

Parole chiave: Bambini diritti umani responsabilità ragionamento morale tortura pedagogia nera universalismo autonomia violenza male

Diritto e morale;
Teoria dell'argomentazione pratica;
Bioetica e biodiritto;  Legalità e consenso al male; Violazioni dei diritti umani.


Un primo filone di ricerca è dato dall'intenzione di mostrare e organizzare la complessità filosofico-normativa sottesa alla riflessione bioetica, ma insieme far emergere la cogenza della dimensione applicativa dell'etica e della filosofia del diritto: l'autonomia concettuale che caratterizza questa dimensione della Angemessenheit rispetto al suo momento fondazionale è solo relativa. La prima parte della ricerca (in senso teorico, non diacronico, posta la necessaria sinotticità e interazione dei due filoni dell'indagine) vede quindi lo studio del principio di universalizzabilità e della sua declinazione giusfilosofica, volta a interpretare - nel senso di un legame concettuale - la sfera del diritto e la sfera della morale. A una definizione preliminare e approssimativa di universalismo si afferma un'analisi più puntuale, rivolta in particolare alla definizione del rapporto tra diritto e morale, attraverso lo studio dell' "universalismo neoscolastico" di J. Finnis, dell' "universalismo costituzionale" di R. Dworkin, dell' "universalismo comunicativo" di J. Habermas e R. Alexy, dell' "universalismo logico" di A. Gewirth e dei filosofi di Sheffield e infine dell' "universalismo pedagogico" di K. Baier. Si tratta di una difesa argomentata soggetta costitutivamente a cimentarsi con nuovi problemi e sfide, ma anche del tentativo di fornire una definizione sufficientemente articolata e "operativa" di universalismo, aperta alla sua applicazione, in particolare alla sua applicazione ai problemi bioetici. Risultati preliminari di questa ricerca sono stati alcuni saggi apparsi negli ultimi anni, recanti i titoli: A proposito della democrazia come ideale normativo(“Ragion pratica”, 2001) ed Eutanasia e filosofia morale: l'autonomia e le sue insidie (apparso in un volume collettaneo a cura di G. Zanetti per l'editore Carocci), un saggio sul tema della clonazione (per un volume collettaneo a cura di M. La Torre, M. Lalatta e A. Scerbo per Giappichelli), un articolo sulla bioetica e l'etica del discorso, quale teoria filosofico-morale privilegiata per le sue potenzialità applicative. Ma la prima elaborazione degli esiti della ricerca è soprattutto la monografia Il diritto come ragionamento morale. Saggio sul giusnaturalismo contemporaneo e alcune sue applicazioni bioetiche (uscito nel 2007 presso l'editore Rubbettino), nella quale sono state individuate e approfondite le premesse teoriche per intervenire, da una prospettiva filosofica, nell'attuale dibattito bioetico. Sempre in questo filone di indagine di etica applicata è apparso nello stesso anno anche il volume Questioni di vita o morte (per l'editore torinese Giappichelli e curato insieme a M. La Torre e A. Scerbo) nel quale sono stati raccolti i contributi di studiosi italiani e stranieri sulle principali tematiche dell'etica pratica e della bioetica. E ancora alcuni saggi che si muovono nell'ambito del dibattito bioetico dalla prospettiva delle possibili discriminazioni. In particolare le ultime ricerche hanno riguardato la discriminazione genetica e la discriminazione da procreazione (saggio spagnolo per “ Revista Derechos y Libertades”)e su un piano più strettamente teorico la teoria habermasiana dell'argomentazione (saggio per “Ars Interpretandi”) e gli sviluppi più recenti della filosofia del diritto di Neil MacCormick con specifico riferimento al rapporto tra diritto e morale (saggio in inglese per l'editore Springer).

Di recente parte dell'attività della ricerca è stata rivolta a una delle pratiche che per eccellenza e con scandalo mettono alla prova il concetto di diritto: la questione della tortura. Attraverso la partecipazione a seminari internazionali (a Hull nel 2007) e nazionali (a Pisa e Catanzaro) e lo studio della storia dottrinale della tortura, Marina Lalatta è giunta alla stesura di alcuni saggi sul tema: tortura e legalità (in lingua inglese per Nomos Verlag e per “Materiali per una storia della cultura giuridica), corruzione (per un volume collettaneo curato da P. Vincieri), male estremo, Shoah e responsabilità morale (per “Sociologia”). In questa direzione va l'opera monografica  su tortura e Stato di diritto apparsa per i tipi de Il Mulino e una seconda in fase di preparazione sul rapporto tra forza e diritto, responsabilità e stato di eccezione, male e libertà, legalità e consenso a partire dalla Shoah e più in generale dalla Germania nazista. L'ultima monografia pubblicata riguarda il tema della democrazia e le sue insidie per l'editore DeriveApprodi di Roma (2014) oltre a un lavoro collettaneo per i tipi de Il Mulino su "Lo spazio della responsabilità. Approdi e limiti delle neuroscienze" (2015).