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Michele Caianiello

Professore ordinario

Dipartimento di Scienze Giuridiche

Settore scientifico disciplinare: IUS/16 DIRITTO PROCESSUALE PENALE

Direttore Dipartimento di Scienze Giuridiche

Direttore Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali "Enrico Redenti"

Temi di ricerca

Parole chiave: Prova digitale Diritti della difesa Giustizia penale europea Procedura penale comparata e internazionale

Il progetto
Prova forense digitale (DEVICES).

DEVICES mira a sviluppare un progetto di ricerca comparativa sulle regole per lo svolgimento di operazioni forensi digitali nelle indagini antifrode amministrative e penali.

La tecnologia digitale, con la sua dimensione globalizzata, rappresenta ancora oggi un fattore di sfida che non trova risposte adeguate in quadri giuridici nazionali o sovranazionali, un contesto che rischia di compromettere l'efficienza della maggior parte delle indagini, sia amministrative che penali, e di ridurre sensibilmente l'ambito dei diritti e delle garanzie di difesa. Gli Stati membri faticano a stabilire norme tecniche e giuridiche in grado di garantire l'integrità delle prove digitali e la loro ammissibilità sia nei procedimenti nazionali che in quelli transnazionali (un profilo ora ancora più pressante alla luce della direttiva 2014/41 sull'ordine europeo di indagine) e paradigmi efficaci per i diritti della difesa. In questo contesto, l'insieme frammentario e poco chiaro di norme rende la gestione delle prove digitali raccolte difficile e spesso imprevedibile. Ciò aggrava anche le enormi carenze esistenti nelle norme sulla condivisione delle prove che collegano le indagini amministrative alle indagini penali in materia antifrode (e non solo in quest'ultima).

Per maggiori informazioni v. al sito web: https://site.unibo.it/devices/en.

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Il progetto (CrossJustice)

La tutela dei diritti fondamentali delle persone accusate o sospettate di un reato è uno dei principali obiettivi della politica dell'UE nel settore della giustizia. Tuttavia, l'effettiva tutela di tali diritti in tutta l'UE è fortemente influenzata dalla grande diversità dei quadri giuridici che caratterizzano la regolamentazione degli Stati membri in materia di diritti processuali nei procedimenti penali. In questo contesto, i soggetti giuridici spesso lottano per individuare quale legislazione e quindi quali diritti processuali sono applicabili alle persone accusate o sospettate di un reato in casi specifici, sia a causa delle barriere linguistiche che delle peculiarità dei diversi sistemi giuridici nazionali.

Questa situazione persiste anche dopo l'introduzione delle Direttive UE derivate dal Programma di Stoccolma, volte a creare un certo livello di norme armonizzate in materia.

In primo luogo, tali direttive prevedono spesso solo un livello minimo di protezione e riguardano solo specifiche fasi del procedimento penale. In secondo luogo, l'applicazione di tali direttive a livello nazionale sta spesso riducendo ulteriormente l'impatto dell'acquis comunitario a causa di un'attuazione scorretta o incompleta o della persistenza di interpretazioni divergenti dei diritti processuali penali da parte dei tribunali nazionali.

Il progetto si propone di affrontare le questioni sopra descritte individuando lacune critiche e soluzioni in una prospettiva comparativa, al fine di migliorare l'efficienza dei sistemi giudiziari e la loro cooperazione, grazie alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Proponiamo quindi di sviluppare CrossJustice, una piattaforma online di consulenza e supporto sull'efficacia dei diritti processuali che fornisce un servizio gratuito, rivolto principalmente ai professionisti del diritto, ma accessibile agli studenti di giurisprudenza, alle ONG e a tutti i cittadini dell'UE.

La piattaforma Giustizia incrociata fornirà un contributo unico per rispondere alle esigenze di informazione sui diritti processuali, fornendo A) un servizio gratuito e aggiornato di informazione e consulenza rivolto ai professionisti del diritto (avvocati, magistrati e funzionari pubblici), ma accessibile anche agli studenti di diritto e ai cittadini, e B) lo sviluppo delle capacità dei professionisti del diritto e degli studenti di diritto.

La piattaforma CrossJustice fornisce un'architettura innovativa con l'obiettivo di fornire supporto in materia:

1. la conformità degli strumenti nazionali che attuano le direttive UE con l'acquis comunitario.
2. la compatibilità tra i quadri nazionali risultante dall'attuazione delle direttive UE.

Grazie a questa serie di risorse e funzionalità, la piattaforma di giustizia incrociata contribuirà a soddisfare tutte le esigenze sopra indicate nel settore dei diritti processuali penali. In particolare, essa contribuirà a tale scopo:
- Fornire un'analisi e una valutazione della conformità della legislazione nazionale all'acquis comunitario in materia, con il supporto delle TIC.
- Sostenere lo sviluppo delle capacità dei professionisti del diritto, consentendo ad avvocati e studenti di integrare le loro conoscenze sull'attuazione a livello nazionale dell'acquis dell'UE in materia di diritti procedurali.

Più in generale, il progetto Giustizia incrociata contribuirà a quanto segue:
- Rafforzare la cooperazione e lo scambio di informazioni tra le competenti autorità giudiziarie e di polizia sui diritti delle persone sospettate o imputate di reato;
- Sensibilizzare maggiormente i responsabili politici competenti sulle differenze sostanziali tra i diritti delle persone indagate o imputate di reati nei diversi sistemi nazionali per facilitare l'armonizzazione delle pratiche in materia di diritti processuali.

Per maggiori informazioni v. al sito web: https://site.unibo.it/cross-justice/it. 

 

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Il Progetto: Procedura elettronica: Prove in tempi di aumento dell'uso della tecnologia e della digitalizzazione

Con il continuo progresso dell'informazione e delle nuove tecnologie, l'aumento dell'uso e della sofisticazione delle prove digitali utilizzate nella documentazione degli abusi dei diritti umani e dei crimini internazionali fondamentali, le operazioni del meccanismo giudiziario e quasi-giudiziario saranno probabilmente influenzate. L'Accademia Internazionale dei Principi di Norimberga (Accademia di Norimberga) ha sviluppato un progetto interdisciplinare che esplora le sfide legate all'uso delle prove digitali nei procedimenti penali internazionali. Il progetto cerca di affrontare e considerare il potenziale impatto che l'aumento dell'uso delle prove digitali e la sofisticazione della tecnologia potrebbero avere sulle regole di procedura e di prova a livello internazionale. Considerando il mandato dell'Accademia di Norimberga sui crimini internazionali fondamentali, il progetto si concentra sulle regole di procedura e di prova della Corte penale internazionale, come primo tribunale penale internazionale permanente.

Il progetto si compone di cinque cluster che si svolgeranno sia consequenzialmente che simultaneamente, a seconda dei casi, e si stima che sarà completato nel 2022.