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Claudia Sebastiana Nobili

Professoressa associata

Dipartimento di Beni Culturali

Settore scientifico disciplinare: L-FIL-LET/10 LETTERATURA ITALIANA

Coordinatrice del Corso di Laurea in Beni culturali

Temi di ricerca

Parole chiave: Salimbene de Adam lacrime teatro cinema edizione commentata Dante Alighieri Giovanni Boccaccio saggi critica letteraria Luigi Pirandello

- Gli exempla nella letteratura medievale: Salimbene e Dante;

- I temi e lo stile dello scrittore Boccaccio, tra latino e volgare;

- Luigi Pirandello fra teatro e cinema.


1. Gli exempla nella letteratura medievale: Salimbene, Dante, Boccaccio

Sebastiana Nobili si occupa da tempo dell'opera di Giovanni Boccaccio e in particolare del Corbaccio, che ha interpretato in chiave nuova correggendo la lettura riduttiva secondo la quale l'operetta sarebbe soltanto una tardiva palinodia del Decameron. Dopo avere affrontato il problema filologico della doppia redazione e del titolo, ha studiato le fonti dell'operetta, individuando nella narrativa medievale il vero retroterra del Corbaccio, e nelle artes praedicandi il repertorio di temi e simboli presenti nel testo di Boccaccio. Lo studio della narrativa medievale si è poi esteso alla cronachistica, e in particolare alla Cronica di Salimbene da Parma, di cui la Nobili ha pubblicato un'edizione con traduzione a fronte e commento, anche in questo caso interessandosi alle coordinate storiche e culturali entro cui il testo si sviluppa, ed esaminando il vasto repertorio narrativo presupposto, da ascrivere non solo alla letteratura coeva ma anche agli exempla, all'arte della predicazione e all'oratoria politica, cioè alle diverse tipologie del discorso orale. Dal confronto di alcuni passi della Cronica con quelli della Commedia dantesca – relativi ai medesimi personaggi e temi – è nato un progetto di ricerca sulla presenza degli exempla nella letteratura trecentesca, progetto che si estende dal capolavoro dantesco (nel quale le cosiddette «similitudini domestiche» possono essere rilette alla luce della tradizione narrativa orale) all'ultima produzione di Boccaccio, e in particolare alle Genealogie deorum gentilium e al De casibus virorum illustrium.

2. I temi e lo stile dello scrittore Boccaccio, tra latino e volgare

A proposito di Giovanni Boccaccio la Nobili ha organizzato due convegni, pubblicando in rivista saggi dedicati alla “Genealogia” («Intersezioni» 2011), al “Filocolo” («Studi sul Boccaccio» 2011) e al “Decameron” (Atti del convegno di Bologna, Il Mulino 2013, e Italianistica, 2013). Nel Decameron ha studiato il tema del pianto, fra Introduzione (la peste) e Quarta giornata; mentre a partire dal Filocolo ha studiato il tema del gioco narrativo tra i novellatori, legandolo alla quaestio scolastica, della quale si ha una testimonianza tarda anche nella Genealogia. Ha scritto un'antologia boccacciana commentata per l'università, uscita nel 2014 per i tipi di Unicopli. Nel 2017 ha pubblicato un volume complessivo dedicato agli autori medievali di cui si occupa – Salimbene, Dante, Boccaccio – dal titolo "La consolazione della letteratura" (Ravenna, Longo editore).

3. Luigi Pirandello fra teatro e cinema

A Luigi Pirandello Sebastiana Nobili ha dedicato diversi saggi a partire dalla tesi di dottorato, nella quale, attraverso il confronto di diverse redazioni dei testi, e in particolare delle novelle riscritte per la scena, ha sostenuto la natura fondamentalmente narrativa del teatro di Pirandello, indicando fra l'altro la presenza di un “narratore drammatico” nei copioni teatrali, per soffermarsi infine sulle ultime novelle, che presentano analogie con temi e tecniche propri delle avanguardie e soprattutto del surrealismo (ancora tutta da studiare è la centralità del sogno nella riflessione condotta da Pirandello negli anni Trenta, fra teatro, cinema e narrativa).

La Nobili ha inoltre lavorato su due romanzi in particolare – il Fu Mattia Pascal e i Quaderni di Serafino Gubbio operatore – collocandoli nel dibattito dell'epoca, e rileggendoli alla luce delle teorie cinematografiche coeve, sulle quali solo in tempi recenti si è fatto luce, grazie alla pubblicazione di molti testi inediti o non più editi dall'epoca (ad esempio gli scritti di registi come Jean Epstein, o di teorici come Ricciotto Canudo). La Nobili ha poi intenzione di estendere la sua ricerca all'ultima stagione del teatro e della narrativa pirandelliana, sulle quali il cinema ha unprofondo influsso, così come le avanguardie e il surrealismo in particolare: in questa prospettiva, negli ultimi anni ha dedicato diversi saggi ai "Giganti della montagna" e alla "Favola del figlio cambiato".